Bambin Gesu Hospital (Rome)
Earthquake Update – Abruzzo – Research – Rainbow Study
A significant part of the CTF-SOS DRS response to the April 2009 earthquake in Aquila, Abruzzo, Italy was a research project spearheaded by the CTF, Bambin Gesu Hospital and EMR. The research results were presented publicly for the first time at an international conference in May 2010 in Rome.
Recently, the primary researcher – Dr. Stefano Vicari – received the following good news from the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.
Dear Stefano Vicari,
I am delighted to inform you that your submission entitled, Child Psychopathology and Natural Disasters: The Italian Experience After L’aquila Earthquake, has been accepted for inclusion as a New Research Poster presentation at the AACAP/CACAP Joint Annual Meeting in Toronto, ON, Canada, October 18-23, 2011.
The research done was an attempt on the part of the CTF and its collaborators to shed some light on the trauma experienced by children/adolescents as a result of natural disasters. The issue of the incidence of PTSD and other mental disorders in children in the wake of disasters is one that merits further study. CTF-SOS DRS hopes to be a continued part of that research.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto Cile 37 – Futuro CTF Chile – Una Investigacion?
CTF-SOS DRS is looking to extend its work in Chile. After my recent visit (Nov. 18-24, 2010) when I heard of the number of adults and children who are still traumatized by the earthquake, we have decided to sponsor pastoral formation programs in counseling and a scientific study to look at the psychological effects of the earthquake. Please help us as we help those Chileans still traumatized by the earthquake
p. Pietro Magliozzi, MI
Con los encuentros el 22-26 de noviembre en el hospital de Parral, con El Obispo de Linare y la Caritas Chile, empieza a crearse la red para poner de pié una investigación CTF sobre el estrés post traumático en el niño, fuente de trastornos psiquiátiricos futuros.
En Chile se ha demonstrado que hoy, a 9 meses del terremoto, 20-22% de la población adulta (incluso en Santiago que no ha recibido daños estructurales) tiene esta sindrome cronicizada, que es fuente de ansiedad crónica, angustia, depresión, fobias, pánico, pesadillas, etc. peor es en el mundo infantil. Y todo esto se puede diagnosticar y prevenir o también curar. Esta fue la propuesta que en Chile fue escuchada y acogida con gran entusiasmo. El Dr. Vicari y Arigliani son nuestros expertos en presentar esto proyecto de investigación intervención.
Vea a Las Fotos
http://camilodelellis.blogspot.com/2010/12/ctf-futuro-en-chile-una-investigacion.html
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto Cile 34 – in Parral
EL CONGRESO CAMILIANO CTF VA A PARRAL CON DOS EXPERTOS
Con la llegada del Dr. Stefano Vicari, neuropsiquiatra infantil del Bambin Gesú de Roma y del Dr. Raffaele Arigliani, pediatra, presidente de la asociación counselling pediatrico de Italia, (el primero y el segundo desde izquierda de la última foto), empieza el viaje a la septima región para organizar un proyecto de investigación intervención camiliana sobre los niños afectados cronicamente por el estrés post-traumático (post terremoto). Se trata solo en la región del Maule de 80.000 niños enfermos que tendrán en futuro trastornos psiquiatricos si no diagnosticados y tratados.
En la tercera y cuarta foto se ve una familia ayudada por la CTF en el pos-terremoto en Parral. un padre de familia, caballero de profesión que se encuentra con un cancer del rostro y sin trabajo a enfrentar el tema de la perdida de casa, etc.
Vea las fotos
http://camilodelellis.blogspot.com/2010/12/el-congreso-camiliano-ctf-va-parral-con.html
CTF-SOS DRS is looking to extend its work in Chile. After my recent visit (Nov. 18-24, 2010) when I heard of the number of adults and children who are still traumatized by the earthquake, we have decided to sponsor pastoral formation programs in counseling and a scientific study to look at the psychological effects of the earthquake. Please help us as we help those Chileans still traumatized by the earthquake
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 17 – Casa Stella Polare – Un Lavoro di Collaborazione
“Casa Stella Polare” - La Torretta, L’Aquila
L’attenzione che Caritas Italiana ha posto in atto in relazione al mondo dei minori coinvolti dal sisma si è sviluppata su quattro direttrici, poste in atto in stretta collaborazione con l’Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani) – attraverso la Camillian task Force (CTF) e l’Arcidiocesi di L’Aquila:
A) una innovativa ricerca (Progetto “Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto (Post Traumatic Stress Disorder – PTSD); in particolare, la ricerca intende:
- eseguire una revisione sistematica della letteratura sul PTSD;
- studiare la prevalenza nei soggetti in età pediatrica (3-14 anni) esposti al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo;
- identificare alcuni fattori protettivi rispetto al rischio di PTSD attraverso la correlazione tra talune caratteristiche rilevate nei soggetti esaminati con la tipologia della reazione all’evento traumatico.
B) attività di formazione rivolta ai pediatri di famiglia (abilitazione alla diagnosi degli effetti causati dal terremoto nei bambini) e agli insegnanti, educatori, animatori giovanili (interventi di educazione alla socialità);
C) apertura di un servizio residenziale (“Casa Stella Polare”) comprendente
- uno spazio di prevenzione, diagnostico e di trattamento e cura (in accordo con i Servizi Sanitari locali) rivolto ai bambini in età pediatrica con disturbi correlati al terremoto;
- un luogo di aggregazione (ludoteca, biblioteca, mediateca…) aperto a tutti;
D) attivazione di iniziative di animazione territoriale e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realtà di aggregazione presenti.
Da dove nasce il progetto
Le indicazioni della letteratura sull’incidenza dello stress post-traumatico (Post Traumatic Stress Disorder – PTSD) indica la necessità di mettere in atto iniziative volte alla tutela dei soggetti più fragili e più esposti all’impatto di un evento traumatico. Con il Progetto “Casa Stella Polare” si intende offrire uno spazio di diagnosi, di sostegno e di formazione che serva alla società ed alla Chiesa locale.
Che di un centro come “Casa Stella Polare” ci sia bisogno è testimoniato dal fatto che è ipotizzabile che un 20% della popolazione infantile della zona colpita dal sisma manifesti delle forme e dei sintomi correlati allo stress da evento traumatico.
La “Casa Stella Polare” non si sostituisce alle strutture istituzionali presenti sul territorio deputate a questo (servizi di salute mentale), ma vuole offrire una risposta che integri e renda più efficace la risposta istituzionale.
Quale espressione della risposta della Chiesa, la “Casa Stella Polare” vuole anche diventare una occasione affinché un intervento specialistico non diventi un’isola all’interno della Diocesi ma maturi in frutti di attenzione e di sensibilità pastorale, che abbraccia diversi campi, educativo, familiare e della salute. La risposta anormale all’evento traumatico, infatti, non è solo un tema di natura medica ma anche educativo (i soggetti sono spesso in età scolare e dunque fruitori dei servizi scolari ed ancora frequentatori delle nostre Chiese) e famigliare (essi vivono in famiglie a loro volta provate dall’evento traumatico dove la risposta del bambino può trovare occasione per acuirsi o per diminuire).
Infine, la “Casa Stella Polare” potrà essere assunto come un servizio stabile di cui si fa carico la Chiesa locale: questo rende necessaria la presenza, sin dal suo inizio, di personale indicato dalla autorità diocesana il quale, nel corso dei due anni previsti dal progetto avrà modo di abilitarsi alla attenzione specifica ed all’accompagnamento delle vittime del trauma. La presenza della Chiesa locale permetterà che l’attenzione ai più fragili permei le varie pastorali presenti sul terreno diventando una attenzione diffusa ad ogni livello e non relegata a specialisti.
Gli attori sul campo
La “Casa Stella Polare” si configura come il nodo del sistema di diagnosi, prevenzione, cura e trattamento della PTSD in età evolutiva, in questo modo qualificandola e rendendola una occasione di abilitazione del personale locale che si troverebbe a collaborare con personale specializzato. Il personale locale fungerebbe da supporto ai neuropsichiatri integrandone le competenze e realizzandone le indicazioni. Oltre a rendere un servizio, essa è destinata a diventare un luogo di aggregazione aperto a ulteriori sviluppi in futuro, in particolare orientati alla cura della genitorialità ed alla mediazione familiare. Il tutto chiaramente orientato all’interno di un servizio Ecclesiale espressione della Chiesa locale.
Caritas Italiana
Fedele al suo mandato Statutario, Caritas Italiana offre le condizioni affinché detto progetto si possa realizzare. Allo scopo, rende disponibile, dopo averla attrezzata e resa idonea, la sede del progetto “Casa Stella Polare”, in località La Torretta a L’Aquila.
Caritas Italiana, inoltre, sostiene le inevitabili spese coinvolte in simile progetto per un periodo di due anni, ritenuto idoneo per assicurare una prima risposta alle vittime dell’evento traumatico e per la abilitazione di personale locale che Caritas diocesana avrà indicato.
Ministri degli Infermi (Camilliani) - La Camillian Task Force-SOS DRS
Il “Progetto San Camillo”, intitolato a questo grande Santo abruzzese, è stata la risposta immediata che l’Ordine dei Camilliani ha messo in atto dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Si articola in diverse attività, svolte in collaborazione e per le Caritas abruzzesi. Una parte di questo progetto è la ricerca “Rainbow” da cui prende piede l’iniziativa “Casa Stella Polare”.
I Camilliani, a nome del board del Progetto San Camillo, si sono impegnati ad identificare e nominare il Direttore scientifico che avrà il compito di assicurare il corretto avvio del servizio e che ne assicurerà la direzione scientifica e la supervisione terapeutica. Il Direttore scientifico ha, tra le sue mansioni, il compito di lavorare in contatto con le autorità sanitarie locali, poiché la “Casa Stella Polare” non vuole essere un’isola nel sistema sanitario (di prevenzione e cura) locale. Il ruolo di Direttore scientifico per il progetto è stato affidato alla dottoressa Daniela Consales.
I Camilliani hanno anche identificato un’altra figura altamente qualificata il cui compito è la sensibilizzazione delle strutture ecclesiali sul tema ed avviare, d’intesa con la Comunità ecclesiale (diocesi, parrocchie,..) un servizio attento all’evidenziazione ed alla risposta al disturbo post traumatico, offrendo precipuamente formazione e supervisione correlati al tema. Lo psicologo e psicoterapeuta Ignazio Punzi è stato coinvolto come animatore sul territorio sul tema del sostegno psicologico nel versante ecclesiale.
Arcidiocesi di L’Aquila
Per quanto riguarda la gestione ordinaria della struttura, essa verrà affidata a terzi, cercando di valorizzare le risorse locali ed in primis la Caritas diocesana e o i suoi strumenti operativi, nella forma dell’appalto, di cui dovranno rispondere all’appaltante a cadenza trimestrale.
La scelta del Progetto San Camillo è quella di valorizzare la casa della Torretta come opera segno a servizio della Diocesi. Per questo, sarà opportuno, in accordo con Caritas Italiana, formalizzare con l’Ordinario un accordo che accompagni e orienti l’attività della Casa fino alla fine del progetto.
Una forma concreta di partecipazione della Chiesa locale è il sostegno delle spese di gestione della struttura come segno della reale implicazione nel Progetto. Poiché essa non vuole essere un’isola ma diventare fonte di aggregazione e di ricchezza per la Chiesa, si chiede all’Ordinario locale di indicare sacerdoti o laici che, a nome e per conto delle pastorali in cui sono coinvolti (soprattutto pastorale sanitaria, educativa e famigliare) possano comporre un team con l’obiettivo di portare i contenuti del progetto “Casa Stella Polare” nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. In questo senso la “Casa Stella Polare” non sarà solo un “ambulatorio” ma diventerà il segno della attenzione della Chiesa ai più fragili, attenzione che inizia già in famiglia e continua nelle scuole e nelle parrocchie.
Istituzioni sanitarie locali, ASL
La “Casa Stella Polare” integra i servizi sanitari di salute mentale sul territorio de L’Aquila. Oltre ad avere già iniziato dei colloqui con le autorità sanitarie locali, che di buon grado hanno accettato il Progetto “Rainbow” (vedi unanime accoglienza dello stesso da parte dei rispettivi Comitati Etici), la Dottoressa Consales ha già aperto discussioni con i servizi di salute mentale sul territorio. Il gestore del progetto ritiene suo compito una puntuale comunicazione con l’ASL di riferimento, il naturale sbocco per la presa in carico di minori affetti da PTSD. Nella “Casa Stella Polare” infatti si assicurerà sin dalla sua apertura un servizio di prevenzione, diagnostico e di trattamento e cura (in accordo con i Servizi Sanitari locali) a bambini in età pediatrica con disturbi correlati al terremoto del 6 aprile.
Cabina di regia
Per rendere efficace ed armonico il lavoro a partire dal Progetto “Casa Stella Polare”, tale da avere un influsso sulla diocesi de L’Aquila, si propone la realizzazione di una “cabina di regia”, coordinata dal direttore scientifico della Casa, i cui componenti sono espressione degli attori del progetto (Camilliani, Caritas Aquila e Caritas Italiana). Le riunioni periodiche saranno la garanzia dei risultati del processo a servizio della comunità abruzzese.
Uno degli scopi della cabina di regia sarà quello di verificare in itinere il raggiungimento e l’eventuale ridefinizione degli obiettivi del progetto. Ricordiamo infatti che i minori che saranno presi in carico presso il Centro, proverranno in gran parte dalle segnalazioni che giungeranno dal progetto di ricerca Rainbow, condotto in collaborazione con i pediatri di base del territorio aquilano. E’ tuttavia possibile che i genitori dei bambini colpiti da sindrome PTSD, anche se hanno collaborato alla compilazione dei questionari, non accettino poi l’inserimento nel protocollo terapeutico e non inviino i propri figli alla casa Stella Polare (è lasciata ampia facoltà ai genitori di acconsentire o meno a tale forma di assistenza). In considerazione dell’invio di un numero di minori molto scarso o inferiore alle aspettative, sarà compito della cabina di regia ridefinire i propri obiettivi, in sinergia con le autorità mediche e gli enti locali, anche tenendo conto dei bisogni insoddisfatti del territorio, nell’ambito dell’assistenza psicologica e psichiatrica dei minori.
Conclusioni
Vista l’emergenza chiara e ampiamente evidenziata dalla letteratura la Casa è stata inaugurata e aperta il 15 giugno.
Costituiscono elementi fondamentali del progetto:
- accordo tra Caritas Italiana e Ordine dei Ministri degli infermi (Camilliani) per la gestione scientifica e operativa della struttura
- accordo tra Caritas Italiana e Arcidiocesi di L’Aquila per la realizzazione delle attività di aggregazione e di animazione territoriale rivolte ai minori, attraverso un ampio coinvolgimento del volontariato, degli operatori delle Delegazioni regionali, delle realtà ecclesiali e laiche presenti…
- accordo tra Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani) e Arcidiocesi di L’Aquila per la gestione della parte operativa (non sanitaria) della struttura.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )I Giornali – Nelle Notizie – La CTF-SOS DRS
25- GiugnoAbruzzo |
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… un servizio rivolto ai minori sul territorio – attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi–Camilliani, … |
Terremoto Abruzzo 16 – Conferenza Stampa Studio Rainbow
Il Bambin Gesù e la “Camillian Task Force” presentano i risultati di uno studio sulle conseguenze psichiche del terremoto nei ragazzi abruzzesi
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Uno studio per analizzare gli effetti che le catastrofi naturali possono lasciare sulla psiche dei bambini e dei ragazzi. Lo ha realizzato la “Camillian Task Force” con il coordinamento dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. I risultati dello studio – condotto sui giovani abruzzesi vittime del terremoto del 6 aprile 2009 – sono stati presentati questa mattina presso la sede del Bambin Gesù. A fornire i dati raccolti sul campo sono stati i pediatri abruzzesi, con il sostegno della Caritas italiana. Eliana Astorri ha parlato dei risultati dello studio con il prof. Alberto G. Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria:
R. – In molti bambini, per fortuna, rimane soltanto uno spavento che poi nel giro di qualche mese viene in qualche misura dimenticato e che comunque non ha effetti sulla psiche del bambini. Ma in una percentuale tutt’altro che rilevante di bambini – si calcola più del 10 per cento – viene a verificarsi una vera e propria sindrome psichiatrica che è la “post-traumatic shock disease” e quindi una malattia da shock traumatico, che è una vera e propria alterazione della psiche. Il bambino che ha vissuto questo episodio traumatico non ne esce, lo rivive continuamente e questo naturalmente ingenera tutta una serie di comportamenti anomali, perché il bambino vive nel terrore, vive nella paura e questo lo porta ad avere difficoltà nei rapporti con gli altri. E’ una vera e propria sindrome medica, che richiede l’intervento di specialisti, in particolare degli psichiatri e degli psicologi con una preparazione pediatrica. (Montaggio a cura di Maria Brigini)
Don Vittorio Nozza – Director Caritas Italiana
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abbruzzo 15 – Stella Polare – Inaugurazione
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ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CARITAS CONSEGNA DUE STRUTTURE ALL’AQUILA |
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| (ASCA) – L’Aquila, 14 giu – L’Aquila si arricchisce di un centro per minori e di un centro della comunita’. Queste le strutture realizzate con il contributo delle Caritas diocesane della Puglia e dell’Emilia Romagna che verranno consegnate domani alla presenza dell’arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Molinari, diMons. Mario Paciello, incaricato regionale Puglia per il servizio della carita’ e la salute e di Mons. Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola Caritas Italiana. Interverranno anche il direttore di Caritas Italiana e rappresentanti delle Caritas della Puglia e dell’Emilia Romagna.Alle 16.00 all’Aquila, in localita’ La Torretta verra’ inaugurato il Centro per minori.L’opera, dal costo complessivo di oltre 300.000 euro, ospitera’ le Suore Francescane Alcantarine, che gia’ prima del terremoto collaboravano con l’Arcidiocesi dell’Aquila nella cura e lo sviluppo dei giovani attraverso servizi di accoglienza e di carita’ e consentira’ l’avvio della ”Casa Stella Polare”, un servizio rivolto ai minori sul territorio attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi-Camilliani, IMR (Italian Medical Research), l’Ospedale pediatrico Bambino Gesu’ di Roma.Quattro i cardini del servizio:
1. Una innovativa ricerca (Progetto ”Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di eta’ compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto; 2. Attivita’ di formazione rivolta ai pediatri di famiglia (abilitazione alla diagnosi degli effetti causati dal terremoto nei bambini) e agli insegnanti, educatori, animatori giovanili (interventi di educazione alla socialita’); 3. Apertura di uno spazio di aggregazione (ludoteca, biblioteca, mediateca…) 4. E un servizio di diagnosi e cura degli effetti da stress post-traumatico sui minori e attivazione di iniziative sul territorio di animazione e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realta’ di aggregazione presenti. A seguire, alle ore 18.00, sempre all’Aquila, in localita’ San Giacomo verra’ consegnato un Centro della comunita’, alla presenza anche del parroco. Si tratta di una struttura di 325 mq costata oltre 500.000 euro, con ampi spazi multifunzionali, adatti per attivita’ sociali, culturali, pastorali e ricreative tese a riaggregare e rafforzare il tessuto sociale. Sono previsti anche due spazi abitativi da destinare alle fasce deboli della popolazione presenti sul territorio della parrocchia: anziani, donne sole con figli e studenti. |
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Terremoto in Cile 23 – Un Riassunto del Lavoro Fin’Adesso
CTF IN CILE – 2010
PASTORALE DI EMERGENZA CAMILLIANA, UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELLA SPERANZA
P. Pietro Magliozzi m.i.
Padre Camillo Henriquez, primo camilliano cileno, libertador del Cile nella prima metá del 1800, riuscì con la sua penna e la parola, come giornalista, a entusiasmare i cileni sul tema della libertà, a creare la speranza di essere un paese libero ed essere capace di costruire da soli la propria storia. Oggi questo camilliano solitario è considerato in Cile il padre del giornalismo cileno, fondatore del primo giornale dell’indipendenza, titolare della Biblioteca nazionale a Santiago, un carismatico, come disse il presidente dei giornalisti del Cile all’inaugurazione di una statua in suo onore il 3 maggio 2010: “speriamo di poter entusiasmare di nuovo i cileni con un giornale come fece Camillo Henriquez”.
Quello che Camilo Henriquez fece con i valori della libertà e della patria, San Camillo de Lellis lo fece, e continua a farlo, con la carità ai malati: entusiasmò con l’esperienca della carità a laici e religiosi, ricchi e poveri; soprattutto creò questo entusiasmo quando mostrava l’eroismo della carità nelle cosiddette “sagre della carità” (le epidemie). Questo spirito camilliano di entusisasmo nella carità è quello che si è cercato di ricreare di nuovo in Cile subito dopo il terremoto del 27 febbraio 2010 con un’attività pastorale di emergenza camilliana. Un luogo di orrore e distruzione si può trasformare in migliaia di occasioni di carità, creativitá pastorale e regno di Dio, di conversione e reincontro con il volto di misericordia della Trinità, di solidarietà e gesti di compassione e speranza.
I FATTI
Cile, nel suo bicentenario dell’independenza ha sofferto uno dei terremoti più grandi della storia (8.8 gradi della scala Richter) che ha colpito l’80% della popolazione nazionale (le regioni 5-8, le piú popolate), con danni per un raggio di piú di 500 Km a causa di un doppio epicentro del terremoto in due punti distanti della stessa faglia (a Cobquecura, il primo e a Talca il secondo). Una abitudine dei cileni, di stare sempre pronti a scappare fuori di casa in qualunque momento sentano una scossa, ha permesso di ridurre al minimo le vittime (solo 700 dichiarate), però non ha potuto evitare la distruzione di case (almeno quelle fatte di mattoni di fango, la normalità fino a poco tempo fa) lesionate per un 80% in molte zone, insieme a fabbriche, strutture, ferrovie, ponti, strade; soprattutto i danni si notano nelle regioni costiere dove il tsunami successivo al terremoto ha terminato di distruggere quello che il terremoto aveva risparmiato.
LA REAZIONE
In questo contesto di impressionante distruzione e perdite fisiche, di blocco totale (senza luce, telefono, internet, in alcuni luoghi senza acqua, gas, senza negozi aperti), ognuno ha reagito diversamente: ci sono stati coloro che sono andati a saccheggiare i supermercati per paura di rimanere senza cibo, altri che si sono barricati in casa armando i loro fucili per difendersi come in un “the day after” apocalittico, altri che si bloccavano senza sapere che fare (vittime della sindrome post traumatica da stress), altri che uscivano ad aiutare i vicini più deboli o andavano a cercare i parenti (genitori, fratelli, sorelle, figli), altri che iniziavano a riparare i danni strutturali della propria casa e altri che si attivavano in un volontariato generoso viaggiando verso le zone più colpite. I Camilliani di San Bernardo e le Camilliane di Linares, per carisma, non potevano che stare tra questo ultimo gruppo e si incontrarono, per un puro caso, il 5 di marzo nella piazza di Constituciòn (una città a 500 Km da San Bernardo e 100 Km da Linares) portando aiuti e cercando di fare una diagnosi dei bisogni per inventare una risposta pastorale.
NASCE LA CTF CILENA
Devo dire, con sincerità, che il Signore mostra in questi casi di sofferenza e perdite tutta la sua Provvidenza, di cui non possiamo non essere riconoscenti. Io, nel momento del terremoto, ero un formatore senza seminaristi (perché in noviziato altrove), avevo pronti per aiutarmi due universitari all’ultimo anno di tirocinio appartenenti alla Famiglia Camilliana Laica, appassionati di missioni e disponibili ad una attività di emergenza: Sebastian e Alicia (rispettivamente assitente sociale e psicopedagogista). A questi si aggiunse presto una terza persona: Patricia (assistente sociale con titolo). Tutti con formazione spirituale profonda ed esperienza di animazione di gruppi. Anche le Suore camilliane: Figlie di San Camillo e Ministre degli Infermi, si trovavano disponibili a collaborare. Avere le persone giuste al momento giusto é quello che permette la riuscita di un progetto umanizzatore e divino; in effetti Sebastián, nominato da me coordinatore del progetto missionario ha capacitá di relazione e di creare reti sociali, entusiasmare e aprirsi a nuovi scenari per dare risposte ad ogni tipo di bisogni; Patricia e Alicia, il volto del discernimento e dell’accoglienza materna verso chi soffre profondamente, capaci di attivare le risorse della persona e del gruppo; le religiose e religiosi camilliani con la dimensione di Marta e Maria integrate per dare mistica e un senso teologico all’intervento. Altra provvidenza: persone di buona volontà della parrocchia si posero a disposizione per la raccolta di aiuti umanitari. A tutto questo aggiungo la provvidenza della veloce risposta della CTF (Camillian Task Force) centrale (P. Scott Binet, Fratel Luca, P. Paolo e Marco Iazzolino), del Centro di umanizzazione camilliana di Madrid (con Francisco Prat), delle Misericordie della Toscana e della Conferenza Episcopale Italiana nel dare i finanziamenti, e ultima provvidenza, tante capacità, conoscenze e competenze che avevo accumulato negli anni, che adesso si rivelavano tutte importanti per gestire una opera tanto complessa e integrale di pastorale: doveva essere una pastorale itinerante, rapida, flessibile e adattabile alle necessità che cambiavano di giorno in giorno, intensa e resistente (per evitare il burn out che colpiva la maggior parte dei volontari), con senso pratico e con teoria, fortemente spirituale e camilliana, intercongregazionale e di collaborazione tra laici e religiosi.
Come realizzare tutto questo a distanza? In effetti, i primi 20 giorni non potevo accompagnare il gruppo per problemi comunitari. Furono ugualmente giorni intensi ed utili, perchè mi trasformai nel ponte tra la Central CTF che dava le direttive e l’orientamento e la periferia: l’equipe di lavoro che dal luogo del disastro mi davano le informazioni sulla situazione con tutti i bisogni.
Fu così che si sviluppò il primo mese di attività CTF (marzo), con base a Linares nella casa delle Figlie di San Camillo, e mobil clinic con il camioncino della parrocchia San Camillo che fece in un mese i Km di tutto un anno. Si visitarono le campagne e città della settima regione (Regione del Maule, diocesi di Linares) dalla costa fino alla cordigliera delle Ande, incontrando persone, situazioni di abbandono, povertà e miseria, aspettative e disperazioni, sindromi post traumatiche da stress in tutte le forme. E sempre l’azione della CTF era integrale: arrivava il gruppetto camilliano con varie suore, una psicologa, due assitenti sociali, un medico, un logista e l’aiuto era materiale, sanitario, sociale, psicospirituale. Non si potevano, chiaramente, risolvere tutti i problemi, però sempre la CTF era una presenza significativa in una situazione di crisi che lasciava un segno e un ricordo. Solo chi ha vissuto una situazione di solitudine in un momento di difficoltà, può dire che ha significato la presenza di qualcuno che si avvicinò per aiutarlo. L’équipe camilliana era in questo periodo di 6 persone in terreno: 5 laici (Sebastián, Patricia, Alicia, Maria Elena, Luca) e varie religiose (Sr. Teresinha, Sr. Patricia, Sr. Haida, Sr. Herminia, poi arrivò Sr. Fatima infermiera). Tutti professionisti, altro elemento fondamentale per dare un volto specifio ed efficiente all’azione pastorale in emergenza; non si trattava di portare cibo, medicine, coperte, carbone, giocattoli, articoli di igiene, acqua, ma di aiutare le persone a non sentirsi schiacciate per la catastrofe, a proporgli mezzi per attivare quella resilienza che le farà uscire dalla crisi, anzi, in alcuni casi le renderà più forti e creative di prima nel trovare soluzioni nuove alle perdite.
Il mese di aprile cambiò il modo di agire della CTF Cile. Il gruppo si stabilì a Parral dove incontrò l’appoggio del parroco e del direttore e vicedirettore dell’ospedale (il Dott. Freddy e il Dott. Valenzuela) e, affitando una casa, si creò un’attività pastorale sistematica e progettuale. Più precisamente, si pensò che l’azione a questo punto doveva concentrarsi in una zona per essere di aiuto nella ricostruzione di vite umane e di cose. Gli obiettivi erano:
1-Rafforzare l’identità e il lavoro d’équipe (laici e religiosi) per proporsi come grande famiglia camilliana, mettere segni visibili di questa presenza (con logos camilliani su magliette, su una jeep Mahindra donata dalla Conferenza Episcopale Italiana, su manifesti posti fuori e dentro la casa affittata con la spiegazione di chi siamo, che facciamo e perché lo facciamo.
2-Dare significatività alla pastorale d’emergenza; non si trattava di tappare buchi (rispondere ciecamente ai bisogni), ma di creare iniziative, formare la popolazione e i formatori (per esempio i responsabili dell’accompagnamento spirituale in ospedale), iniziare progetti di autonomia, rafforzare le risorse interne della gente (umane e soprannaturali) per attivare la resilienza.
3- Dare integralità alla pastorale attivando allo stesso tempo i tre livelli della CTF mondiale come pensata da P. Scott: umanitario (materiale), medico (preventivo, curativo, assistenziale), pastorale (appoggio psicospirituale, formativo e di ricerca). In questa integralità si ritrovano, per esempio, anche attività originali come la mobil clinic, dove le persone isolate nel campo vengono ritrovate e aiutate a vari livelli e possono raccontare tutto quello che stanno soffrendo, lo yoga per rilassarsi e la danza contemplativa per autoconoscersi ed espriemersi a partire dal corpo; le cene di lavoro ed il pub di lavoro per incontrare i giovani ed aiutarli. Tutto questo mostra quanto è importante la libertà pastorale e la flessibilità che caratterizzò sin dall’inizio questa missione d’emergenza.
4- Dare efficacia alla pastorale rendendola rapida nelle sue risposte. Qui ho visto in modo esemplare, l’importanza di rispondere prontamente alle richieste (a tutte le ore), l’uso continuo del contatto per cellulare, tutto deve funzionare “al tiro” (di colpo), come dicono in Cile.
Questo modo di lavorare è povero, umile e fraterno, basta pensare alla casa dove si convive in 3 o 15 con poche stanze, un solo bagno, all’inizio senza riscaldamento, vivendo spartanamente senza i confort di una casa, con uno stress continuo di un lavoro incessante senza orari fissi; è un modo di lavorare spirituale (contemplativo nell’azione) con una cappella nella casa dove incontrarsi come gruppo o da soli con il Signore e renderlo sempre presente a nostro lato. Lo stress non può mancare, però si è coscienti che lo sforzo vale la pena quando si vedono i risultati di tanta carità: persone che escono dalla crisi, problemi risolti, addirittura giovani con inquietudine vocazionale camilliana. Come diceva San Camillo: “se fai qualcosa cattivo con gusto, il gusto passa e il male resta, pero se fai qualcosa buono con fatica, la fatica (stress) passa e il buono (CTF) resta”.
Concorrente con la visita in aprile di due membri di CTF Centrale - che fu un bel momento fraterno - e anche parrecche riunioni con Marco Iazzolino e Padre Scott Binet MD, MI - a Parral e ancora prima con i membri di CTF Chile a San Bernardo - è stato l’inizio dell’ideazione e dell’inizio dell’attivazione del progetto chiamato umanizzazione camilliana terremoto 2010. Il progetto arrivó, a metá di maggio, a contare 18 programmi: 5 di aiuto materiale, 3 sanitari e 10 tra psicospirituali e formativi, lo specifico dei Camilliani come parte della CTF nel mondo oggi.
ASSISTENZA UMANITARIA – MATERIALE
1) Assistenza umanitaria alle famiglie povere del Comune di Parral
Responsabili: Alicia Hernández
2) Aiuto agli ospedali di Parral e Cauquenes (donazione delle Misericordie di 100.000 € per comprare duei moduli con 25 letti ciascuno)
Responsabili: Sebastián Maldonado
3) Appoggio alla Pastorale Sociale della diocesi di San Bernardo (comprare 4 Case di Emergenza con il denaro dell’associazione “gli amici dei lebbrosi” contattati da P. D. Fantin)
Responsabili: Padre Pietro Magliozzi
4) Asistenza umanitaria Casa di Riposo delle figlie di San Camillo di Linares (Tetto)
Responsabili: Patricia Arregui, Sr. Marina Marchiori
5) Asistencia sector Rancura a 5 ore di auto da Parral nella zona costiera distrutta dallo tsunami e isolata da strutture sociali (Costruire case di emergenza e dotarle di sistema elettrico)
Responsabili: Patricia Arregui, Patricia Quiroz
ASSISTENZA SANITARIA
(Prevenzione e trattamento: salute biologica; umanizzazione: salute biografica)
6) Mobil Clinic e assistenza integrale (salute biologica e biográfica) alle persone nel campo
Responsabili: Padre Pietro Magliozzi
7) Programma Integrale residenza di bambini con rischio sociale di Parral
Responsabili: Patricia Arregui – Sebastián Maldonado
8) Invio di un Ortopedico chirurgo a Parral –
Responsabili: P. Scott Binet – Sebastian Maldonado
ASSISTENZA PSICO-SPIRITUALE
(Assistenza – formazione – ricerca scientifica – servizi religiosi)
9) Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Parral
Responsabili: Patricia Arregui - Sor Haída Echevarría
10) Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Cauquenes
Responsabili: Patricia Arregui – Sor Haída Echevarría
11) Appoggio agli Anziani poveri di Parral (Casa di riposo)
Responsabili: Alicia Hernández – Sr. Fatima
12) Centro di ascolto Alianza Caritas a Parral (1-cappella di Buenos Aires 2-casa di riposo S. José) con la collaborazione dei Counsellors del Centro di Umanizazzione Tres Cantos (Madrid)
Responsabili: Alfonso Rogero, Sr. Inmaculada Sanchez
13) Congreso Internazionale Pastorale post emergencia a Santiago 13-15 ottobre 2010
Responsabili: Dr. José Alvear – P. Scott Binet
14) Kick Off Conference dei Centri di pastorale Camilliani del Latinoamerica a San Bernardo 16-18 ottobre 2010
Responsabili: P. Scott Binet
15) Corso formazione presenziale sulla PTSD con Javier Martin 1-5 luglio (del Centro di umanizzazione Tres Cantos) sulla relazione d’aiuto nella PTSD (Sindrome Post Traumatica da Stress) in Parral
Responsabili: Padre Pietro Magliozzi – Francisco Prat – Sebastian Maldonado
16) Corso a distanza e-learning sulla Umanizzazione della PTSD
Responsabili: Francisco Prat
17) Studio sugli effetti cuantitativi e cualitativi di un terremoto sulla popolazione adulta di Parral
Responsabili: P. Pietro Magliozzi, Sr. Inmaculada Sanchez (counsellor), Programa di Studi Medico Umanistici della Pontificia Universitá Cattolica del Cile.
18) Studio Rainbow sulla diagnosi e terapia della PTSD a livello peidatrico
Responsabili: Ospedale Bambin Gesú di Roma, Pontificia Universitá Cattolica del Cile, P. Pietro Magliozzi,
Per esempio, la attivitá del programa n. 9: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Parral, dal 1 aprile fino al 19 di maggio é consistito in:
- 10 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.
- 8 incontri e momento di preghiera nelle diverse aree dell’ospedale.
- tutti i martedí alle 8:00 della mattina, preghiera di 20 minuti nell’ospedale per il personale.
- 1 ritiro spirituale dell’UAE (Unitá di accompagnamento spirituale) di un giorno a Linares.
- Visita ai malati.
- Visita alle famiglie degli operatori sanitari con piú danni strutturali.
- Diáloghi interreligiosi in ospedale (con operatori sanitari evangelici, pentecostali e mormoni).
- Formazione settimanale e accompagnamento spirituale agli integranti della UAE (Unità di Accompagnamento Spirituale).
La attivitá pastorali n. 10: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Cauquenes a mezz’ora di auto da Parral, invece:
- 4 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.
- 2 incontri di preghiera.
- Ritiro spirituale con gli operatori sanitari.
- Formazione permanente e accompagnamento dei funzionari dell’ospedale.
- Dialoghi interreligiosi in ospedale con pastori e sacerdoti
- Visita ai malati.
L’attivitá pastorale n. 12: il centro di ascolto della cappella di BuenosAires con il counsellor di Madrid durata un mese:
- 20 persone ricevute e accompagnate dal counsellor Alfonso Rogero. Delle quali 8 aiutate con una sola seduta e le altre 12 accompagnate per piú sedute e consegnate alla successiva counsellor Sr. Inmaculada Sanchez che aumenta dalla metà di maggio il raggio d’azione ad altre zone di Parral.
CONCLUSIONE
Sono passati alcuni anni da quando, per la prima volta in ambito camilliano si parlò e si scrisse di nuovo di Camillian Task Force, si creò una nuova sezione libraria nella biblioteca del Camillianum sulla pastorale dell’emergenza.
Da allora, timidamente, l’Ordine dei Ministri degli Infermi si è lanciato in varie esperienze di appoggio o di vero impegno con forze umane e materiali per dare un volto-secolo-21 a questa pastorale tanto importante e significativa per la storia della Chiesa e per l’Ordine Camilliano stesso sin dall’inizio.
L’esperienza CTF cilena, a due mesi e mezzo dall’inizio, è solo un passo in avanti per cogliere quante potenzialità abbiamo come camilliani nel mostrare a tutti (credenti e non credenti, cattolici e non cattolici) come anche la catastrofe si può trasformare in un luogo di evangelizzazione, di umanizzazione e di salvezza.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )The Mission Continues – in Italy and Elsewhere – Fr. Scott
The sun shone brilliantly as I exited the airport baggage area and a gentle, cool breeze announced that it was springtime in the Eternal City. It was good to be back in Rome where I was last in the fall of 2009 – countless moons ago it seemed. This time it was May – the 21st to be exact. However, my return to Rome at this opportune moment would have basically the same purpose as the last visit:
- To spend time at the Maddalena – my canonical community – and to celebrate the Feast of St. Camillus and the Martyrs of Charity [May 25]
- To meet with members of CTF Central to discuss our organizational structure, mission and the various projects we are undertaking with collaborators in Abruzzo, Haiti, Chile, the Philippines, and Kenya
- To visit in Abruzzo and in Rome with those involved in Project Saint Camillus: members of Caritas Italiana and Caritas Aquila; representatives from Bambin Gesu Hospital; the board of the Rainbow Study; the group initiating our newest program [Stella Polare –a facility to help children and families traumatized by the earthquake]; pediatricians participating in the Study and attending a counseling course in Aquila [see Counseling Course; La Torretta; Board Meeting – Studio Rainbow].
- To meet with President of Bambin Gesu Hospital - Professor Profitti – to discuss our collaboration in Abruzzo and to look at ways of working together in Chile.
- To visit with friends
My days in Rome and beyond went by very quickly. Most of the time I was working. I did, however, take a needed and refreshing walk or two with friends and colleagues. I say there was a certain exigency because while in Haiti there was little time nor was it advised to walk freely in Port au Prince or its environs – especially alone. You may have heard in the news of the kidnappings of aid workers in Haiti. And right before I left 2 people were killed by gunfire near the doorstep of the facility where we were living and working. Rome was a little different: the only homicidal activity I saw there was people killing time – tourists et alia.
Although physically in Italy and working to accomplish the agenda above, I was nevertheless frequently occupied with issues elsewhere – in Haiti, Chile and the US in particular. Thanks to the various means of modern communication, my need to bilocate and even trilocate was in some sense being met. Alas….
Here is a brief update:
The work in the USA with SOS DRS never stops. Thanks to D’Ann Fisher, my executive assistant, who is holding down the fort, we are moving forward. She is aided by Chris Cichantek and a host of volunteers. We are particularly busy preparing for appeals in parishes – the staple of our fundraising activities. We are hoping for and even expecting the presence of several Camillian priests this year – all from Africa. Two lay people will join the effort as will a priest from Haiti. There is much work to do. We are also expecting several new visitors in the community this summer in Milwaukee – from the US and abroad. Stop in and visit if you have time! I will be in Milwaukee off and on throughout the summer when I am not in Haiti.
The work in Chile is moving forward. Witness the mission report written by Marco Iazzolino and I at the end of our April visit in Chile to Santiago, Parral and Cauquenes. Fr. Pietro Magliozzi has also written an excellent summary of the project so far – stay tuned for that. In addition to this, CTF Central recently came to an agreement with:
- Bambin Gesu Hospital to send a 3-person team to Santiago to look at doing a study/intervention analogous to the Rainbow Study
- Misericordiae both to purchase prefabricated modules to provide beds for the hospital in Parral and Cauquenes and for their president to go to Chile to inaugurate the opening of the modules. [See Accordo fra Le Misericordie e I Camilliani per collaborare nel lavoro della Camillian Task Force dopo i disastri]
- The Camillian Center of Humanization in Madrid both to send a team of counselors [one at a time] to Chile to assist in psychospiritual care and to begin providing formation in counseling. This is in line with the plan of CTF-SOS DRS to implement a distance learning program in Latin America that will be done in collaboration with CTF Chile and the Camillian Center for Humanization in Madrid, Spain.
The work in Haiti goes forward with the arrival of Theresia Sinaga and John and the agreement that CTF Central came to with the Piedmontese Province that the former would carry out the 3rd phase of its project outside the confines of the Camillian Hospital in Port au Prince [Foyer St. Camille] at a separate location. In fact, we of CTF-SOS DRS plan to expand our project according to our mission as the situation in Haiti requires it. And it does at present.
The earthquake ravaged much of the country and now the rains are coming. The people are getting agitated in the face of a government that doesn’t seem to be providing much help. Gasoline and diesel are frequently scarce; food is a precious commodity as is housing: the landscape of Haiti is marked greatly by rubble, damaged buildings and tents. Life is going on at a feverish pace, but there is little sign of significant reconstruction. While hope does spring eternal, the situation in Haiti is still quite difficult, just as its was before the earthquake.
I just finished an excellent book that chronicles the difficulties of Haiti since before it became a country – a history marked by violence, oppression of the poor, corrupt and ineffective governments, tragic intrusions in the affairs of Haiti by foreign powers – the US in particular. At least this is the picture painted by Paul Farmer, MD – the author of the book named The Uses of Haiti. A physician and an anthropologist, Paul Farmer started Partners in Health in Central Plateau. The book is on my recommended reading list. Caveat lector.
Speaking of Haiti, on my way to Rome I learned of the unfortunate death of Fr. P. B-Aime, a 33 y/o Haitian priest from the Diocese of Jeremie, who had an inoperable malignant brain tumor – or so we found out later.
Fr. P. and I knew each other for only a short time – less than 10 days in fact. The story of that time is worth telling, though, at least in brief – if for nothing more than to remember Fr. P. and to thank the Lord for the short life of this priest of God.
My work in the second phase of the project of CTF-SOS DRS in Haiti had me helping the Church. As a result I made the acquaintance of several of Her shepherds, one of whom asked for my help when Fr. P. fell ill and the medical resources in Haiti were insufficient. I didn’t quite know what to do when his bishop asked me for help. A little prayer and a visit with Fr. Pierre’s family at his bedside at which point I first met him and saw his suffering gave me the answer though: I had to do something quickly – get Fr. P. some medical and spiritual help. If not he would remain in Haiti and likely die a slow, painful death. Maybe there was a chance we could treat him in the US I thought.
To make a long story short, we were able to get Fr. P. and his sister, W. B-Aime – a Salesian nun herself – to the US via Medishare, the University of Miami’s post-earthquake-medical-relief organization. Fr. P. and his sister Wilda arrived on Saturday May 15 at Miami International Airport. I met them there as I was in town to do some fundraising at Blessed Trinity Parish in Miami Springs.
This “God-incidence” was only one of many, all of which involved people directly or indirectly helping Fr. P. Viewed retrospectively through the eyes of faith, I could see how these moments produced a chain of events that led ultimately to Fr. P. going to the US with his sister, W.. Such are the ways of Providence. The Lord was definitely working!
We brought Fr. P. to M. Hospital in Miami where he was welcomed and treated with great care as he underwent a CT scan and then an MRI – all while staying in the critical care unit at the Hospital. Fr. P. ultimately had a brain biopsy that, unfortunately, revealed that the tumor was malignant. During the ensuing days Fr. P. declined and then died – always accompanied by his faithful sister. I had gone to Italy the day before his death, not expecting that Fr. Pierre would die so soon and anticipating that I would see him again – alive. Instead, the tumor had its way – at least for the moment.
May Fr. P. rest in peace. May his family be consoled in their grief. May Christ the High Priest give to all of them that peace that is beyond words.
Pie Jesu,
Agnus Dei,
Qui tollis peccata mundi,
Dona ei requiem.
Fr. Scott
CTF-SOS DRS is now present and providing disaster relief on 5 continents: in Chile (S. America); Haiti and the US (N. America); Italy (Europe), Philippines (Asia), and Kenya (Africa).
Many thanks to all of those who are part of the effort. Please consider supporting our efforts. We need your help and so do those we are serving.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Earthquake in Abruzzo 14 – The CTF in Aquila, Italy
On May 22, 2010 as part of the Saint Camillus Project and its associated Rainbow Study, the CTF and its collaborators will be in Aquila, Italy – the epicenter of the April 2009 earthquake – for 3 events.
1. There will be a course on counseling directed at helping people deal with a traumatized pediatric population. Attending the conference will be healthcare professionals including pediatricians. Dr. Raffaele Arigliani is coordinating the course.
2. Those responsible for the present psychological and pastoral support being offered to aid workers and clergy in Aquila on behalf of Project Saint Camillus will meet to review their efforts and to discuss the newest development of the Project – La Torretta. This is a house established by the CTF in conjunction with Caritas Italia and Caritas Aquila to help children and families deal with the trauma of the earthquake through a series of therapeutic modalities.
3. The board of the Rainbow Study is scheduled to meet on May 22 in the afternoon.
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Terremoto in Abruzzo 12 – Riunione Board Studio Rainbow
Confermo la riunione del Board di Studio Rainbow per mercoledi 5 maggio presso la sede dei Camilliani in Piazza della Maddalena con inizio alle 10,30 in non stop fino alle 13,30.
Gli argomenti proposti all’ordine del giorno che verrano aggiornati sono:
- Resoconto stato attuale aspetti organizzativi Studio (modalità di raccolta, CE, invio – raccolta schede, database, ecc…) (Marisa – Nadia)
- La raccolta delle schede sul campo (Piero-Adima)
- La programmazione delle visite neuropsichiatriche sul campo: chi?(Stefano), dove? (Adima-Daniela-Piero), quando? (Nadia – Raffaele)
- Prospettive d’ realizzazioni a breve: Incontro all’Aquila del 22 maggio (Raffaele-Donato), Raccolta fondi dal Rotary (Maria Rosaria), Padre Scott in Italia (Marco-Scott in teleconferenza); Presentazione del Centro La Torretta (Daniela -Walter), Festa di San Camillo il 25 maggio? (Scott)
- Il tour a Boston e la esperienza ad Haiti: quali concretizzazioni, quali prospettive (Stefano-Raffaele-Scott)
- Varie ed eventuali
Un caro saluto ed a rivederci mercoledi!
Raffaele Arigliani
cell:3284108658
e-mail:raffaelearigliani@gmail..com
Terremoto Haiti 36 – Riflessione Personale – Dr. Raffaele Arigliani
Dr. Raffaele Arigliani
24-04
Oggi arrivo ad Haiti dagli USA, dove abbiamo passato degli interessantissimi giorni in contatto con il top del mondo scientifico all’Harvard University, presso il Boston Children Hospital e poi visitando Boston. Sono state giornate molto proficue, che hanno confermato l’interesse del mondo accademico allo studio del PTSD e al progetto Rainbow. E’ nata quindi una concreta collaborazione per Rainbow con il BCH, mentre anche su percorsi di formazione al counselling in pediatria si sono avuti interessanti contatti.
All’arrivo ad Haiti il caldo umido ti accoglie come uno schiaffo. Per fare vedere il passaporto di fatto devi passare circa 20′ in un corridoio di trasferimento, senza aria condizionata. E’ come fare un bagno turco!!! L’incertezza è anche se trovi o meno i bagagli , o se lo trovi ancora chiuso! Recuperata la valigia benedico il fatto che ci siano amici di Scott ad attenderci. Di fatto vi è una calca esagerata di persone. Portiamo il bagaglio al camioncino. Provo ad entrare a sedere ma mi viene indicato di salire dietro…. con i bagagli!! Quindi in questo modo per me inusuale (che ora capisco è il modo solito di viaggiare qui!) arriviamo all’ Ospedale Pediatrico St. Damian, che ci ospiterà in questi giorni.
Obiettivo di questo viaggio è prendere contatti e contribuire a valutare la possibilità di realizzare attività di assistenza pediatrica di primo livello, con l’aiuto della Pediatria Italiana, in un’attenzione sia ai bisogni clinici ma anche ad inquadrare problemi psicologici conseguenza del terremoto (PTSD), sul modello di quanto realizzato in Abruzzo, ovviamente adattato alle esigenze del posto, senz’altro ben più drammatiche..
In Ospedale vi sono le tende della protezione civile italiana ad accoglierci. I volontari si offrono di mostrare l’Ospedale. Mi fanno notare come siano poveri i mezzi diagnostici a disposizione, al di sotto degli standard cui siamo abituati da noi. Tuttavia , scoprirò a breve, il St. Damian Hospital è molto avanti rispetto agli standar di Haiti! E po, fatto fondamentale, grazie alla Fondazione Rava, assiste i bimbi senza che farli pagare!!!
La cena è un pò di fortuna, perchè di fatto il pranzo viene organizzato dall’ Ospedale, mentre per la sera bisogna adattarsi. La birrà è però abbondante e ben fresca!!!!
26-04
Con una mattinata snervante, in cui le ore sono trascorse aspettando che ci fosse un appuntamento al Ministero della Sanità di Haiti, poi rimandato, finalmente alle 16 siamo riusciti a partire, diretti alla bidonville che è nel centro della città. Abbiamo attraversato la città. La vita si svolge sui marciapiedi, dove le macchine e i vecchi camion, tutti da rottamare secondo i nostri parametri, riempono l’aria di uno smog denso, misto alla polvere delle macerie: è come si fosse stabilmente in una galleria, con il traffico folle, disordinatissimo. Ai margini delle strade la gente è ammonticchiata, ha il tavolo o anche una capanna , con le acque di scolo che, quando va bene, scorrono in un canalino profondo una trentina di cm dal piano della strada, più spesso in un solco al livello del terreno, da cui non di rado fuoriescono. Spesso trovi fuochi alti, dove viene bruciata la spazzatura, soprattutto plastica. Ne fuoriesce un fumo denso, che ti entra nei polmoni. Vi sono zaffate di odori intensi, difficili da tollerare.
Le case crollate e ancora tutte pericolanti sono dappertutto. E non vedi una ruspa per rimuovere le macerie ma solo qualcuno con vanghe. Ci vorranno anni per toglierei i detriti! Eppure sui muri in bilico, sul solaio inclinato e appoggiato su un solo pilastro, vedi le persone che cercano di vendere qualcosa, e ti spunta dappertutto la testa di un bambino! Le tendopoli si vedono dalla strada, ma entrarci è sconsigliato fortemente perchè il rischio di essere aggrediti e rapinati è alto.
Con Padre Scott siamo andati da un suo confratello che aveva una chiesa, in parte crollata. Lui non c’era ma un seminarista, Gilbert, ci ha offerto di accompagnarci per farci vedere che cosa realmente vive questa gente. Abbiamo così attraversato a piedi le capanne intorno alla Chiesa semi crollata. In queste baracche non vi è ne acqua ne bagni, sono di lamiera, addossate le une alle altre, di pochi metri. Tra le baracche un serpentello di acque sporche e maleodoranti che bisogna di continuo scavalcare e si ingrossa con la pioggia.
Ma quando passavi in compagnia di Gilbert questa scena, che già intravista dalla macchina sembrava e rimane mostruosa e assurda, cambiava. Perchè incontravi i volti delle persone. Quasi sempre ci hanno salutati loro per primi, sorpresi della nostra presenza, mentre guardandoti negli occhi dicevano bonjour. Così un bambino ti chiedeva il 5, un ragazzo con la gamba amputata e poggiandosi sule stampelle di poggiare il pugno sul suo, mentre i bambini spuntavano da ogni baracca e si avvicinavano. Non ho avuto il coraggio di fotografare queste baracche , le acque marce che scorrevano, i maiali e le capre che si muovevano tra la sporcizia : anche solo documentare mi sembrava troppo!!!! Fotografare mi sembrava un ulteriore insulto, non si può mostrare la loro sofferenza come fosse uno spettacolo !!!!
Poi il nostro accompagnatore ci ha invitato a fotografare, per denunciare ad alta voce come vivono: in poche centinaia di metri, senza ne acqua ne luce , ne fogne, ne bagni vi sono 580 famiglie e oltre 1000 bambini!!!
Allora ho iniziato a fare foto mentre oramai calava il crepuscolo e si doveva venire via, cercando di strappare al buio il messaggio di dolore di questa gente. Ed i bambini accorrevano per farsi fotografare e vedere poi il proprio viso nella macchina digitale, ed allora è diventato giocare con loro e non si voleva più andare via, ma Gilbert ce lo ha imposto perchè diventava troppo pericoloso.
Con Padre Scott durante il ritorno ci siamo detti che non possiamo andare via senza che si faccia qualcosa per aiutare questa gente!!!! Il rientro tra le sicure mura dell’ Ospedale St. Damian, potersi fare una doccia, mangiare seduti, i bagni, le zanzariere: un’altro mondo!!!
27-04
Stamane alle 5,30 partiamo, a bordo del camioncino di padre Rick, il fondatore dell’ Ospeale St. Damian ad Haiti. Siamo in 10 tra medici e volontari, molti dall’ Italia e alcuni di Haiti. Si viaggia in piedi sul camioncino, perchè la strada piena di buche non permette di stare seduti. Obiettivo è di attraversare Port Au Prince per andare sulla collina dove era la casa dell’infermiera che lavorava all’ Ospedale Sant. Damian, casa crollata seppellendo lei e la sua famiglia. Già a quest’ora le strade sono affollatissime.
Dopo circa 45′, ai piedi di una collina il camioncino svolta a destra. Ci si immette in uno scenario apocalittico. Tutte le case della sono crollate, come le carte di un domino. La strada che percorriamo è di fatto piena di macerie e solai e calcinacci in bilico incombono. Di fronte questa vi è un’altra collina. Da qui si vede bene. Le case accartocciate sembrerebbero come nei film o nei cartoni animati. Solo che qui è tutto vero, non è un film!!! Dentro quelle mura, ora sotto le macerie, vi sono i corpi di centinaia di persone!
Padre Rick ferma il camioncino in un piccolo slargo e scende dal camion il tavolo pieghevole che dovrà fare da altare per la messa in suffraggio di Immacolata. Si poggia l’altare ai bordi della casa crollata. Quelli del posto sopravvissuti vengono per cantare la messa della loro amica perduta. Sotto l’altare le macerie della casa, che era di tre piani, crollati uno sull’altro, come le case vicine. I corpi non è stato possibili recuperarli.
I canti degli Haitiani si alzano alti, dolci. Padre Rick con coraggio, accompagnato da due giovani, scende tra le macerie per spandere l’incenso e l’acqua benedetta su quelle mura crudeli. Gira a lungo e ad un tratto uno dei giovani richiama la sua attenzione. Padre Rick si china. Poi strappa dalle macerie uno straccio e raccoglie qualcosa, mettendola in uno scatolo. Ritorna all’altare con le lacrime agli occhi. La messa continua tra canti e commozione. Durante il segno della pace ciascuno da la mano a tutti: ognuno vuole testimoniare di essere fratello dell’altro, e questo vale pienamente anche per quei volontari, non credenti, che hanno però voluto esserci, comunque. Si stringono mani callose, mani forti, e la comunione con questo popolo, si sente viva. C’è un’aria profondamente sacra. Al termine Padre Rick libera l’altare e, poggiato lo scatolo sul tavolo della celebrazione, lo avvolge con la tovaglia della messa, facendo attenzione che la croce rimanga sulla sommità, quale coperchio. Quindi ci dice: “Ho trovato: la testa di un bambino. Non sappiamo chi sia , non può essere il bimbo che Immacolata aveva adottato, perchè il livello della sua casa era troppo in basso, ma non potevamo lasciarlo abbandonato”…..E tra il silenzio commosso, lo accompagniamo alla macchina, quasi come un funerale…
Il viaggio di ritorno alle 7,00 del mattino fino all’ Ospedale St. Damian è durato più di un’ora. Si attraversa la città e le polveri te le senti appiccicarsi sulla pelle, in una realtà di desolazione e bisogno estremo. Ma nessuno di noi ha parlato per tutto il tempo del viaggio, in un silenzio che racconta come mai.
Read Full Post | Make a Comment ( 2 so far )Terremoto in Abruzzo 10 – Progetto San Camillo/Studio Rainbow
13-04-2010 Terza News Letter Rainbow
Aggiornamento 8 – Studio Rainbow
Dr. Raffaele Arigliani
Cari Colleghi,
lo Studio Rainbow1 è attivo nella sua parte di raccolta dati, siamo quindi in una fase delicata e decisiva!!!! Ma andiamo per ordine con le News:
1. Un doveroso e caloroso ringraziamento va a tutti voi che avete accolto con tanta disponibilità (personalmente o tramite telefono, mail, ecc..) le dott.sse Nadia Mirante e Marisa Scognamiglio. La distribuzione del materiale è stata più faticosa e laboriosa del previsto: ci scusiamo per gli inconvenienti e per il fastidio che a non pochi di voi abbiamo arrecato!
2. Veniamo agli aspetti formali. Ad oggi hanno formalizzato la presa d’atto dello Studio i CE di Teramo, Pescara, Aquila, mentre nei prossimi giorni si concluderà l’iter burocratico per gli altri CE. Di conseguenza i Colleghi delle rispettive città dove già vi è il semaforo verde da parte dei CE possono partire a pieno regime. Per gli altri formalmente la partenza deve essere procrastinata di qualche giorno, anche se sappiamo che diversi stanno già informalmente contattando i pz randomizzati, tanto per avviarsi con il lavoro (approfittando di chi viene allo studio, ecc….). Al riguardo una nota di tranquillità: visto che siamo partiti in ritardo è ovvio che potremo procedere con la raccolta fino a tutto giugno e per chi non ce la facesse anche fino ai primi di luglio. Non sono pochi giorni in più o in meno che condizioneranno i risultati, mentre è la qualità del dato raccolto che conterà! Pocihè vi erano dubbi interpetrativi si conferma che il consenso informato è valido anche se firmato da uno solo dei genitori perché l’altro assente. Se i genitori sono separati o vi sono controversie a voi note, conviene però, per un eccesso di cautela , raccogliere il consenso da entrambi. Una copia del consenso rimarrà a voi (non deve essere inviata alla segreteria!), l’altra sarà consegnata al genitore.
3. Il dott. Piero Di Saverio ha confermato che il Congresso FIMP nazionale di fine settembre ospiterà un’intera sessione dedicata allo studio Rainbow, a conferma del grande interesse che il Vs lavoro ha per l’intera Pediatria e anche verso l’insieme della comunità scientifica mondiale (Padre Scott e l’intero Board stanno lavorando con l’obiettivo di realizzare nel 2011 un Congresso internazionale all’ Aquila sul PTSD).
4. Il Corso fatto a gennaio è stato approvato dalla Commissione ECM. Sono stati riconosciuti 13 crediti ECM ai partecipanti e nei prossimi giorni riceverete sulla Vs mail l’attestato ECM da parte della segreteria IMR. Si conferma anche, sia per chi aderisce allo Studio attivamente ma anche per chi comunque ha partecipato a gennaio, l’offerta di una giornata di focus group sull’esperienza attuale e gli effetti della formazione ricevuta sulle tematiche del counselling e del PTSD. I corsi si terranno il 22 maggio per la zona di Pescara e il 5 giugno per i Pediatri di Aquila, ecc.. Anche queste giornate sono accreditate ECM (non sappiamo ancora i crediti). Sarà un’occasione per approfondire “in diretta” l’esperienza fatta e in corso ma in definitiva sarà utile per passare dagli enunciati teorici del counselling a come applicare nel concreto metodiche di problem solving e confronto efficace su temi e esperienze reali. Insomma sarà un’occasione per accrescere il” saper fare” con grande attenzione al “saper essere” (se posso prendere in prestito una frase spesso sentita dal grande maestro prof Panizon! )
5. Ritornando agli aspetti pratici il lavoro di organizzazione generale prosegue a ritmi intensi. Raccogliendo i vostri suggerimenti si è concordato che il modo più pratico e meno faticoso per voi sia spedire tramite posta, ogni 15 giorni, le schede raccolte. Per rendere più agevole il lavoro a giorni vi verranno recapitate presso il Vs studio buste già preaffrancate, in cui sarà sufficiente inseriate le schede e poi spedirle.
Queste le notizie in sintesi. Ovviamente tutto il Board è a disposizione e in particolare la dott.ssa Nadia Mirante (cell. 3490757873 – e-mail: nadia.mirante@opbg.net) e per gli aspetti di segreteria la Sig.ra Marisa Scognamiglio (cell. 3495266045 – e-mail: studiorainbow@imr-net.it) sono attive e disponibili a rispondere 24 ore su 24 (o quasi !!!!!)
A ciascuno un caro saluto e a presto risentirci.
Raffaele Arigliani
Per il Board di Rainbow – Progetto San Camillo
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 9 – Progetto San Camillo/Studio Rainbow
Terremoto Abruzzo un anno dopo: cosa è stato fatto?
Prima parte
È trascorso un anno dal giorno in cui un terremoto di 5,8° della scala Richter ha distrutto la città dell’Aquila e i paesini vicini. 308 persone persero la vita, 1600 furono i feriti, più di 65.000 gli sfollati. Da quando la notizia, a mezzo stampa, iniziò a fare il giro del mondo, enti e associazioni di vario genere si sono attivati per portare soccorso alle popolazioni colpite. Per molti mesi non si parlò d’altro. Poi, il silenzio. Ma se da un lato l’attenzione dei media si è spostata su altri fatti di cronaca, dall’altro non è venuto meno l’interesse e il lavoro da parte di chi in questa situazione si è inserito in maniera concreta, lavorando in silenzio, lontano dai riflettori. Tra questi, i Camilliani e in particolar modo la Camillian Task Force, hanno fatto sì che il loro aiuto continuasse nel tempo, avviando alcuni progetti che nel corso di questi mesi hanno visto il coinvolgimento di varie persone, sia come semplici cittadini, sia come rappresentanti di enti.
Per tale motivo, la CTF central vuole rendere partecipi quanti insieme ad essa hanno creduto nei progetti avviati a favore dell’aquila ferita, offrendo il loro prezioso aiuto affinché ritornasse a volare. Riportiamo di seguito i risultati raggiunti nel corso di quest’anno.
Studio Rainbow
Background
All’interno del “Progetto San Camillo”, in collaborazione con IMR (Italian Medical Research) e l’Ospedale Bambin Gesù di Roma, ha preso vita lo Studio Rainbow. Lo studio, finalizzato a comprendere gli effetti del trauma sulla psiche dei bambini, vede la partecipazione di 54 PdF e di un campione di 7.200 bambini e adolescenti, di entrambi i sessi, di età compresa tra i 6 e i 14 anni esposti al terremoto del 6 aprile. Inoltre, tale studio mira a formare i Pediatri di Famiglia (PdF) e il personale scolastico sul riconoscimento dei sintomi del disturbo post traumatico da stress (PTSD) sulla popolazione infantile.
Apprezzato dal Presidente della Regione Abruzzo che ha inviato parole di incoraggiamento per il proseguimento dello stesso, il progetto è stato presentato alla stampa nello scorso gennaio suscitando grande risonanza in più di 20 testate giornalistiche. Attualmente è in corso la fase di “istruzione pratica” del progetto- curata dalla Dottoressa Nadia Mirante (psicologa sperimentale del Bambin Gesù di Roma, esperta di sistemi statistici e informatici) e dalla Sig.ra Marisa Scognamiglio (segretaria dell’IMR) – mirata alla raccolta del materiale e della campionatura dei pazienti e all’incontro con i vari pediatri per fornire loro ulteriori indicazioni per le procedure di raccolta dati. Sono in stato di svolgimento inoltre, i contatti operativi sia con l’Università dell’ Aquila che con lo Istituto Superiore di Sanità, con il comune obiettivo di conoscere e condividere i diversi progetti ed essere sempre più sinergici. Infine si prevede l’attivazione di uno spazio web per i partecipanti allo Studio.
Formazione
Tra gli obiettivi raggiunti, si possono annoverare:
- il corso di “Formazione Formatori” realizzato a Loppiano nel luglio 2009
- quelli corsi di formazione al Counselling tenutisi nel mese di gennaio 2010 e rivolti ai PdF
- i corsi accreditati dalla IMR per la formazione continua (ECM) che la Regione Abruzzo ha reso obbligatori per tutti i Pediatri di famiglia abruzzesi.
- i corsi realizzati attraverso la rete camilliana del Centro di Formazione di Verona a favore del personale Caritas di Pescara e L’Aquila. Questi corsi sono stati attivati a luglio 2009 ed ancora continuano a cadenza regolare.Obiettivo della formazione è l’abilitazione del personale Caritas alla gestione delle dinamiche personali che si instaurano in una situazione conflittuale ed al colloquio pastorale.
Casa Stella Polare
Estensione dello Studio Rainbow è il progetto Casa Stella Polare che avrà sede alla Torretta, quartiere de L’Aquila. La Casa, nodo del sistema di diagnosi, prevenzione, cura e trattamento del PTSD in età evolutiva sarà gestita dalla CTF che affiderà i vari compiti a professionisti ed a membri di Caritas Diocesana L’Aquila. Coordinerà l’attività scientifica la Dott.ssa Daniela Consales (psicologa e psicoterapeuta). Il Centro, oltre a supportare lo Studio Rainbow, offre un servizio ai bambini aquilani, diventando per loro un luogo di aggregazione e di cura.
Diversi studi condotti (Pina A. A. et al., 2008, Luterbach D. et al., 2007, Bokszcanin A., 2008,) su soggetti in età evolutiva hanno, infatti, evidenziato alcuni elementi personali (per esempio il coping attivo e la capacità di giudizio), sociali (la presenza di una comunità; le relazioni interpersonali) ed educazionali (il sostegno paterno, il supporto familiare) che possono fungere come fattori protettivi per la sindrome da stress post traumatico.
Emilia Contarino
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 8 .. Progetto San Camillo – Studio Rainbow – Presentazione Dr. Raffaele Arigliani
Ecco una presentazione powerpoint di Progetto San Camillo/Studio Rainbow fatta da Dr. Raffaele Arigiliani il responsabile di Program Rainbow. Questa presentazione fa parte del corso al quale partecipano i pediatri per sensibilizzare loro al PTSD ed anche per preperarli fare parte dello Studio Rainbow.
Progetto San Camillo – Studio Rainbow – Presentazione – Dr. Raffaele Arigliani
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