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Cholera 11 – Situazione Urgente – CTF-SOS DRS responde in Irois

Posted on December 19, 2010. Filed under: 2010 10 Haiti Cholera Epidemic, All Posts, CTF - A Community, CTF Network, Disaster Response, Italian, Ministry |

Radio Vaticana – notizia del 17/12/2010 14.33.08

     



Haiti: l’impegno della Camillian task force nella regione di Jeremie colpita dal colera



Continua l’azione della Camillian task force ad Haiti. Il gruppo, guidato da padre Scott Binet, da qualche tempo risiede nell’isola per portare soccorso sia alle persone rimaste senza casa a causa del terremoto del 12 gennaio, sia ai malati di colera della regione di Jeremie, dove raramente arrivano gli aiuti. “la situazione è peggiore di quanto pensassimo – ha raccontato all’agenzia Fides Theresia Sinaga, volontaria appena arrivata ad Haiti – un sacerdote del posto ci ha detto che la settimana scorsa sono morte 11 persone, ieri altre due e nell’unico ospedale della zona, a Irois, si registrano 375 casi sospetti”. (R.B.)

Leggi on-line – http://www.vaticanradio.org/it1/Articolo.asp?c=447591

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Cholera 4 – Haiti – Fides (Italiano)

Posted on November 4, 2010. Filed under: 2010 10 Haiti Cholera Epidemic, All Posts, CTF - A Community, CTF Network, Disaster Response, Italian, Ministry |

2010-11-03

AMERICA/HAITI – “Pregate, aiutate, sostenete gli haitiani, siate solidali con loro in ogni modo” dice a Fides padre Binet

Petite Riviere (Agenzia Fides) – Continua l’emergenza colera ad Haiti dove si parla di centinaia di morti confermate per la grave infezione che sta colpendo il paese. Lo ha dichiarato all’Agenzia Fides dalla località Petite Riviere, vicino all’epicentro dell’epidemia, padre Scott Binet, medico camilliano, Coordinatore Internazionale della Camillian Task Force, Presidente di SOS Doctors (CTF-SOS DRS). “E’ molto difficile dare dettagli precisi su questa situazione che continua ad evolvere nel paese insieme agli effetti del grave terremoto che lo ha devastato lo scorso gennaio e che ha privato la popolazione di infrastrutture sanitarie e sociali. Nella regione centrale di Artibonite, dove sono comparsi i primi casi di colera, migliaia di persone soffrono di episodi di diarrea acquosa, febbre e disidratazione acuta, tutti sintomi di una possibile infezione, che mancava nel paese da oltre 50 anni”, continua p. Scott.

“Tuttavia il tasso di morte sta diminuendo grazie ad una maggiore consapevolezza sulla malattia da parte degli abitanti dell’isola ai quali gli agenti sanitari stanno fornendo cure e prevenzioni attraverso una adeguata igiene.”

Stando alle ultime stime, ci sono circa 1300 campi per 1.500.000 profughi (IDPs), molti dei quali nelle vicinanze della capitale Port au Prince. Al Charles Colimon Hospital di Petite Riviere, dove si trova la CTF-SOS DRS, sono stati registrati oltre 500 casi di diarrea acquosa acuta, circa 60 al giorno. L’ospedale è pieno di bambini e adulti distribuiti in tende. Sempre CTF-SOS DRS, insieme all’ong di Port au Prince Doctors of the World, sono impegnati nell’apertura di un centro per il trattamento e la prevenzione del colera a Solino vicino ad un campo che ospita 6500 IDPs”.

Riguardo alle cause che hanno potuto scatenare questa epidemia, il medico camilliano sostiene che non sono ancora chiare dal momento che nell’isola non si verificava dal 1960. “Gli esperti, secondo padre Scott, concordano nel fatto che le precarie situazioni sanitarie e igieniche hanno favorito i contagi. Il batterio del colera poteva essere presente nel fiume Artibonite o nelle sorgenti di acqua stagnante ancora prima del terremoto. Mancano dati concreti sulla malattia, ma dal 5% al 16% delle morti tra i bambini haitiani sono dovute alla diarrea acquosa che è difficile diagnosticare. La cosa più importante da fare adesso è contenere la malattia che rischia di raggiungere le coste dell’isola di Hispaniola e la Repubblica Domenicana.

Haiti purtroppo rimarrà in stato di crisi umanitaria anche nel 2011. La ripresa e la ricostruzione del paese procede molto lentamente, si deve lavorare su più fronti, compresa la tutela di donne e bambine vittime di violenze sessuali, oltre che sul piano sanitario e sulla sistemazione dei sopravvissuti. Servono urgentemente rifugi, acqua potabile e farmaci. Molte case sono andate distrutte e altre sono in rifacimento. A breve ci saranno le elezioni e si vedrà se risentiranno di questa situazione”.

Nel suo appello alla comunità internazionale, padre Scott conclude invitando tutti a “non dimenticare Haiti e la sua gente, ad avere compassione di questa povera gente colpita dal terremoto e da questa grave epidemia di colera, senza però dimenticare le sofferenze passate dalle quali provengono e che li vede in situazioni di povertà estrema e sottosviluppo”.

“In quanto sacerdote e medico, continua padre Scott, riconosco che l’uomo è composto da corpo e anima e che curare uno a discapito dell’altro è un disservizio per i nostri fratelli. Gli haitiani meritano il nostro aiuto e la nostra compassione come nessun altro, ancora di più in un certo senso, date le loro circostanze difficili. Pregate, aiutateli, sosteneteli economicamente o in qualsiasi altro modo anche attraverso organizzazioni solidali. Siate solidali con loro in ogni modo”. (AP/SB) (3/11/2010 Agenzia Fides)

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Terremoto in Abruzzo 18 – Ignazio Punzi – Progetto San Camillo

Posted on July 8, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, CTF - A Community, CTF Network, Disaster Response, Italian, Ministry, Personal Reflections, Stella Polare (La Toretta) |

Terremoto in Abruzzo 17- Stella Polare 

Relazione sintetica del lavoro svolto per il progetto S. Camillo – Stella Polare – Comunità

Ignazio Punzi  

Il mio lavoro è cominciato il 15 marzo 2010.

L’incarico da me ricevuto è quello di costruire legami e attivare persone e reti e nelle e tra comunità ecclesiali con l’obiettivo di pensare e progettare con loro attività di vario tipo (da inventare, tipo corsi, incontri, punti d’ascolto, serate, ecc.) finalizzate ad abilitare quegli adulti che hanno una relazione significativa con minori (genitori, animatori, catechisti, allenatori, nonni?) e  a starci con una “attrezzatura educativa” più consapevole e competente in maniera da permettere loro, qualora intravedessero segnali di disagio conclamato, di rivolgersi al Centro Stella Polare dove ricevere un aiuto efficace e competente. Un obiettivo collaterale consiste nel promuovere le persone e le comunità come protagoniste di questa fase non facile della loro vita.

Dopo l’incontro iniziale con mons. D’Ercole, Danilo, della Caritas Italiana, mi ha fatto conoscere due psicologhe che lavorano in Caritas Diocesana chiedendo loro di “accompagnarmi” nel lavoro. Così, dopo averne condiviso il senso con il direttore don Dionisio, e aver incontrato più volte le due psicologhe, Roberta e Alessia, ho fatto un primo “piano di lavoro” che ha compreso:

-          supporto e supervisione al gruppo di ragazze che aveva attivato dei laboratori in cinque scuole del territorio (oltre alle due psicologhe aquilane il gruppo era composto da due ragazze della Delegazione lombarda e una della Delegazione siciliana)

-          organizzazione e realizzazione di un incontro con i cinque parroci del quartiere la Torretta e zone limitrofe. L’incontro è avvenuto il 30 aprile al centro Stella Polare. I parroci erano d. Giulio (col quale avevo già avuto un incontro a Coppito), nella cui parrocchia di s. Mario risiede il Centro, p. Claudio di s. Pix, d. Alfredo di s. Rita, d. Antonio di s. Giacomo e d. Juan parroco di Gignano. Ogni parroco era accompagnato da una collaboratrice parrocchiale o appartenente ad una Delegazione regionale (erano presenti tre ragazze delle Delegazioni emiliana, pugliese, lombarda e siciliana). C’era anche suor Oliva, rappresentante delle francescane che risiedono a Stella Polare. In tutto eravamo in 14. E’ stato un momento molto importante perché abbiamo condiviso con loro il senso di quello che si vuol fare e costruito insieme un metodo di lavoro, dando loro, come hanno sottolineato, “occasioni per incontrarsi e lavorare assieme”.

-          incontro con ciascun parroco nella sua parrocchia e di altri membri delle comunità parrocchiali. Ad oggi (6 giugno) ne ho incontrati quattro (d. Juan è in Spagna).

-          incontro con l’assistente sociale del Punto Famiglia aquilano (un’iniziativa della Provincia nata qualche anno fa e che ha istituito nel territorio provinciale 4 Punti Famiglia.

-          incontro con 9 capi scout del Gruppo Aquila 3 della parrocchia di S. Mario, d.Giulio e le due suore di Stella Polare. Nell’incontro, molto interessante, sono emerse le difficoltà delle famiglie nella relazione con i figli nel rientro dalle tendopoli e dalla costa, le difficoltà dei ragazzi non avendo né attività né punti di riferimento educativi nel quartiere, l’isolamento dei bambini portatori di disabilità.

Negli incontri (una quindicina) con le persone incontrate (una quarantina in tutto) e in particolare dai parroci sono venute fuori queste idee:

-          prima dell’apertura dell’anno sociale, a settembre, incontrerò i catechisti e con loro proveremo a progettare qualcosa per l’autunno – inverno che sia di sostegno a loro;

-          utilizzare gli incontri che i parroci fanno con i genitori dei bambini di prima comunione e quelli per i ragazzi della cresima per proporre alcuni incontri di approfondimento su tematiche educative e legate al benessere dei figli, con gli obiettivi di creare gruppo tra genitori, affrontare temi sentiti come importanti e urgenti, offrire sostegno alle famiglie

-          ipotizzare iniziative legate alle singole comunità parrocchiali ma anche qualcuno a livello di Vicarìa.

-          strutturare a settembre un percorso da proporre a tutte le famiglie dei ragazzi delle varie Branche del Gruppo Scout “Aquila3”; si costituirà un gruppo “di riflessione e progettazione” che, a partire dall’analisi dei bisogni delle famiglie del quartiere, possa costruire e proporre il percorso.

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Il Rosario Mondiale per le Missioni

Posted on July 2, 2010. Filed under: All Posts, CTF - A Community, CTF Network, Formation, Italian, Liturgy & Devotions, World Mission Rosary |

Come pregare il Rosario Mondiale per le Missioni 
 
 
 “Quando si recita il Rosario per le Missioni nel Mondo, ognuno abbraccia tutti i continenti e tutte le persone in preghiera.” – Arcivescovo Fulton J. Sheen

Introduzione

Unitevi a noi nella preghiera con il Rosario Mondiale per le Missioni del CTF/SOS DRs.o . Con questa devozione, ispirata anche dalla Lettera Apostolica di Papa Giovanni Paolo II Rosario della vergine Maria, noi desideriamo “Contemplare Cristo con Maria.” Cosicche’ pregando il Signore che nella Sua Divina Misericordia – per intercessione della Beata Vergine Maria – possa costruire il Suo Regno, rendere i misteri del Rosario una realta’ nelle nostre vite, renderci piu’ forti nelle nostre quotidianita’ e aiutare quanti noi ricordiamo nelle nostre preghiere.
Hai gia’ un Rosario per le Missioni nel Mondo? Se ancora non lo possiedi, puoi contattarci e te ne sara’ inviato uno. Nel frattempo, se hai una corona del Rosario con le decine di un unico colore, puoi anche recitare con noi il Rosario per le Missioni del CTF/SOS DRS nel Mondo . Segui le seguenti indicazioni, e contattaci in caso di dubbi o difficolta’.
I grani colorati corrispondono ai grani di una comune corona di Rosario con il seguente significato:
  • Grani Verdi (Africa): Prima decina
  • Grani Blu (Oceania): Seconda decina
  • Grani Bianchi (Europa): Terza decina
  • Grani Rossi (America): Quarta decina
  • Grani Gialli (Asia): Quinta decina
  1. Esponi il Santissimo Sacramento per l’Adorazione (se possibile)
  2. Inizia il Rosario con il Segno della Croce
  3.  Enuncia l’intenzione generale – ogni volta:

Che il Signore nella Sua Divina Misericordia – per intercessione della Beata Vergine Maria – possa costruire il Suo Regno, rendere i misteri del Rosario una realta’ nelle nostre vite, renderci piu’ forti nella nostra missione e aiutare quanti noi ricordiamo nelle nostre preghiere.

        4. Prosegui con il Credo degli Apostoli, 1 Padre Nostro, 3 Ave Maria [ per accrescere nelle tre virtu': fede speranza e carita' ], and 1 Gloria.

Tutti i presenti pregano insieme tutte le parti dal Credo al Gloria.

        5. Enuncia il mistero (accanto ai tradizionali misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi e quelli luminosi si aggiungono il Sabato i misteri missionari ).

I Misteri del Rosario

Giorni Misteri Tempo liturgico
    Misteri delle Gioia: Avvento
Misteri Dolorosi: dalla Quaresima alla Domenica delle Palme:
Misteri Gloriosi: Tempo Ordinario, da Pasqua fino alla Domenica prima dell’Avvento
Domenica I Misteri Gloriosi  
Lunedi Misteri Gaudiosi  
Martedi Misteri Dolorosi  
Mercoledi Misteri Gloriosi  
Giovedi Misteri Luminosi  
Venerdi Misteri Dolorosi  
Sabato Misteri Missionari  

I Misteri Missionari

Nel I Mistero Missionario: La visita dei re Magi (Matteo 2:1,11)
Nel II Mistero Missionario: Gesu’ e la Samaritana (Giovanni 4:28)
Nel III Mistero Missionario: Gesu’ guarisce il servo di un ufficiale romano(Luca 7:2)
Nel IV Mistero Missionario: La conversione di Paolo (Atti 9:20)
Nel V Mistero Missionario: L’annuncio della risurrezione(Marco 16:15)

  1. Si inizia con l’intenzione per l’ Africa (Grani Verdi) per la settimana in corso, per esempio (Settembre 7-14) Intenzione – “Che il Signore Gesu’ attraverso l’intercessione di Santa Josephine Bakhita, una ex-schiava nel Sudan, possa nella Sua Divina Misericordia aiutare le vittime del conflitto in Darfur, Sudan. Possa Lui aiutare tutte le persone colpite in Africa da distrastri naturali e da quelli causati dall’uomo in Africa.”
  2. Procedi con la recita tradizionale del Rosario [chi guida dice la prima meta' delle preghiere – gli altri presenti dicono la seconda meta'].
    1. Padre Nostro
    2. 10 Ave Maria
    3. Gloria al Padre
    4. La preghiera di Fatima ["O Gesu' mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell'inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le piu' bisognose della tua Misericordia. Amen"]
    5. Preghiera Eucaristica “Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento”
  3. Enuncia il mistero successivo e l’intenzione per l’ Oceania (Grani Blue), per esempio – Settembre 7-14: Intenzione – “Che il Signore Gesu’ per intercessione Di San Michele Arcangelo, Patrone della Papua Nuova Guinea, possa nella Sua Divina Misericordia aiutare le vittime del ciclone Guba. Possa Lui aiutare tutte le persone colpite in Africa da distrastri naturali e da quelli causati dall’uomo in Oceania.”
  4. Per la terza, quarta e quinta decina del Rosario, enuncia il mistero e la relativa intenzione e prosegi come indicato nel passo 7.
  5. Concludi il Rosario con le seguenti preghiere nell’ordine dato:
    1. Salve Regina, Madre Misericordiosa…
    2. Prega per noi Santa Madre di Dio…
    3. O God, whose only-begotten Son … (Prayer after the Rosary)
    4. Remember, O most gracious Virgin Mary … (Memorare)
    5. San Michele Arcangelo, difendici.. (Preghiera a San Michele Arcangelo)
    6. Per le intenzioni mensili del Santo Padre [accenna alle intenzioni] – 1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria
    7. Preghiera alla Vergine di Guadalupe:
      O Vergine di Guadalupe ,
      La tua apparizione in Messico ha cambiato il corso della storia umana.
      Cessarono i sacrifici umani e i convertiti in Gesu’ Cristo furono milioni.
      Prega per il nostro mondo e la nostra nazione ora.
      Guida le nostre scelte attraverso la tua benigna intercessione.
      Cambia i cuori e le menti per innalzare la dignita’ della vita umana.
      Argina la tendenza alla degenerazione morale e difendi la santita’ del matrimonio.
      Proteggi il nostro mondo dal terrorismo, guerre e disastri naturali.
      Possa la bonta’ trionfare sul male.
      E possa il nostro mondo e la nostra nazione prosperare, in Gesu’ Cristo, Nostro Signore. Amen.
  • Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
  • Revised November 30, 2009

     
    Camillian Task Force Secretariat
    Piazza della Maddalena, 53 Roma, Italy 00186
    (T) 39-06-899-281.14 ~ (F) 39-06-899-281-33 ~ secretariat@ctfmercy.org
    SOS DRS Secretariat
    1039 East Russell Avenue, Milwaukee, WI 53207
    (Toll-free) 877-537-6737 ~ (O) 414-431-6503 ~ (F) 414-431-6504 ~ secretariat@sosdrs.org
    SOS DRS is a 501(c)(3) non-profit organization. Your donations are tax-deductible.
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    Terremoto in Abruzzo 17 – Casa Stella Polare – Un Lavoro di Collaborazione

    Posted on June 27, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, Diocese of Aquila, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Italy, Ministry, Relief Network Collaborators, Stella Polare (La Toretta) |

    “Casa Stella Polare” - La Torretta, L’Aquila 

    L’attenzione che Caritas Italiana ha posto in atto in relazione al mondo dei minori coinvolti dal sisma si è sviluppata su quattro direttrici, poste in atto in stretta collaborazione con l’Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani) – attraverso la Camillian task Force (CTF) e l’Arcidiocesi di L’Aquila:

    A)   una innovativa ricerca (Progetto “Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto (Post Traumatic Stress Disorder – PTSD); in particolare, la ricerca intende:

    1. eseguire una revisione sistematica della letteratura sul PTSD;
    2. studiare la prevalenza nei soggetti in età pediatrica (3-14 anni) esposti al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo;
    3. identificare alcuni fattori protettivi rispetto al rischio di PTSD attraverso la correlazione tra talune caratteristiche rilevate nei soggetti esaminati con la tipologia della reazione all’evento traumatico.

     

    B)   attività di formazione rivolta ai pediatri di famiglia (abilitazione alla diagnosi degli effetti causati dal terremoto nei bambini) e agli insegnanti, educatori, animatori giovanili (interventi di educazione alla socialità);

    C)   apertura di un servizio residenziale (“Casa Stella Polare”) comprendente

    1. uno spazio di prevenzione, diagnostico e di trattamento e cura (in accordo con i Servizi Sanitari locali) rivolto ai bambini in età pediatrica con disturbi correlati al terremoto;
    2. un luogo di aggregazione (ludoteca, biblioteca, mediateca…) aperto a tutti;

     

    D)   attivazione di iniziative di animazione territoriale e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realtà di aggregazione presenti.

    Da dove nasce il progetto

    Le indicazioni della letteratura sull’incidenza dello stress post-traumatico (Post Traumatic Stress Disorder – PTSD) indica la necessità di mettere in atto iniziative volte alla tutela dei soggetti più fragili e più esposti all’impatto di un evento traumatico. Con il Progetto “Casa Stella Polare” si intende offrire uno spazio di diagnosi, di sostegno e di formazione che serva alla società ed alla Chiesa locale.

    Che di un centro come “Casa Stella Polare” ci sia bisogno è testimoniato dal fatto che è ipotizzabile che un 20% della popolazione infantile della zona colpita dal sisma manifesti delle forme e dei sintomi correlati allo stress da evento traumatico.

    La “Casa Stella Polare” non si sostituisce alle strutture istituzionali presenti sul territorio deputate a questo (servizi di salute mentale), ma vuole offrire una risposta che integri e renda più efficace la risposta istituzionale.

    Quale espressione della risposta della Chiesa, la “Casa Stella Polare” vuole anche diventare una occasione affinché un intervento specialistico non diventi un’isola all’interno della Diocesi ma maturi in frutti di attenzione e di sensibilità pastorale, che abbraccia diversi campi, educativo, familiare e della salute. La risposta anormale all’evento traumatico, infatti, non è solo un tema di natura medica ma anche educativo (i soggetti sono spesso in età scolare e dunque fruitori dei servizi scolari ed ancora frequentatori delle nostre Chiese) e famigliare (essi vivono in famiglie a loro volta provate dall’evento traumatico dove la risposta del bambino può trovare occasione per acuirsi o per diminuire).

    Infine, la “Casa Stella Polare” potrà essere assunto come un servizio stabile di cui si fa carico la Chiesa locale: questo rende necessaria la presenza, sin dal suo inizio, di personale indicato dalla autorità diocesana il quale, nel corso dei due anni previsti dal progetto avrà modo di abilitarsi alla attenzione specifica ed all’accompagnamento delle vittime del trauma. La presenza della Chiesa locale permetterà che l’attenzione ai più fragili permei le varie pastorali presenti sul terreno diventando una attenzione diffusa ad ogni livello e non relegata a specialisti.

    Gli attori sul campo

    La “Casa Stella Polare” si configura come il nodo del sistema di diagnosi, prevenzione, cura e trattamento della PTSD in età evolutiva, in questo modo qualificandola e rendendola una occasione di abilitazione del personale locale che si troverebbe a collaborare con personale specializzato. Il personale locale fungerebbe da supporto ai neuropsichiatri integrandone le competenze e realizzandone le indicazioni. Oltre a rendere un servizio, essa è destinata a diventare un luogo di aggregazione aperto a ulteriori sviluppi in futuro, in particolare orientati alla cura della genitorialità ed alla mediazione familiare. Il tutto chiaramente orientato all’interno di un servizio Ecclesiale espressione della Chiesa locale.

    Caritas Italiana

    Fedele al suo mandato Statutario, Caritas Italiana offre le condizioni affinché detto progetto si possa realizzare. Allo scopo, rende disponibile, dopo averla attrezzata e resa idonea, la sede del progetto “Casa Stella Polare”, in località La Torretta a L’Aquila.

    Caritas Italiana, inoltre, sostiene le inevitabili spese coinvolte in simile progetto per un periodo di due anni, ritenuto idoneo per assicurare una prima risposta alle vittime dell’evento traumatico e per la abilitazione di personale locale che Caritas diocesana avrà indicato.

    Ministri degli Infermi (Camilliani) - La Camillian Task Force-SOS DRS

    Il “Progetto San Camillo”, intitolato a questo grande Santo abruzzese, è stata la risposta immediata che l’Ordine dei Camilliani ha messo in atto dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Si articola in diverse attività, svolte in collaborazione e per le Caritas abruzzesi. Una parte di questo progetto è la ricerca “Rainbow” da cui prende piede l’iniziativa “Casa Stella Polare”.

    I Camilliani, a nome del board del Progetto San Camillo, si sono impegnati ad identificare e nominare il Direttore scientifico che avrà il compito di assicurare il corretto avvio del servizio e  che ne assicurerà la direzione scientifica e la supervisione terapeutica. Il Direttore scientifico ha, tra le sue mansioni, il compito di lavorare in contatto con le autorità sanitarie locali, poiché la “Casa Stella Polare” non vuole essere un’isola nel sistema sanitario (di prevenzione e cura) locale. Il ruolo di Direttore scientifico per il progetto è stato affidato alla dottoressa Daniela Consales.

    I Camilliani hanno anche identificato un’altra figura altamente qualificata il cui compito è la sensibilizzazione delle strutture ecclesiali sul tema ed avviare, d’intesa con la Comunità ecclesiale (diocesi, parrocchie,..) un servizio attento all’evidenziazione ed alla risposta al disturbo post traumatico, offrendo precipuamente formazione e supervisione correlati al tema. Lo psicologo e psicoterapeuta Ignazio Punzi è stato coinvolto come animatore sul territorio sul tema del sostegno psicologico nel versante ecclesiale.

    Arcidiocesi di L’Aquila

    Per quanto riguarda la gestione ordinaria della struttura, essa verrà affidata a terzi, cercando di valorizzare le risorse locali ed in primis la Caritas diocesana e o i suoi strumenti operativi, nella forma dell’appalto, di cui dovranno rispondere all’appaltante a cadenza trimestrale.

    La scelta del Progetto San Camillo è quella di valorizzare la casa della Torretta come opera segno a servizio della Diocesi. Per questo, sarà opportuno, in accordo con Caritas Italiana, formalizzare con l’Ordinario un accordo che accompagni e orienti l’attività della Casa fino alla fine del progetto.

    Una forma concreta di partecipazione della Chiesa locale è il sostegno delle spese di gestione della struttura come segno della reale implicazione nel Progetto. Poiché essa non vuole essere un’isola ma diventare fonte di aggregazione e di ricchezza per la Chiesa, si chiede all’Ordinario locale di indicare sacerdoti o laici che, a nome e per conto delle pastorali in cui sono coinvolti (soprattutto pastorale sanitaria, educativa e famigliare) possano comporre un team con l’obiettivo di portare i contenuti del progetto “Casa Stella Polare” nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. In questo senso la “Casa Stella Polare” non sarà solo un “ambulatorio” ma diventerà il segno della attenzione della Chiesa ai più fragili, attenzione che inizia già in famiglia e continua nelle scuole e nelle parrocchie.

     

    Istituzioni sanitarie locali, ASL

    La “Casa Stella Polare” integra i servizi sanitari di salute mentale sul territorio de L’Aquila. Oltre ad avere già iniziato dei colloqui con le autorità sanitarie locali, che di buon grado hanno accettato il Progetto “Rainbow” (vedi unanime accoglienza dello stesso da parte dei rispettivi Comitati Etici), la Dottoressa Consales ha già aperto discussioni con i servizi di salute mentale sul territorio. Il gestore del progetto ritiene suo compito una puntuale comunicazione con l’ASL di riferimento, il naturale sbocco per la presa in carico di minori affetti da PTSD. Nella “Casa Stella Polare” infatti si assicurerà sin dalla sua apertura un servizio di prevenzione, diagnostico e di trattamento e cura (in accordo con i Servizi Sanitari locali) a bambini in età pediatrica con disturbi correlati al terremoto del 6 aprile.

    Cabina di regia

    Per rendere efficace ed armonico il lavoro a partire dal Progetto “Casa Stella Polare”, tale da avere un influsso sulla diocesi de L’Aquila, si propone la realizzazione di una “cabina di regia”, coordinata dal direttore scientifico della Casa, i cui componenti sono espressione degli attori del progetto (Camilliani, Caritas Aquila e Caritas Italiana). Le riunioni periodiche saranno la garanzia dei risultati del processo a servizio della comunità abruzzese.

    Uno degli scopi della cabina di regia sarà quello di verificare in itinere il raggiungimento e l’eventuale ridefinizione degli obiettivi del progetto. Ricordiamo infatti che i minori che saranno presi in carico presso il Centro, proverranno in gran parte dalle segnalazioni che giungeranno dal progetto di ricerca Rainbow, condotto in collaborazione con i pediatri di base del territorio aquilano. E’ tuttavia possibile che i genitori dei bambini colpiti da sindrome PTSD, anche se hanno collaborato alla compilazione dei questionari, non accettino poi l’inserimento nel protocollo terapeutico e non inviino i propri figli alla casa Stella Polare (è lasciata ampia facoltà ai genitori di acconsentire o meno a tale forma di assistenza). In considerazione dell’invio di un numero di minori molto scarso o inferiore alle aspettative, sarà compito della cabina di regia ridefinire i propri obiettivi, in sinergia con le autorità mediche e gli enti locali, anche tenendo conto dei bisogni insoddisfatti del territorio, nell’ambito dell’assistenza psicologica e psichiatrica dei minori.

    Conclusioni

    Vista l’emergenza chiara e ampiamente evidenziata dalla letteratura la Casa è stata inaugurata e aperta il 15 giugno. 

    Costituiscono elementi fondamentali del progetto:

    -       accordo tra Caritas Italiana e Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani) per la gestione scientifica e operativa della struttura

    -       accordo tra Caritas Italiana e Arcidiocesi di L’Aquila per la realizzazione delle attività di aggregazione e di animazione territoriale rivolte ai minori, attraverso un ampio coinvolgimento del volontariato, degli operatori delle Delegazioni regionali, delle realtà ecclesiali e laiche presenti… 

    -       accordo tra Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) e Arcidiocesi di L’Aquila per la gestione della parte operativa (non sanitaria) della struttura.

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    I Giornali – Nelle Notizie – La CTF-SOS DRS

    Posted on June 27, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, CTF-SOS DRS in the News, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Ministry, Program Rainbow, Rainbow Study, Relief Network Collaborators, Stella Polare |

    25- Giugno

    Abruzzo

           

     
     

    … un servizio rivolto ai minori sul territorio – attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi–Camilliani, …

     
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    Terremoto Abruzzo 16 – Conferenza Stampa Studio Rainbow

    Posted on June 25, 2010. Filed under: All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Fr. General and the Consulta, Italian, Order (Ministers of the Infirm), Program Rainbow, Rainbow Study |

    Il Bambin Gesù e la “Camillian Task Force” presentano i risultati di uno studio sulle conseguenze psichiche del terremoto nei ragazzi abruzzesi



    Uno studio per analizzare gli effetti che le catastrofi naturali possono lasciare sulla psiche dei bambini e dei ragazzi. Lo ha realizzato la “Camillian Task Force” con il coordinamento dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. I risultati dello studio – condotto sui giovani abruzzesi vittime del terremoto del 6 aprile 2009 – sono stati presentati questa mattina presso la sede del Bambin Gesù. A fornire i dati raccolti sul campo sono stati i pediatri abruzzesi, con il sostegno della Caritas italiana. Eliana Astorri ha parlato dei risultati dello studio con il prof. Alberto G. Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria:
    R. – In molti bambini, per fortuna, rimane soltanto uno spavento che poi nel giro di qualche mese viene in qualche misura dimenticato e che comunque non ha effetti sulla psiche del bambini. Ma in una percentuale tutt’altro che rilevante di bambini – si calcola più del 10 per cento – viene a verificarsi una vera e propria sindrome psichiatrica che è la “post-traumatic shock disease” e quindi una malattia da shock traumatico, che è una vera e propria alterazione della psiche. Il bambino che ha vissuto questo episodio traumatico non ne esce, lo rivive continuamente e questo naturalmente ingenera tutta una serie di comportamenti anomali, perché il bambino vive nel terrore, vive nella paura e questo lo porta ad avere difficoltà nei rapporti con gli altri. E’ una vera e propria sindrome medica, che richiede l’intervento di specialisti, in particolare degli psichiatri e degli psicologi con una preparazione pediatrica. (Montaggio a cura di Maria Brigini)

     

    Fr. Renato Salvatore, MI (Superior General)

    Don Vittorio Nozza – Director Caritas Italiana

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    Terremoto in Abbruzzo 15 – Stella Polare – Inaugurazione

    Posted on June 15, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Ministry, Program Rainbow, Rainbow Study, Relief Network Collaborators, Stella Polare |

     

    ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CARITAS CONSEGNA DUE STRUTTURE ALL’AQUILA

    (ASCA) – L’Aquila, 14 giu – L’Aquila si arricchisce di un centro per minori e di un centro della comunita’. Queste le strutture realizzate con il contributo delle Caritas diocesane della Puglia e dell’Emilia Romagna che verranno consegnate domani alla presenza dell’arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Molinari, diMons. Mario Paciello, incaricato regionale Puglia per il servizio della carita’ e la salute e di Mons. Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola Caritas Italiana. Interverranno anche il direttore di Caritas Italiana e rappresentanti delle Caritas della Puglia e dell’Emilia Romagna.Alle 16.00 all’Aquila, in localita’ La Torretta verra’ inaugurato il Centro per minori.L’opera, dal costo complessivo di oltre 300.000 euro, ospitera’ le Suore Francescane Alcantarine, che gia’ prima del terremoto collaboravano con l’Arcidiocesi dell’Aquila nella cura e lo sviluppo dei giovani attraverso servizi di accoglienza e di carita’ e consentira’ l’avvio della ”Casa Stella Polare”, un servizio rivolto ai minori sul territorio attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi-Camilliani, IMR (Italian Medical Research), l’Ospedale pediatrico Bambino Gesu’ di Roma.Quattro i cardini del servizio:

    1. Una innovativa ricerca (Progetto ”Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di eta’ compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto;

    2. Attivita’ di formazione rivolta ai pediatri di famiglia (abilitazione alla diagnosi degli effetti causati dal terremoto nei bambini) e agli insegnanti, educatori, animatori giovanili (interventi di educazione alla socialita’);

    3. Apertura di uno spazio di aggregazione (ludoteca, biblioteca, mediateca…)

    4. E un servizio di diagnosi e cura degli effetti da stress post-traumatico sui minori e attivazione di iniziative sul territorio di animazione e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realta’ di aggregazione presenti.

    A seguire, alle ore 18.00, sempre all’Aquila, in localita’ San Giacomo verra’ consegnato un Centro della comunita’, alla presenza anche del parroco. Si tratta di una struttura di 325 mq costata oltre 500.000 euro, con ampi spazi multifunzionali, adatti per attivita’ sociali, culturali, pastorali e ricreative tese a riaggregare e rafforzare il tessuto sociale. Sono previsti anche due spazi abitativi da destinare alle fasce deboli della popolazione presenti sul territorio della parrocchia: anziani, donne sole con figli e studenti.

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    Terremoto in Cile 23 – Un Riassunto del Lavoro Fin’Adesso

    Posted on June 12, 2010. Filed under: 2010-03 Earthquake Chile, All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, Conferences, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Daughters of Saint Camillus (Sisters), Disaster Response, Distance Learning, Formation, Foundation - Chile, Italian, Ministry, Minsters of the Sick (Sisters), Tres Cantos (Spanish Province) |

    CTF IN CILE  – 2010

    PASTORALE DI EMERGENZA CAMILLIANA, UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELLA SPERANZA

    P. Pietro Magliozzi m.i.

    Padre Camillo Henriquez, primo camilliano cileno, libertador del Cile nella prima metá del 1800, riuscì con la sua penna e la parola, come giornalista, a entusiasmare i cileni sul tema della libertà, a creare la speranza di essere un paese libero ed essere capace di costruire da soli la propria storia. Oggi questo camilliano solitario è considerato in Cile il padre del giornalismo cileno, fondatore del primo giornale dell’indipendenza, titolare della Biblioteca nazionale a Santiago, un carismatico, come disse il presidente dei giornalisti del Cile all’inaugurazione di una statua in suo onore il 3 maggio 2010: “speriamo di poter entusiasmare di nuovo i cileni con un giornale come fece Camillo Henriquez”.

    Quello che Camilo Henriquez fece con i valori della libertà e della patria, San Camillo de Lellis lo fece, e continua a farlo, con la carità ai malati: entusiasmò con l’esperienca della carità a laici e religiosi, ricchi e poveri; soprattutto creò questo entusiasmo quando mostrava l’eroismo della carità nelle cosiddette “sagre della carità” (le epidemie). Questo spirito camilliano di entusisasmo nella carità è quello che si è cercato di ricreare di nuovo in Cile subito dopo il terremoto del 27 febbraio 2010 con un’attività pastorale di emergenza camilliana. Un luogo di orrore e distruzione si può trasformare in migliaia di occasioni di carità, creativitá pastorale e regno di Dio, di conversione e reincontro con il volto di misericordia della Trinità, di solidarietà e gesti di compassione e speranza.

    I FATTI

    Cile, nel suo bicentenario dell’independenza ha sofferto uno dei terremoti più grandi della storia (8.8 gradi della scala Richter) che ha colpito l’80% della popolazione nazionale (le regioni 5-8, le piú popolate), con danni per un raggio di piú di 500 Km a causa di un doppio epicentro del terremoto in due punti distanti della stessa faglia (a Cobquecura, il primo e a Talca il secondo). Una abitudine dei cileni, di stare sempre pronti a scappare fuori di casa in qualunque momento sentano una scossa, ha permesso di ridurre al minimo le vittime (solo 700 dichiarate), però non ha potuto evitare la distruzione di case (almeno quelle fatte di mattoni di fango, la normalità fino a poco tempo fa) lesionate per un 80% in molte zone, insieme a fabbriche, strutture, ferrovie, ponti, strade; soprattutto i danni si notano nelle regioni costiere dove il tsunami successivo al terremoto ha terminato di distruggere quello che il terremoto aveva risparmiato.

    LA REAZIONE

    In questo contesto di impressionante distruzione e perdite fisiche, di blocco totale (senza luce, telefono, internet, in alcuni luoghi senza acqua, gas, senza negozi aperti), ognuno ha reagito diversamente: ci sono stati coloro che sono andati a saccheggiare i supermercati per paura di rimanere senza cibo, altri che si sono barricati in casa armando i loro fucili per difendersi come in un “the day after” apocalittico, altri che si bloccavano senza sapere che fare (vittime della sindrome post traumatica da stress), altri che uscivano ad aiutare i vicini più deboli o andavano a cercare i parenti (genitori, fratelli, sorelle, figli), altri che iniziavano a riparare i danni strutturali della propria casa e altri che si attivavano in un volontariato generoso viaggiando verso le zone più colpite. I Camilliani di San Bernardo e le Camilliane di Linares, per carisma, non potevano che stare tra questo ultimo gruppo e si incontrarono, per un puro caso, il 5 di marzo nella piazza di Constituciòn (una città a 500 Km da San Bernardo e 100 Km da Linares) portando aiuti e cercando di fare una diagnosi dei bisogni per inventare una risposta pastorale.

    NASCE LA CTF CILENA

    Devo dire, con sincerità, che il Signore mostra in questi casi di sofferenza e perdite tutta la sua Provvidenza, di cui non possiamo non essere riconoscenti. Io, nel momento del terremoto, ero un formatore senza seminaristi (perché in noviziato altrove), avevo pronti per aiutarmi due universitari all’ultimo anno di tirocinio appartenenti alla Famiglia Camilliana Laica, appassionati di missioni e disponibili ad una attività di emergenza: Sebastian e Alicia (rispettivamente assitente sociale e psicopedagogista). A questi si aggiunse presto una terza persona: Patricia (assistente sociale con titolo). Tutti con formazione spirituale profonda ed esperienza di animazione di gruppi. Anche le Suore camilliane: Figlie di San Camillo e Ministre degli Infermi, si trovavano disponibili a collaborare. Avere le persone giuste al momento giusto é quello che permette la riuscita di un progetto umanizzatore e divino; in effetti Sebastián, nominato da me coordinatore del progetto missionario ha capacitá di relazione e di creare reti sociali, entusiasmare e aprirsi a nuovi scenari per dare risposte ad ogni tipo di bisogni; Patricia e Alicia, il volto del discernimento e dell’accoglienza materna verso chi soffre profondamente, capaci di attivare le risorse della persona e del gruppo; le religiose e religiosi camilliani con la dimensione di Marta e Maria integrate per dare mistica e un senso teologico all’intervento. Altra provvidenza: persone di buona volontà della parrocchia si posero a disposizione per la raccolta di aiuti umanitari. A tutto questo aggiungo la provvidenza della veloce risposta della CTF (Camillian Task Force) centrale (P. Scott Binet, Fratel Luca, P. Paolo e Marco Iazzolino), del Centro di umanizzazione camilliana di Madrid (con Francisco Prat), delle Misericordie della Toscana e della Conferenza Episcopale Italiana nel dare i finanziamenti, e ultima provvidenza, tante capacità, conoscenze e competenze che avevo accumulato negli anni, che adesso si rivelavano tutte importanti per gestire una opera tanto complessa e integrale di pastorale: doveva essere una pastorale itinerante, rapida, flessibile e adattabile alle necessità che cambiavano di giorno in giorno, intensa e resistente (per evitare il burn out che colpiva la maggior parte dei volontari), con senso pratico e con teoria, fortemente spirituale e camilliana, intercongregazionale e di collaborazione tra laici e religiosi.

    Come realizzare tutto questo a distanza? In effetti, i primi 20 giorni non potevo accompagnare il gruppo per problemi comunitari. Furono ugualmente giorni intensi ed utili, perchè mi trasformai nel ponte tra la Central CTF che dava le direttive e l’orientamento e la periferia: l’equipe di lavoro che dal luogo del disastro mi davano le informazioni sulla situazione con tutti i bisogni.

    Fu così che si sviluppò il primo mese di attività CTF (marzo), con base a Linares nella casa delle Figlie di San Camillo, e mobil clinic con il camioncino della parrocchia San Camillo che fece in un mese i Km di tutto un anno. Si visitarono le campagne e città della settima regione (Regione del Maule, diocesi di Linares) dalla costa fino alla cordigliera delle Ande, incontrando persone, situazioni di abbandono, povertà e miseria, aspettative e disperazioni, sindromi post traumatiche da stress in tutte le forme. E sempre l’azione della CTF era integrale: arrivava il gruppetto camilliano con varie suore, una psicologa, due assitenti sociali, un medico, un logista e l’aiuto era materiale, sanitario, sociale, psicospirituale. Non si potevano, chiaramente, risolvere tutti i problemi, però sempre la CTF era una presenza significativa in una situazione di crisi che lasciava un segno e un ricordo. Solo chi ha vissuto una situazione di solitudine in un momento di difficoltà, può dire che ha significato la presenza di qualcuno che si avvicinò per aiutarlo. L’équipe camilliana era in questo periodo di 6 persone in terreno: 5 laici (Sebastián, Patricia, Alicia, Maria Elena, Luca) e varie religiose (Sr. Teresinha, Sr. Patricia, Sr. Haida, Sr. Herminia, poi arrivò Sr. Fatima infermiera). Tutti professionisti, altro elemento fondamentale per dare un volto specifio ed efficiente all’azione pastorale in emergenza; non si trattava di portare cibo, medicine, coperte, carbone, giocattoli, articoli di igiene, acqua, ma di aiutare le persone a non sentirsi schiacciate per la catastrofe, a proporgli mezzi per attivare quella resilienza che le farà uscire dalla crisi, anzi, in alcuni casi le renderà più forti e creative di prima nel trovare soluzioni nuove alle perdite.

    Il mese di aprile cambiò il modo di agire della CTF Cile. Il gruppo si stabilì a Parral dove incontrò l’appoggio del parroco e del direttore e vicedirettore dell’ospedale (il Dott. Freddy e il Dott. Valenzuela) e, affitando una casa, si creò un’attività pastorale sistematica e progettuale. Più precisamente, si pensò che l’azione a questo punto doveva concentrarsi in una zona per essere di aiuto nella ricostruzione di vite umane e di cose. Gli obiettivi erano:

    1-Rafforzare l’identità e il lavoro d’équipe (laici e religiosi) per proporsi come grande famiglia camilliana, mettere segni visibili di questa presenza (con logos camilliani su magliette, su una jeep Mahindra donata dalla Conferenza Episcopale Italiana, su manifesti posti fuori e dentro la casa affittata con la spiegazione di chi siamo, che facciamo e perché lo facciamo.

    2-Dare significatività alla pastorale d’emergenza; non si trattava di tappare buchi (rispondere ciecamente ai bisogni), ma di creare iniziative, formare la popolazione e i formatori (per esempio i responsabili dell’accompagnamento spirituale in ospedale), iniziare progetti di autonomia, rafforzare le risorse interne della gente (umane e soprannaturali) per attivare la resilienza.

    3- Dare integralità alla pastorale attivando allo stesso tempo i tre livelli della CTF mondiale come pensata da P. Scott: umanitario (materiale), medico (preventivo, curativo, assistenziale), pastorale (appoggio psicospirituale, formativo e di ricerca). In questa integralità si ritrovano, per esempio, anche attività originali come la mobil clinic, dove le persone isolate nel campo vengono ritrovate e aiutate a vari livelli e possono raccontare tutto quello che stanno soffrendo, lo yoga per rilassarsi e la danza contemplativa per autoconoscersi ed espriemersi a partire dal corpo; le cene di lavoro ed il pub di lavoro per incontrare i giovani ed aiutarli. Tutto questo mostra quanto è importante la libertà pastorale e la flessibilità che caratterizzò sin dall’inizio questa missione d’emergenza.

    4- Dare efficacia alla pastorale rendendola rapida nelle sue risposte. Qui ho visto in modo esemplare, l’importanza di rispondere prontamente alle richieste (a tutte le ore), l’uso continuo del contatto per cellulare, tutto deve funzionare “al tiro” (di colpo), come dicono in Cile.

    Questo modo di lavorare è povero, umile e fraterno, basta pensare alla casa dove si convive in 3 o 15 con poche stanze, un solo bagno, all’inizio senza riscaldamento, vivendo spartanamente senza i confort di una casa, con uno stress continuo di un lavoro incessante senza orari fissi; è un modo di lavorare spirituale (contemplativo nell’azione) con una cappella nella casa dove incontrarsi come gruppo o da soli con il Signore e renderlo sempre presente a nostro lato. Lo stress non può mancare, però si è coscienti che lo sforzo vale la pena quando si vedono i risultati di tanta carità: persone che escono dalla crisi, problemi risolti, addirittura giovani con inquietudine vocazionale camilliana. Come diceva San Camillo: “se fai qualcosa cattivo con gusto, il gusto passa e il male resta, pero se fai qualcosa buono con fatica, la fatica (stress) passa e il buono (CTF) resta”.

    Concorrente con la visita  in aprile di due membri di CTF Centrale - che fu un bel momento fraterno - e anche parrecche riunioni con Marco Iazzolino e Padre Scott Binet MD, MI - a Parral e ancora prima con i membri di CTF Chile a San Bernardo - è stato l’inizio dell’ideazione e dell’inizio dell’attivazione del progetto chiamato umanizzazione camilliana terremoto 2010. Il progetto arrivó, a metá di maggio, a contare 18 programmi: 5 di aiuto materiale, 3 sanitari e 10 tra psicospirituali e formativi, lo specifico dei Camilliani come parte della CTF nel mondo oggi.

    ASSISTENZA UMANITARIA  – MATERIALE

    1)    Assistenza umanitaria alle famiglie povere del Comune di Parral

    Responsabili: Alicia Hernández

    2)     Aiuto agli ospedali di Parral e Cauquenes (donazione delle Misericordie di 100.000 € per comprare duei moduli con 25 letti ciascuno)

    Responsabili: Sebastián Maldonado

    3)     Appoggio alla Pastorale Sociale della diocesi di San Bernardo (comprare 4 Case di Emergenza con il denaro dell’associazione “gli amici dei lebbrosi” contattati da P. D. Fantin)

    Responsabili: Padre Pietro Magliozzi

    4)   Asistenza umanitaria Casa di Riposo delle figlie di San Camillo di Linares (Tetto)

    Responsabili: Patricia Arregui, Sr. Marina Marchiori

    5)    Asistencia sector Rancura a 5 ore di auto da Parral nella zona costiera distrutta dallo tsunami e isolata da strutture sociali (Costruire case di emergenza e dotarle di sistema elettrico)

    Responsabili: Patricia Arregui, Patricia Quiroz

    ASSISTENZA SANITARIA

    (Prevenzione e trattamento: salute biologica; umanizzazione: salute biografica)

     

    6)    Mobil Clinic e assistenza integrale (salute biologica e biográfica) alle persone nel campo

    Responsabili: Padre Pietro Magliozzi

    7)    Programma Integrale residenza di bambini con rischio sociale di Parral

    Responsabili: Patricia Arregui – Sebastián Maldonado

    8)     Invio di un Ortopedico chirurgo a Parral

            Responsabili: P. Scott Binet – Sebastian Maldonado

     

    ASSISTENZA PSICO-SPIRITUALE

    (Assistenza – formazione – ricerca scientifica – servizi religiosi)

     

    9)     Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Parral

    Responsabili: Patricia Arregui -  Sor Haída Echevarría

    10) Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Cauquenes

    Responsabili: Patricia Arregui – Sor Haída Echevarría

    11)  Appoggio agli Anziani poveri di Parral (Casa di riposo)

    Responsabili: Alicia Hernández – Sr. Fatima

    12)  Centro di ascolto Alianza Caritas a Parral (1-cappella di Buenos Aires 2-casa di riposo S. José) con la collaborazione dei Counsellors del Centro di Umanizazzione Tres Cantos (Madrid)

    Responsabili: Alfonso Rogero, Sr. Inmaculada Sanchez

    13)  Congreso Internazionale Pastorale post emergencia a Santiago 13-15 ottobre 2010

    Responsabili:  Dr. José Alvear – P. Scott Binet

    14)  Kick Off Conference dei Centri di pastorale Camilliani del Latinoamerica a San Bernardo 16-18 ottobre 2010

    Responsabili: P. Scott Binet

    15)  Corso formazione presenziale sulla PTSD con Javier Martin 1-5 luglio (del Centro di umanizzazione Tres Cantos) sulla relazione d’aiuto nella PTSD (Sindrome Post Traumatica da Stress) in Parral

    Responsabili: Padre Pietro Magliozzi – Francisco Prat – Sebastian Maldonado

    16)  Corso a distanza e-learning sulla Umanizzazione della PTSD

    Responsabili: Francisco Prat

    17) Studio sugli effetti cuantitativi e cualitativi di un terremoto sulla popolazione adulta di Parral

    Responsabili: P. Pietro Magliozzi, Sr. Inmaculada Sanchez (counsellor), Programa di Studi Medico Umanistici della Pontificia Universitá Cattolica del Cile.

    18) Studio Rainbow sulla diagnosi e terapia della PTSD a livello peidatrico

    Responsabili: Ospedale Bambin Gesú di Roma, Pontificia Universitá Cattolica del Cile, P. Pietro Magliozzi,

    Per esempio, la attivitá del programa n. 9: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Parral, dal 1 aprile fino al 19 di maggio é consistito in:

    - 10 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.

    - 8 incontri e momento di preghiera nelle diverse aree dell’ospedale.

    - tutti i martedí alle 8:00 della mattina, preghiera di 20 minuti nell’ospedale per il personale.

    - 1 ritiro spirituale dell’UAE (Unitá di accompagnamento spirituale) di un giorno a Linares.

    - Visita ai malati.

    - Visita alle famiglie degli operatori sanitari con piú danni strutturali.

    - Diáloghi interreligiosi in ospedale (con operatori sanitari evangelici, pentecostali e mormoni).

    - Formazione settimanale e accompagnamento spirituale agli integranti della UAE (Unità di Accompagnamento Spirituale).

    La attivitá pastorali n. 10: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Cauquenes a mezz’ora di auto da Parral, invece:

    - 4 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.

    - 2 incontri di preghiera.

    - Ritiro spirituale con gli operatori sanitari.

    - Formazione permanente e accompagnamento dei funzionari dell’ospedale.

    - Dialoghi interreligiosi in ospedale con pastori e sacerdoti

    - Visita ai malati.

    L’attivitá pastorale n. 12: il centro di ascolto della cappella di BuenosAires con il counsellor di Madrid durata un mese:

    -        20 persone ricevute e accompagnate dal counsellor Alfonso Rogero. Delle quali 8 aiutate con una sola seduta e le altre 12 accompagnate per piú sedute e consegnate alla successiva counsellor Sr. Inmaculada Sanchez che aumenta dalla metà di maggio il raggio d’azione ad altre zone di Parral.

    CONCLUSIONE

    Sono passati alcuni anni da quando, per la prima volta in ambito camilliano si parlò e si scrisse di nuovo di Camillian Task Force, si creò una nuova sezione libraria nella biblioteca del Camillianum sulla pastorale dell’emergenza.

    Da allora, timidamente, l’Ordine dei Ministri degli Infermi si è lanciato in varie esperienze di appoggio o di vero impegno con forze umane e materiali per dare un volto-secolo-21 a questa pastorale tanto importante e significativa per la storia della Chiesa e per l’Ordine Camilliano stesso sin dall’inizio.

    L’esperienza CTF cilena, a due mesi e mezzo dall’inizio, è solo un passo in avanti per cogliere quante potenzialità abbiamo come camilliani nel mostrare a tutti (credenti e non credenti, cattolici e non cattolici) come anche la catastrofe si può trasformare in un luogo di evangelizzazione, di umanizzazione e di salvezza.

    Help Chile

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    Terremoto Cile 20 – CTF Central in Cile 3 – Mission Report

    Posted on May 28, 2010. Filed under: 2010-03 Earthquake Chile, All Posts, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, CTF-USA (SOS DRS), Disaster Response, Foundation - Chile, Italian, Ministry, Provinces, Roman Province |

    Earthquake Chile 19

    Prima nota sulla Missione CTF Central in Cile  14-20 Aprile 2010

    26 aprile 2010

    1. Considerazioni generali

    La missione in Cile e la condivisione del lavoro fatto sino ad ora dalla CTF Cile rappresenta in se una chiara indicazione sul futuro del lavoro della Camillian Task Force.

    Le parole chiavi che emergono sono:

    1. Sinergia (con particolare riferimento al lavoro della grande famiglia camilliana ed alle Misericordie)
    2. Progettualità (capacità di leggere i bisogni e rispondere in maniera articolata)
    3. Stile di Comunità (creazione di un team che condivide “spazi” di lavoro e di vita)
    4. Sussidiarietà (lavoro con l’ente pubblico in un reciproco riconoscimento)
    5. Sviluppo (creazione di un know how utile piattaforma per il futuro)
    1. Il team del CTF Cile [vedi le foto sotto]

    Padre Pietro Magliozzi dedica al servizio del progetto un tempo definito e “costretto” all’interno dei suoi impegni istituzionali. Il suo ruolo di coordinatore istituzionale della CTF Cile è riconosciuto ed apprezzato dai vari partner in uno spirito di generosità e passione a servizio del progetto.

    Sebastian Maldonado è alla fine della sua laurea quinquennale in Assistente Sociale.  Una lunga esperienza “missionaria” in Cile ed in diversi paesi di America Latina segnano la sua esperienza giovane ma intensa. E’ capace di relazionarsi in scenari complessi con passione ed entusiasmo a partire da una chiara identità della missione e dei valori della CTF. Ha il ruolo di coordinatore del progetto in stretto coordinamento con Padre Pietro che è il responsabile della CTF Cile.

    Patricia Arregui è una Assistente Sociale che ha maturato la sua esperienza professionale e vocazionale nell’ambito di una esperienza religiosa segnata da un impegno attento e profondo al mondo della marginalità nell’ambito educativo (dai ragazzi di strada alla prostituzione). E’ la “stabile” nella base del CTF a Parral. Ha il ruolo di amministratrice del progetto (dalla gestione dei fondi alla rendicontazione).

    Alicia è una Psicopedagogista espressione di un cammino articolato professionalmente nel mondo della marginalità e in una dimensione vocazionale matura ed attenta alla fragilità relazionale.  Ha il ruolo del coordinamento di alcuni programmi in coordinamento con il team.

    Suor Haida è Figlia di San Camillo. Ha assunto nel tempo un ruolo sicuro di referente per le attività di ascolto e delle attività della clinica mobile. Laureata in Teologia dedica almeno tre giorni a settimana a questo servizio con molta dedizione ed impegno.

    Suor Alfonsina è Ministra degli Infermi. Rappresenta il volto “materno del gruppo”. La sua manualità è un segno di un lavoro utile al team ed ad un clima complessivo di collaborazione. Il suo servizio è legato soprattutto agli anziani di uno Hogar parrocchiale  di Parral.

    Alfonso, psicologo e counselor del Centro di Humanizacion. Si è integrato bene nel team. Ha il compito di avviare organicamente l’attività di ascolto e supportare in termini formativi la dimensione della relazione di aiuto.

    1.1 Contrattualità ed i tempi del team

    Grazie al nostro lavoro si è arrivata ad una formalizzazione (contratto) con Sebastian, Patricia e Alicia che avrà durata fino a dicembre 2010 ed auspicabilmente sarà rinnovato nei modi ed i tempi che saranno ritenuti opportuni a secondo dei bisogni. Le risorse economiche utilizzate sono in linea con il budget CEI.

    1. La communità  e base logistica del progetto

    Nella località di Parral si trova la communità-base logistica del progetto della CTF. Collocata in una località strategica ha buone potenzialità di accoglienza (anche fino a 15 persone) ed anche una piccola Cappella ricavata in un ex ripostiglio.  Garantisce una dinamica comunitaria fondamentale per lo sviluppo del progetto ed interessante per l’identità della CTF Cile.

    1. La tipologia e la progettualità dell’intervento di CTF Cile

    L’intervento della CTF Cile sino ad ora è stato in piena sintonia con l’identità e la missione del CTF – testimoniare l’amore misericordioso del Signore verso i malati e i poveri in parola, opera e sacramento attraverso un servizio sanitario, umanitario e pastorale.

    E’ stata valorizzata molto la parola chiave “psico-spiritualità” che in questo scenario assume connotazioni specifiche figlie di vissuti e riflessioni maturate nel tempo. Il tentativo è stato di raggiungere le persone in disagio la dove sono proponendosi con attenzione e rispetto (anche ecumenico).

    Il lavoro sulla progettualità è stato particolarmente complesso ed ha portato alla formulazione di un progetto complessivo e l’individuazione di un elenco di programmi (la cui redazione sarà pronta entro l’8 maggio) naturalmente con relativa indicazione di responsabilità, budget,…

    Qui indico sommariamente alcuni aree programmatiche in cui si svilupperanno le principali attività:

    3.1   Sanitaria

    Finita l’emergenza in senso stretto si sta lavorando soprattutto a fianco degli ospedali per assicurare le condizioni minime per realizzare una adeguata risposta sanitaria (acquisto di due moduli da 35 posti per ciascun ospedale, fornitura di team medici, etc).

    3.2   Pastorale -Sociale

    A partire dall’esperienza dell’ascolto si stanno realizzando molteplici servizi di prossimità.  Il Centro di Ascolto nella base della CTF come l’attività della clinica mobile e la presenza nei luoghi del disagio (ospedale, zona rurale, Caritas,..) sono solo alcune forme dell’impegno assunto.

    3.3   Umanitario -Animazione

    Il rapporto costante con la comunità ecclesiale (soprattutto in Parral) e la relazione con la Caritas diocesana assicurano una stretta correlazione in funzione di un lavoro comune di animazione, inserzione e condivisione per la gente coinvolta dal terremoto. Altro grande capitolo da sviluppare è l’animazione ad intra nei confronti dei religiosi e delle religiose appartenenti alla famiglia Camilliana.

    1. I principali partners  (e relativi oggetti di collaborazione) del progetto

    4.1 La Caritas diocesana di Linares

    Rappresenta una preziosa opportunità di raccordo istituzionale ed operativo con la realtà ecclesiale che ha in se anche il mandato della Pastorale della Salute. Il direttore,Padre Waldo, è dotato di capacità non comuni oltre che di una conoscenza profonda ed appassionata del territorio della diocesi in cui si sta svolgendo l’azione di aiuto della CTF Cile. Le principali aree di collaborazioni formalizzate:

    1. Formazione degli operatori della Caritas alla gestione del PTSD. I principali destinatari saranno i 22 operatori professionali (psicologi e assistenti sociali) che collaborano stabilmente con Caritas (negli hogar e non solo). L’idea è quella di promuovere, attraverso questo intervento, un meccanismo di “formazione a ricaduta” che arrivi fino all’ultimo agente pastorale che si occupa dei campesinos.
    2. L’apertura di Centri di Ascolto utilizzando spazi e progettualità comuni in Parral e (nel tempo) a Cauquenes.
    3. Valorizzare il patrimonio di esperienze e competenze della Caritas connettendosi in maniera organica al lavoro della Ctf.

    Le risorse economiche sono il linea con il budget Cei e con quanto promesso dalle Misericordie.

    4.2 le Figlie di San Camillo

    Suor Marina ha data la sostanziale disponibilità di Suor Haida. Da parte loro stanno facendo un grande lavoro post terremoto nell’accoglienza di anziani (circa 50) vittime del terremoto. La promessa è quella di aggiustare lentamente il tetto della casa per anziani poveri. Le condizioni attuali  del tetto in eternit sono insostenibili in previsione dell’inverno incipiente.

    Le risorse economiche sono da ricercare in fondi aggiuntivi (da SOS DRS a fondo Misericordie).

    4.3 Le Ministre degli Infermi

    L’impegno delle Ministre, mediante suor Teresina, è stato generoso ma ha bisogno di un ulteriore rinforzo meno professionale  (grande è stato il contributo della suor Irma che è gia sulla via del ritorno) ma piu costante (valorizzazione di suor Alfonsina).

    Le risorse economiche sono in linea con il budget Cei.

    4.4 L’Ospedale pubblico di Parral

    L’intervento nasce dal bisogno strutturale della strutturale del presidio ma anche dalla volontà di una attività piu organica di collaborazione al servizio di una salute integrale (intervento psico spirituale) ed a livello di risorse umane (possibile invio di team medici e non solo).

    Si sta provvedendo all’acquisto di un modulo trasportabile che fornirà almeno 35 letti in più e che poi (alla fine dell’emergenza) tornerà di proprietà (e di uso) dei Camilliani.

    Le risorse economiche sono in linea con il budget Cei e con quanto promesso dalle Misericordie.

    4.5 L’Ospedale pubblico di Cauquenes

    L’intervento nasce dal bisogno strutturale della strutturale del presidio ma anche dalla volontà di una attività piu organica di collaborazione al servizio di una salute integrale (intervento psico spirituale) ed a livello di risorse umane (possibile invio di team medici e non solo).

    Si sta provvedendo all’acquisto di un modulo trasportabile che fornirà almeno 35 letti in più e che poi (alla fine dell’emergenza) tornerà di proprietà (e di uso) dei Camilliani.

    Le risorse economiche sono in linea con il budget Cei e con quanto promesso dalle Misericordie.

    4.6 Le Misericordie

    La presenza del nucleo di valutazione è stato prezioso ed organico al progetto. La capacità tecnica ha contribuito a chiarire il quadro delle necessità (e delle risorse). Nel tempo andranno pensate ( a partire dall’accordo quadro) modalità  e tempi diversi di intervento ma questa esperienza è stata molto importante.

    L’impegno concordato è stato quello dell’acquisto dei due moduli per gli ospedali  e la realizzazione di gemellaggi (in particolare con l’hogar delle Figlie) con Misericordie locali con i programmi concordati da Ctf Cile.

    4.7 Il Ministero della Salute

    L’incontro con il dott. Alvear (Pepe) ha contribuito ad approfondire un altro versante articolato ed interessante. Sostanzialmente Pepe ha chiesto a Ctf di organizzare nei contenuti l’annuale Congresso Nazionale degli operatori sanitari pubblici che sarà sul tema dell’emergenza. Al di là della presenza prevista di 1300 operatori sanitari e del prestigio della proposta questo apporto è interessante perché è in stretta continuità e correlazione con quanto alcuni Camilliani (Jose Carlos e Arnaldo) già fanno da tempo negli stessi scenari.

    In questo senso si colloca anche la necessità e la richiesta di accelerare di molto il processo della formazione a distanza previsto.

    4.8 La Fondazione Camilliana in Cile (Provincia Romana) e SOS DRS (Servants of Saint Camillus Disaster Relief Services)

    Sin dall’inizio ambidue secondo le loro resorse umane, materiali e finanziari hanno assicurato un percorso stabile e produttivo per il progetto. 

    5.Formazione e studio scientifico sul post trauma

    La Ctf si è impegnata nel promuovere la formazione di un ampio team di psicologi, assistenti sociali e più in generale di personale sanitario alla gestione del ptsd nei bambini e non solo. La formazione sarà curata dal Centro di Humanizacion sotto il coordinamento e la responsabilità del Ctf.

    Si sta valutando, con il Bambin Gesu e la Cattolica di Santiago, l’avvio di un progetto di studio scientifico sul tema.

    6. Conclusioni

    Nei prossimi giorni arriveranno le linee finali di impegno e come Ctf Central entreremo nel dettaglio delle singole scelte ma alcune indicazioni che fanno parte del nostro “protocollo” sono da perseguire:

    1. Riunione periodica con il team via skype
    2. Convocazione del tavolo Cile per gli aggiornamenti e le indicazioni su lavoro comune
    3. Sostenere l’impegno delle Misericordie avanzando nel processo di accordo già avviato
    4. Creazione di una forte progettualità comune e di una diffusione dell’esperienza.

    Marco Iazzolino/Fr. Scott

    Aiutaci in Cile/Help Chile

    The new Community formed in Parral in the wake of the earthquake in Chile

     

    Fr. Pietro Magliozzi, MI (far left)

     

    Sebastian helps some kids

     

    Daughters of St. Camillus – Parte della CTF

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    Terremoto in Abbruzzo 13 – Un Anno Dopo 2

    Posted on May 12, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Ministry |

    Terremoto in Abruzzo 12

    Un Anno Dopo 1

    Abruzzo un anno dopo

    Seconda parte

    Le professioni di aiuto sono quelle a maggior rischio di burn out.

    La sindrome del “bruciato” è l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano  le  helping profession.

    Consapevoli del carico emotivo che situazioni quali quelle del terremoto possono avere non solo sulle popolazioni colpite, ma anche su coloro i quali si apprestano a portare soccorso e sostegno psicologico,

    la CTF in collaborazione con il Centro di Formazione di Verona, nella persona della dottoressa Malaika Ribolati, e con il dott. Sebastiano Carticiano, ha messo su corsi di formazione, supervisione e accompagnamento degli per gli operatori sanitari e gruppi di Ascolto per gli operatori della Caritas aquilana.  

    Si riportano di seguito le relazioni inviateci dai coordinatori delle succitate attività.

     Esperienza con i volontari CARITAS

    (dott. Sebastiano Carticiano, psicologo)

     

    L’esperienza con i volontari della CARITAS aquilana si svolge regolarmente dal primo lunedì di febbraio, attraverso degli incontri settimanali di gruppo, denominati “Gruppo d’Ascolto”.

    L’attività di “Gruppo d’Ascolto”, rivolta ai volontari della Caritas di L’Aquila, è un percorso che ha come finalità, da una parte, elaborare e metabolizzare dell’esperienza vissuta durante i mesi successivi al terremoto del 6 aprile ’09, e dall’altra un momento di apprendimento di modalità di ascolto empatico, attraverso una metodologia esperienziale, in uno spazio condiviso.

    Dal lavoro svolto durante questi mesi (febbraio e marzo), dopo un inizio caratterizzato da un complessivo atteggiamento di prudente esplorazione, emerge un evidente bisogno di poter esprimere e di sentirsi ascoltati da parte della maggior parte dei partecipanti.

    Diverse sono le storie che sono state raccontate, ma tutte hanno messo in evidenza emozioni e sentimenti quali, ansia, paura, angoscia, sensi di colpa, rabbia, tristezza, ecc.

    Durante gli incontri l’attenzione dei partecipanti viene focalizzata proprio su questi aspetti  emotivi e, l’espressione libera di questi, ha un effetto liberatorio, catartico, con la conseguente sensazione di alleggerimento.

    Dal punto di vista formativo si rileva una buona capacità di apprendere e di mettere in pratica la metodologia utilizzata, nel senso che i partecipanti sembrano aver appreso le tecniche della metodologia, basata sull’ascolto attivo empatico.

    Emilia Contarin

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    Terremoto in Abruzzo 12 – Riunione Board Studio Rainbow

    Posted on May 4, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Ministry, Program Rainbow, Rainbow Study |

    Confermo la riunione del Board di Studio Rainbow per mercoledi 5 maggio presso la sede dei Camilliani in Piazza della Maddalena con inizio  alle 10,30 in  non stop fino alle 13,30.

    Gli argomenti proposti all’ordine del giorno che verrano aggiornati sono: 

    1. Resoconto stato attuale  aspetti organizzativi Studio (modalità di raccolta, CE, invio – raccolta schede, database, ecc…) (Marisa – Nadia)
    2. La raccolta delle schede sul campo (Piero-Adima)
    3. La programmazione delle visite neuropsichiatriche sul campo: chi?(Stefano), dove? (Adima-Daniela-Piero), quando? (Nadia – Raffaele)
    4. Prospettive d’ realizzazioni a breve: Incontro all’Aquila del 22 maggio (Raffaele-Donato), Raccolta fondi dal Rotary (Maria Rosaria), Padre Scott in Italia (Marco-Scott in teleconferenza); Presentazione del Centro La Torretta (Daniela -Walter), Festa di San Camillo il 25 maggio? (Scott)
    5. Il tour a Boston e la esperienza ad Haiti: quali concretizzazioni, quali prospettive (Stefano-Raffaele-Scott)
    6. Varie ed eventuali

    Un caro saluto ed a rivederci mercoledi!
    Raffaele Arigliani
    cell:3284108658
    e-mail:raffaelearigliani@gmail..com

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    Terremoto Haiti 36 – Riflessione Personale – Dr. Raffaele Arigliani

    Posted on April 27, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), 2010-01 Earthquake in Haiti, All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Ministry, Personal Reflections, Program Rainbow, Rainbow Study, Relief Network Collaborators |

    Terremoto Haiti 35

    Dr. Raffaele Arigliani  

    24-04

    Oggi arrivo ad Haiti dagli USA, dove abbiamo passato degli interessantissimi giorni in contatto con il top del mondo scientifico all’Harvard University, presso il Boston Children Hospital e poi visitando Boston. Sono state giornate molto proficue, che hanno confermato l’interesse del mondo accademico allo studio del PTSD e al progetto Rainbow. E’ nata quindi una concreta collaborazione per Rainbow con il BCH, mentre anche su percorsi di formazione al counselling in pediatria si sono avuti interessanti contatti.

    All’arrivo  ad Haiti il caldo umido ti accoglie come uno schiaffo. Per fare vedere il passaporto di fatto devi passare circa 20′ in un corridoio di trasferimento, senza aria condizionata. E’ come fare un bagno turco!!! L’incertezza è anche se trovi o meno i bagagli , o se lo trovi ancora chiuso! Recuperata la valigia benedico il fatto che ci siano amici di Scott ad attenderci. Di fatto vi è una calca esagerata di persone. Portiamo il bagaglio al camioncino. Provo ad entrare a sedere ma mi viene indicato di  salire dietro…. con i bagagli!! Quindi  in questo modo per me inusuale (che ora capisco è il modo solito di viaggiare qui!) arriviamo all’ Ospedale Pediatrico St. Damian, che ci ospiterà in questi giorni.

    Obiettivo di questo viaggio è prendere contatti e contribuire a valutare la possibilità di realizzare attività di assistenza pediatrica di primo livello, con l’aiuto della Pediatria Italiana, in un’attenzione sia ai bisogni clinici ma anche ad inquadrare problemi psicologici conseguenza del terremoto  (PTSD), sul modello di quanto realizzato in Abruzzo, ovviamente adattato alle esigenze del posto,  senz’altro ben più drammatiche..

    In Ospedale vi sono le tende della protezione civile italiana ad accoglierci. I  volontari si offrono di mostrare l’Ospedale. Mi fanno notare come siano poveri i mezzi diagnostici a disposizione,  al di sotto degli standard cui siamo abituati da noi. Tuttavia , scoprirò a breve, il St. Damian Hospital  è molto avanti rispetto agli standar di Haiti! E po, fatto fondamentale,  grazie alla Fondazione Rava, assiste i bimbi senza che farli pagare!!!

    La cena è un pò di fortuna, perchè di fatto il pranzo viene organizzato dall’ Ospedale, mentre per la sera  bisogna adattarsi. La birrà è però abbondante e ben fresca!!!!

    26-04

     Con una mattinata snervante, in cui le ore sono trascorse aspettando che ci fosse un appuntamento al Ministero della Sanità di Haiti, poi rimandato, finalmente alle 16 siamo riusciti a partire, diretti alla bidonville che è nel centro della città. Abbiamo attraversato la città. La vita si svolge sui marciapiedi, dove le macchine e i vecchi camion, tutti da rottamare secondo i nostri parametri, riempono l’aria di uno smog denso, misto alla polvere delle macerie:  è come si fosse stabilmente in una galleria, con il traffico folle, disordinatissimo.  Ai margini delle strade la gente è ammonticchiata, ha il tavolo o anche una capanna , con  le acque di scolo che, quando va bene,  scorrono in un canalino profondo una trentina di cm dal piano della strada, più spesso in un solco al livello  del terreno, da cui non di rado fuoriescono. Spesso trovi fuochi alti, dove viene bruciata la spazzatura,  soprattutto plastica. Ne fuoriesce un fumo denso, che ti entra nei polmoni.  Vi sono zaffate di odori intensi, difficili da tollerare.

    Le case crollate e ancora tutte pericolanti sono dappertutto. E non vedi una ruspa per rimuovere le macerie ma solo qualcuno  con vanghe. Ci vorranno anni per toglierei i detriti! Eppure sui muri in bilico, sul solaio inclinato e appoggiato su un solo pilastro, vedi le persone che cercano di vendere qualcosa, e ti spunta dappertutto la testa di un bambino! Le tendopoli si vedono dalla strada, ma entrarci è sconsigliato fortemente perchè il rischio di essere aggrediti e rapinati è alto.

    Con Padre Scott siamo andati da un suo confratello che aveva una chiesa, in parte crollata. Lui non c’era ma un seminarista, Gilbert, ci ha offerto di accompagnarci per farci vedere che cosa realmente vive questa gente. Abbiamo così attraversato a piedi le capanne  intorno alla Chiesa semi crollata.   In queste baracche non vi è ne acqua ne bagni, sono di lamiera, addossate le une alle altre, di pochi metri. Tra le baracche un serpentello di acque sporche e maleodoranti che bisogna di continuo scavalcare e si ingrossa con la pioggia.

    Ma quando passavi in compagnia di Gilbert questa scena, che già intravista dalla  macchina sembrava e rimane mostruosa e assurda, cambiava.  Perchè incontravi i volti delle persone. Quasi sempre ci hanno salutati loro per primi, sorpresi della nostra presenza,  mentre guardandoti negli occhi  dicevano bonjour. Così un bambino ti chiedeva il 5, un ragazzo  con la gamba amputata e poggiandosi  sule stampelle di poggiare il pugno sul suo, mentre i bambini spuntavano da ogni baracca e si avvicinavano. Non ho avuto il coraggio di fotografare queste baracche , le acque marce che scorrevano, i maiali e le capre che si muovevano tra la sporcizia : anche solo documentare mi sembrava troppo!!!! Fotografare mi sembrava un ulteriore insulto, non si può mostrare la loro sofferenza come fosse uno spettacolo !!!! 

    Poi il nostro accompagnatore ci ha invitato a  fotografare, per denunciare ad alta voce come vivono: in poche centinaia di metri, senza ne acqua ne luce , ne fogne, ne bagni vi sono 580 famiglie e oltre 1000 bambini!!!

    Allora ho iniziato a fare foto  mentre oramai calava il crepuscolo e si doveva venire via, cercando di strappare al buio il messaggio di dolore di questa gente. Ed i bambini accorrevano per farsi fotografare e vedere poi il proprio viso nella macchina digitale, ed allora è diventato giocare con loro e non si voleva più andare via, ma Gilbert ce lo ha imposto perchè  diventava troppo pericoloso.

    Con Padre Scott durante il ritorno ci siamo detti che non possiamo andare via senza che si faccia qualcosa per aiutare questa gente!!!! Il rientro tra le sicure mura dell’ Ospedale St. Damian, potersi fare una doccia, mangiare seduti, i bagni, le zanzariere:  un’altro mondo!!!

    27-04

    Stamane alle 5,30 partiamo, a bordo del camioncino di padre Rick, il fondatore dell’ Ospeale St. Damian ad Haiti.  Siamo in 10 tra medici e volontari, molti dall’ Italia e alcuni di Haiti. Si viaggia in piedi sul camioncino, perchè la strada piena di buche non permette di stare seduti. Obiettivo  è di attraversare Port Au Prince per andare sulla collina dove era la casa dell’infermiera che lavorava all’ Ospedale Sant. Damian, casa crollata seppellendo lei e la sua famiglia. Già a quest’ora le strade sono affollatissime.

    Dopo circa 45′, ai piedi di una collina il camioncino svolta a destra. Ci si immette in uno scenario apocalittico. Tutte le case della sono crollate, come le carte di un domino. La strada che percorriamo è di fatto piena di macerie e  solai e calcinacci in bilico incombono. Di fronte questa vi è un’altra collina. Da qui si vede bene. Le case accartocciate sembrerebbero come nei film o nei cartoni animati. Solo che qui è tutto vero, non è un film!!! Dentro quelle mura, ora sotto le macerie, vi sono i corpi di centinaia di persone!

    Padre Rick ferma il camioncino in un piccolo slargo e scende dal camion il tavolo pieghevole che dovrà fare da altare per la messa in suffraggio di Immacolata. Si poggia l’altare ai bordi della casa crollata. Quelli del posto sopravvissuti vengono per cantare la messa della loro amica perduta. Sotto l’altare le macerie della casa, che era di tre piani, crollati uno sull’altro, come le case vicine. I corpi non è stato possibili recuperarli.

    I canti degli Haitiani si alzano alti, dolci. Padre Rick con coraggio, accompagnato da due giovani, scende tra le macerie per spandere l’incenso e l’acqua benedetta su quelle mura crudeli. Gira a lungo e ad un tratto uno dei giovani richiama la sua attenzione.  Padre Rick si china. Poi strappa dalle macerie uno straccio  e raccoglie qualcosa, mettendola in uno scatolo. Ritorna all’altare con le lacrime agli occhi. La messa continua tra canti e commozione. Durante il segno della pace ciascuno da la mano a tutti: ognuno vuole testimoniare di essere fratello dell’altro,  e questo vale pienamente anche per quei volontari, non credenti, che hanno però voluto esserci, comunque. Si stringono mani callose, mani forti, e la comunione con questo popolo, si sente viva. C’è un’aria profondamente sacra. Al termine Padre Rick libera l’altare e, poggiato lo scatolo sul tavolo della celebrazione, lo avvolge con la tovaglia della messa, facendo attenzione che la croce rimanga sulla sommità, quale coperchio. Quindi ci dice: “Ho  trovato: la testa di un bambino. Non sappiamo chi sia , non può essere il bimbo che Immacolata aveva adottato, perchè il livello della sua casa era troppo in basso, ma non potevamo lasciarlo abbandonato”…..E tra il silenzio commosso, lo accompagniamo alla macchina, quasi come un funerale…

    Il viaggio di ritorno alle 7,00 del mattino fino all’ Ospedale St. Damian è durato più di un’ora. Si attraversa la città e le polveri te le senti appiccicarsi sulla pelle,  in una realtà di desolazione e bisogno estremo. Ma nessuno di noi ha parlato per tutto il tempo del viaggio, in un silenzio che racconta come mai.

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    Terremoto in Abruzzo 10 – Progetto San Camillo/Studio Rainbow

    Posted on April 17, 2010. Filed under: 2009-04 Earthquake (Abruzzo, It -Project St. Camillus), All Posts, Bambin Gesu Hospital (Rome), Caritas, CTF - A Community, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Italian Medical Research, Ministry, Program Rainbow, Rainbow Study |

    13-04-2010      Terza News Letter Rainbow

    Aggiornamento 8 – Studio Rainbow  
    Dr. Raffaele Arigliani

     Cari Colleghi,

    lo Studio Rainbow1 è attivo nella sua parte di raccolta dati, siamo quindi in una fase delicata e decisiva!!!! Ma andiamo per ordine con le News:  

    1. Un doveroso e caloroso ringraziamento va a tutti voi che avete accolto con tanta disponibilità  (personalmente o tramite telefono, mail, ecc..) le dott.sse Nadia Mirante e Marisa Scognamiglio. La distribuzione del materiale è stata più faticosa e laboriosa del previsto: ci scusiamo per gli inconvenienti e per il fastidio che a non pochi di voi abbiamo arrecato!

    2. Veniamo agli aspetti formali. Ad oggi hanno formalizzato la presa d’atto dello Studio i  CE di Teramo, Pescara, Aquila, mentre nei prossimi giorni si concluderà l’iter burocratico per gli altri CE. Di conseguenza i Colleghi delle rispettive città dove già vi è il semaforo verde da parte dei CE possono partire a pieno regime. Per gli altri formalmente  la partenza deve essere procrastinata di qualche giorno, anche se sappiamo che diversi stanno già informalmente contattando i pz randomizzati, tanto per avviarsi con il lavoro (approfittando di chi viene allo studio, ecc….). Al riguardo una nota di tranquillità: visto che siamo partiti in ritardo è ovvio che potremo procedere con la raccolta fino a tutto giugno e per chi non ce la facesse anche fino ai primi di luglio. Non sono pochi giorni in più o in meno che condizioneranno i risultati, mentre è la qualità del dato raccolto che conterà!  Pocihè vi erano dubbi interpetrativi si conferma che il consenso informato è valido anche se firmato da uno solo dei genitori perché l’altro assente. Se i genitori sono separati o vi sono controversie a voi note, conviene però, per un eccesso di cautela , raccogliere il consenso da entrambi. Una copia del consenso rimarrà a voi (non deve essere inviata alla segreteria!), l’altra sarà consegnata al genitore.

    3. Il dott. Piero Di Saverio ha confermato che il Congresso FIMP nazionale di fine settembre ospiterà un’intera sessione dedicata allo studio Rainbow, a conferma del grande interesse che  il Vs lavoro ha per l’intera  Pediatria e anche verso l’insieme della comunità scientifica mondiale (Padre Scott e l’intero Board stanno lavorando con l’obiettivo di realizzare nel 2011 un Congresso internazionale all’ Aquila sul PTSD).

    4. Il Corso fatto a gennaio è stato approvato dalla Commissione ECM. Sono stati riconosciuti 13 crediti ECM ai partecipanti e nei prossimi giorni riceverete sulla Vs mail l’attestato ECM da parte della segreteria IMR. Si conferma anche, sia per chi aderisce allo Studio attivamente ma anche per chi comunque ha partecipato a gennaio, l’offerta di una giornata di focus group sull’esperienza attuale  e gli effetti della formazione ricevuta sulle tematiche del counselling e del PTSD. I corsi si terranno  il 22 maggio per la zona di Pescara e il 5 giugno per i Pediatri di Aquila, ecc.. Anche queste giornate sono accreditate ECM (non sappiamo ancora i crediti). Sarà un’occasione per approfondire “in diretta” l’esperienza fatta e in corso ma in definitiva sarà utile per passare dagli enunciati teorici del counselling a come applicare nel concreto metodiche di problem solving e confronto efficace su temi e esperienze reali. Insomma sarà un’occasione per accrescere il” saper fare” con grande attenzione al “saper essere” (se posso prendere in prestito una frase spesso sentita dal grande maestro  prof Panizon! )

    5. Ritornando agli aspetti pratici il lavoro di organizzazione generale prosegue a ritmi intensi. Raccogliendo i vostri suggerimenti  si è concordato che il modo più pratico e meno faticoso per voi sia spedire tramite posta, ogni 15 giorni, le schede raccolte. Per rendere più agevole il lavoro  a giorni vi verranno recapitate presso il Vs studio  buste già preaffrancate, in cui sarà sufficiente inseriate le schede e poi spedirle.  

    Queste le notizie in sintesi. Ovviamente tutto il Board è a disposizione e in particolare  la dott.ssa Nadia Mirante (cell. 3490757873 – e-mail: nadia.mirante@opbg.net) e per gli aspetti di segreteria la Sig.ra Marisa Scognamiglio (cell. 3495266045 – e-mail: studiorainbow@imr-net.it) sono attive e disponibili a rispondere 24 ore su 24 (o quasi !!!!!)

    A ciascuno un caro saluto e a presto risentirci.

    Raffaele Arigliani

    Per il Board di Rainbow – Progetto San Camillo

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    Notizie Stampa – CTF-SOS DRS

    Posted on April 13, 2010. Filed under: 2010-01 Earthquake in Haiti, All Posts, CTF Central, CTF Network, Disaster Response, Italian, Ministry, Piedmontese |

    14 Aprile – Accordo fra Le Misericordie e I Camilliani per collaborare nel lavoro della Camillian Task Force dopo i disastri

    Ieri, in occasione della festa della ‘Divina Misericordia’, i confratelli hanno raggiunto Castel Gandolfo per rendere omaggio a Papa Benedetto XVI. I volontari hanno sfilato verso piazza della Libertà, dove, nella parrocchia Pontificia di S. Tommaso da Villanova, hanno partecipato alla Santa Messa celebrata da monsignor Franco Agostinelli, vescovo di Grosseto e guida spirituale della Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia e da Padre Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi.

    Al termine della Messa i confratelli, con i loro labari, le vesti storiche e le divise colorate utilizzate oggi, hanno atteso il Regina Coeli del Papa, che al termine ha rivolto un saluto alle Misericordie. Una delegazione delle Misericordie, guidata dal presidente Brunini, è stata anche ricevuta dal Papa a cui ha consegnato in dono una statuetta artigianale raffigurante un confratello delle Misericordie con l’antica veste storica che soccorre un malato. Brunini ha anche presentato il progetto di collaborazione con i Padri Camilliani dell’ordine dei Ministri degli infermi, per interventi internazionali, al Santo Padre che ha incoraggiato le Misericordie a portare avanti questa iniziativa.

    7 Febbraio

    Arrivano i primi feriti di Haiti – Tre saranno curati a Riuniti

    Due di questi pazienti sono stati curati da noi a Foyer St. Camille:

    1. Murat N., 43enne con ustioni di terzo grado al viso ed agli arti superiori. 

    2. Yves C., bambino di 3 anni, cardiopatico.

    Aiuta Haiti

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