Program Rainbow
I Giornali – Nelle Notizie – La CTF-SOS DRS
25- GiugnoAbruzzo |
|
|
|
… un servizio rivolto ai minori sul territorio – attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi–Camilliani, … |
Terremoto Abruzzo 16 – Conferenza Stampa Studio Rainbow
Il Bambin Gesù e la “Camillian Task Force” presentano i risultati di uno studio sulle conseguenze psichiche del terremoto nei ragazzi abruzzesi
![]()
![]()
Uno studio per analizzare gli effetti che le catastrofi naturali possono lasciare sulla psiche dei bambini e dei ragazzi. Lo ha realizzato la “Camillian Task Force” con il coordinamento dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. I risultati dello studio – condotto sui giovani abruzzesi vittime del terremoto del 6 aprile 2009 – sono stati presentati questa mattina presso la sede del Bambin Gesù. A fornire i dati raccolti sul campo sono stati i pediatri abruzzesi, con il sostegno della Caritas italiana. Eliana Astorri ha parlato dei risultati dello studio con il prof. Alberto G. Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria:
R. – In molti bambini, per fortuna, rimane soltanto uno spavento che poi nel giro di qualche mese viene in qualche misura dimenticato e che comunque non ha effetti sulla psiche del bambini. Ma in una percentuale tutt’altro che rilevante di bambini – si calcola più del 10 per cento – viene a verificarsi una vera e propria sindrome psichiatrica che è la “post-traumatic shock disease” e quindi una malattia da shock traumatico, che è una vera e propria alterazione della psiche. Il bambino che ha vissuto questo episodio traumatico non ne esce, lo rivive continuamente e questo naturalmente ingenera tutta una serie di comportamenti anomali, perché il bambino vive nel terrore, vive nella paura e questo lo porta ad avere difficoltà nei rapporti con gli altri. E’ una vera e propria sindrome medica, che richiede l’intervento di specialisti, in particolare degli psichiatri e degli psicologi con una preparazione pediatrica. (Montaggio a cura di Maria Brigini)
Don Vittorio Nozza – Director Caritas Italiana
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abbruzzo 15 – Stella Polare – Inaugurazione
|
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: CARITAS CONSEGNA DUE STRUTTURE ALL’AQUILA |
|
| (ASCA) – L’Aquila, 14 giu – L’Aquila si arricchisce di un centro per minori e di un centro della comunita’. Queste le strutture realizzate con il contributo delle Caritas diocesane della Puglia e dell’Emilia Romagna che verranno consegnate domani alla presenza dell’arcivescovo dell’Aquila Mons. Giuseppe Molinari, diMons. Mario Paciello, incaricato regionale Puglia per il servizio della carita’ e la salute e di Mons. Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola Caritas Italiana. Interverranno anche il direttore di Caritas Italiana e rappresentanti delle Caritas della Puglia e dell’Emilia Romagna.Alle 16.00 all’Aquila, in localita’ La Torretta verra’ inaugurato il Centro per minori.L’opera, dal costo complessivo di oltre 300.000 euro, ospitera’ le Suore Francescane Alcantarine, che gia’ prima del terremoto collaboravano con l’Arcidiocesi dell’Aquila nella cura e lo sviluppo dei giovani attraverso servizi di accoglienza e di carita’ e consentira’ l’avvio della ”Casa Stella Polare”, un servizio rivolto ai minori sul territorio attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di L’Aquila, l’Ordine dei Ministri degli Infermi-Camilliani, IMR (Italian Medical Research), l’Ospedale pediatrico Bambino Gesu’ di Roma.Quattro i cardini del servizio:
1. Una innovativa ricerca (Progetto ”Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di eta’ compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress post-traumatico causato dal terremoto; 2. Attivita’ di formazione rivolta ai pediatri di famiglia (abilitazione alla diagnosi degli effetti causati dal terremoto nei bambini) e agli insegnanti, educatori, animatori giovanili (interventi di educazione alla socialita’); 3. Apertura di uno spazio di aggregazione (ludoteca, biblioteca, mediateca…) 4. E un servizio di diagnosi e cura degli effetti da stress post-traumatico sui minori e attivazione di iniziative sul territorio di animazione e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realta’ di aggregazione presenti. A seguire, alle ore 18.00, sempre all’Aquila, in localita’ San Giacomo verra’ consegnato un Centro della comunita’, alla presenza anche del parroco. Si tratta di una struttura di 325 mq costata oltre 500.000 euro, con ampi spazi multifunzionali, adatti per attivita’ sociali, culturali, pastorali e ricreative tese a riaggregare e rafforzare il tessuto sociale. Sono previsti anche due spazi abitativi da destinare alle fasce deboli della popolazione presenti sul territorio della parrocchia: anziani, donne sole con figli e studenti. |
|
The Mission Continues – in Italy and Elsewhere – Fr. Scott
The sun shone brilliantly as I exited the airport baggage area and a gentle, cool breeze announced that it was springtime in the Eternal City. It was good to be back in Rome where I was last in the fall of 2009 – countless moons ago it seemed. This time it was May – the 21st to be exact. However, my return to Rome at this opportune moment would have basically the same purpose as the last visit:
- To spend time at the Maddalena – my canonical community – and to celebrate the Feast of St. Camillus and the Martyrs of Charity [May 25]
- To meet with members of CTF Central to discuss our organizational structure, mission and the various projects we are undertaking with collaborators in Abruzzo, Haiti, Chile, the Philippines, and Kenya
- To visit in Abruzzo and in Rome with those involved in Project Saint Camillus: members of Caritas Italiana and Caritas Aquila; representatives from Bambin Gesu Hospital; the board of the Rainbow Study; the group initiating our newest program [Stella Polare –a facility to help children and families traumatized by the earthquake]; pediatricians participating in the Study and attending a counseling course in Aquila [see Counseling Course; La Torretta; Board Meeting – Studio Rainbow].
- To meet with President of Bambin Gesu Hospital - Professor Profitti – to discuss our collaboration in Abruzzo and to look at ways of working together in Chile.
- To visit with friends
My days in Rome and beyond went by very quickly. Most of the time I was working. I did, however, take a needed and refreshing walk or two with friends and colleagues. I say there was a certain exigency because while in Haiti there was little time nor was it advised to walk freely in Port au Prince or its environs – especially alone. You may have heard in the news of the kidnappings of aid workers in Haiti. And right before I left 2 people were killed by gunfire near the doorstep of the facility where we were living and working. Rome was a little different: the only homicidal activity I saw there was people killing time – tourists et alia.
Although physically in Italy and working to accomplish the agenda above, I was nevertheless frequently occupied with issues elsewhere – in Haiti, Chile and the US in particular. Thanks to the various means of modern communication, my need to bilocate and even trilocate was in some sense being met. Alas….
Here is a brief update:
The work in the USA with SOS DRS never stops. Thanks to D’Ann Fisher, my executive assistant, who is holding down the fort, we are moving forward. She is aided by Chris Cichantek and a host of volunteers. We are particularly busy preparing for appeals in parishes – the staple of our fundraising activities. We are hoping for and even expecting the presence of several Camillian priests this year – all from Africa. Two lay people will join the effort as will a priest from Haiti. There is much work to do. We are also expecting several new visitors in the community this summer in Milwaukee – from the US and abroad. Stop in and visit if you have time! I will be in Milwaukee off and on throughout the summer when I am not in Haiti.
The work in Chile is moving forward. Witness the mission report written by Marco Iazzolino and I at the end of our April visit in Chile to Santiago, Parral and Cauquenes. Fr. Pietro Magliozzi has also written an excellent summary of the project so far – stay tuned for that. In addition to this, CTF Central recently came to an agreement with:
- Bambin Gesu Hospital to send a 3-person team to Santiago to look at doing a study/intervention analogous to the Rainbow Study
- Misericordiae both to purchase prefabricated modules to provide beds for the hospital in Parral and Cauquenes and for their president to go to Chile to inaugurate the opening of the modules. [See Accordo fra Le Misericordie e I Camilliani per collaborare nel lavoro della Camillian Task Force dopo i disastri]
- The Camillian Center of Humanization in Madrid both to send a team of counselors [one at a time] to Chile to assist in psychospiritual care and to begin providing formation in counseling. This is in line with the plan of CTF-SOS DRS to implement a distance learning program in Latin America that will be done in collaboration with CTF Chile and the Camillian Center for Humanization in Madrid, Spain.
The work in Haiti goes forward with the arrival of Theresia Sinaga and John and the agreement that CTF Central came to with the Piedmontese Province that the former would carry out the 3rd phase of its project outside the confines of the Camillian Hospital in Port au Prince [Foyer St. Camille] at a separate location. In fact, we of CTF-SOS DRS plan to expand our project according to our mission as the situation in Haiti requires it. And it does at present.
The earthquake ravaged much of the country and now the rains are coming. The people are getting agitated in the face of a government that doesn’t seem to be providing much help. Gasoline and diesel are frequently scarce; food is a precious commodity as is housing: the landscape of Haiti is marked greatly by rubble, damaged buildings and tents. Life is going on at a feverish pace, but there is little sign of significant reconstruction. While hope does spring eternal, the situation in Haiti is still quite difficult, just as its was before the earthquake.
I just finished an excellent book that chronicles the difficulties of Haiti since before it became a country – a history marked by violence, oppression of the poor, corrupt and ineffective governments, tragic intrusions in the affairs of Haiti by foreign powers – the US in particular. At least this is the picture painted by Paul Farmer, MD – the author of the book named The Uses of Haiti. A physician and an anthropologist, Paul Farmer started Partners in Health in Central Plateau. The book is on my recommended reading list. Caveat lector.
Speaking of Haiti, on my way to Rome I learned of the unfortunate death of Fr. P. B-Aime, a 33 y/o Haitian priest from the Diocese of Jeremie, who had an inoperable malignant brain tumor – or so we found out later.
Fr. P. and I knew each other for only a short time – less than 10 days in fact. The story of that time is worth telling, though, at least in brief – if for nothing more than to remember Fr. P. and to thank the Lord for the short life of this priest of God.
My work in the second phase of the project of CTF-SOS DRS in Haiti had me helping the Church. As a result I made the acquaintance of several of Her shepherds, one of whom asked for my help when Fr. P. fell ill and the medical resources in Haiti were insufficient. I didn’t quite know what to do when his bishop asked me for help. A little prayer and a visit with Fr. Pierre’s family at his bedside at which point I first met him and saw his suffering gave me the answer though: I had to do something quickly – get Fr. P. some medical and spiritual help. If not he would remain in Haiti and likely die a slow, painful death. Maybe there was a chance we could treat him in the US I thought.
To make a long story short, we were able to get Fr. P. and his sister, W. B-Aime – a Salesian nun herself – to the US via Medishare, the University of Miami’s post-earthquake-medical-relief organization. Fr. P. and his sister Wilda arrived on Saturday May 15 at Miami International Airport. I met them there as I was in town to do some fundraising at Blessed Trinity Parish in Miami Springs.
This “God-incidence” was only one of many, all of which involved people directly or indirectly helping Fr. P. Viewed retrospectively through the eyes of faith, I could see how these moments produced a chain of events that led ultimately to Fr. P. going to the US with his sister, W.. Such are the ways of Providence. The Lord was definitely working!
We brought Fr. P. to M. Hospital in Miami where he was welcomed and treated with great care as he underwent a CT scan and then an MRI – all while staying in the critical care unit at the Hospital. Fr. P. ultimately had a brain biopsy that, unfortunately, revealed that the tumor was malignant. During the ensuing days Fr. P. declined and then died – always accompanied by his faithful sister. I had gone to Italy the day before his death, not expecting that Fr. Pierre would die so soon and anticipating that I would see him again – alive. Instead, the tumor had its way – at least for the moment.
May Fr. P. rest in peace. May his family be consoled in their grief. May Christ the High Priest give to all of them that peace that is beyond words.
Pie Jesu,
Agnus Dei,
Qui tollis peccata mundi,
Dona ei requiem.
Fr. Scott
CTF-SOS DRS is now present and providing disaster relief on 5 continents: in Chile (S. America); Haiti and the US (N. America); Italy (Europe), Philippines (Asia), and Kenya (Africa).
Many thanks to all of those who are part of the effort. Please consider supporting our efforts. We need your help and so do those we are serving.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Earthquake in Abruzzo 14 – The CTF in Aquila, Italy
On May 22, 2010 as part of the Saint Camillus Project and its associated Rainbow Study, the CTF and its collaborators will be in Aquila, Italy – the epicenter of the April 2009 earthquake – for 3 events.
1. There will be a course on counseling directed at helping people deal with a traumatized pediatric population. Attending the conference will be healthcare professionals including pediatricians. Dr. Raffaele Arigliani is coordinating the course.
2. Those responsible for the present psychological and pastoral support being offered to aid workers and clergy in Aquila on behalf of Project Saint Camillus will meet to review their efforts and to discuss the newest development of the Project – La Torretta. This is a house established by the CTF in conjunction with Caritas Italia and Caritas Aquila to help children and families deal with the trauma of the earthquake through a series of therapeutic modalities.
3. The board of the Rainbow Study is scheduled to meet on May 22 in the afternoon.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )
Terremoto in Abruzzo 12 – Riunione Board Studio Rainbow
Confermo la riunione del Board di Studio Rainbow per mercoledi 5 maggio presso la sede dei Camilliani in Piazza della Maddalena con inizio alle 10,30 in non stop fino alle 13,30.
Gli argomenti proposti all’ordine del giorno che verrano aggiornati sono:
- Resoconto stato attuale aspetti organizzativi Studio (modalità di raccolta, CE, invio – raccolta schede, database, ecc…) (Marisa – Nadia)
- La raccolta delle schede sul campo (Piero-Adima)
- La programmazione delle visite neuropsichiatriche sul campo: chi?(Stefano), dove? (Adima-Daniela-Piero), quando? (Nadia – Raffaele)
- Prospettive d’ realizzazioni a breve: Incontro all’Aquila del 22 maggio (Raffaele-Donato), Raccolta fondi dal Rotary (Maria Rosaria), Padre Scott in Italia (Marco-Scott in teleconferenza); Presentazione del Centro La Torretta (Daniela -Walter), Festa di San Camillo il 25 maggio? (Scott)
- Il tour a Boston e la esperienza ad Haiti: quali concretizzazioni, quali prospettive (Stefano-Raffaele-Scott)
- Varie ed eventuali
Un caro saluto ed a rivederci mercoledi!
Raffaele Arigliani
cell:3284108658
e-mail:raffaelearigliani@gmail..com
Terremoto Haiti 36 – Riflessione Personale – Dr. Raffaele Arigliani
Dr. Raffaele Arigliani
24-04
Oggi arrivo ad Haiti dagli USA, dove abbiamo passato degli interessantissimi giorni in contatto con il top del mondo scientifico all’Harvard University, presso il Boston Children Hospital e poi visitando Boston. Sono state giornate molto proficue, che hanno confermato l’interesse del mondo accademico allo studio del PTSD e al progetto Rainbow. E’ nata quindi una concreta collaborazione per Rainbow con il BCH, mentre anche su percorsi di formazione al counselling in pediatria si sono avuti interessanti contatti.
All’arrivo ad Haiti il caldo umido ti accoglie come uno schiaffo. Per fare vedere il passaporto di fatto devi passare circa 20′ in un corridoio di trasferimento, senza aria condizionata. E’ come fare un bagno turco!!! L’incertezza è anche se trovi o meno i bagagli , o se lo trovi ancora chiuso! Recuperata la valigia benedico il fatto che ci siano amici di Scott ad attenderci. Di fatto vi è una calca esagerata di persone. Portiamo il bagaglio al camioncino. Provo ad entrare a sedere ma mi viene indicato di salire dietro…. con i bagagli!! Quindi in questo modo per me inusuale (che ora capisco è il modo solito di viaggiare qui!) arriviamo all’ Ospedale Pediatrico St. Damian, che ci ospiterà in questi giorni.
Obiettivo di questo viaggio è prendere contatti e contribuire a valutare la possibilità di realizzare attività di assistenza pediatrica di primo livello, con l’aiuto della Pediatria Italiana, in un’attenzione sia ai bisogni clinici ma anche ad inquadrare problemi psicologici conseguenza del terremoto (PTSD), sul modello di quanto realizzato in Abruzzo, ovviamente adattato alle esigenze del posto, senz’altro ben più drammatiche..
In Ospedale vi sono le tende della protezione civile italiana ad accoglierci. I volontari si offrono di mostrare l’Ospedale. Mi fanno notare come siano poveri i mezzi diagnostici a disposizione, al di sotto degli standard cui siamo abituati da noi. Tuttavia , scoprirò a breve, il St. Damian Hospital è molto avanti rispetto agli standar di Haiti! E po, fatto fondamentale, grazie alla Fondazione Rava, assiste i bimbi senza che farli pagare!!!
La cena è un pò di fortuna, perchè di fatto il pranzo viene organizzato dall’ Ospedale, mentre per la sera bisogna adattarsi. La birrà è però abbondante e ben fresca!!!!
26-04
Con una mattinata snervante, in cui le ore sono trascorse aspettando che ci fosse un appuntamento al Ministero della Sanità di Haiti, poi rimandato, finalmente alle 16 siamo riusciti a partire, diretti alla bidonville che è nel centro della città. Abbiamo attraversato la città. La vita si svolge sui marciapiedi, dove le macchine e i vecchi camion, tutti da rottamare secondo i nostri parametri, riempono l’aria di uno smog denso, misto alla polvere delle macerie: è come si fosse stabilmente in una galleria, con il traffico folle, disordinatissimo. Ai margini delle strade la gente è ammonticchiata, ha il tavolo o anche una capanna , con le acque di scolo che, quando va bene, scorrono in un canalino profondo una trentina di cm dal piano della strada, più spesso in un solco al livello del terreno, da cui non di rado fuoriescono. Spesso trovi fuochi alti, dove viene bruciata la spazzatura, soprattutto plastica. Ne fuoriesce un fumo denso, che ti entra nei polmoni. Vi sono zaffate di odori intensi, difficili da tollerare.
Le case crollate e ancora tutte pericolanti sono dappertutto. E non vedi una ruspa per rimuovere le macerie ma solo qualcuno con vanghe. Ci vorranno anni per toglierei i detriti! Eppure sui muri in bilico, sul solaio inclinato e appoggiato su un solo pilastro, vedi le persone che cercano di vendere qualcosa, e ti spunta dappertutto la testa di un bambino! Le tendopoli si vedono dalla strada, ma entrarci è sconsigliato fortemente perchè il rischio di essere aggrediti e rapinati è alto.
Con Padre Scott siamo andati da un suo confratello che aveva una chiesa, in parte crollata. Lui non c’era ma un seminarista, Gilbert, ci ha offerto di accompagnarci per farci vedere che cosa realmente vive questa gente. Abbiamo così attraversato a piedi le capanne intorno alla Chiesa semi crollata. In queste baracche non vi è ne acqua ne bagni, sono di lamiera, addossate le une alle altre, di pochi metri. Tra le baracche un serpentello di acque sporche e maleodoranti che bisogna di continuo scavalcare e si ingrossa con la pioggia.
Ma quando passavi in compagnia di Gilbert questa scena, che già intravista dalla macchina sembrava e rimane mostruosa e assurda, cambiava. Perchè incontravi i volti delle persone. Quasi sempre ci hanno salutati loro per primi, sorpresi della nostra presenza, mentre guardandoti negli occhi dicevano bonjour. Così un bambino ti chiedeva il 5, un ragazzo con la gamba amputata e poggiandosi sule stampelle di poggiare il pugno sul suo, mentre i bambini spuntavano da ogni baracca e si avvicinavano. Non ho avuto il coraggio di fotografare queste baracche , le acque marce che scorrevano, i maiali e le capre che si muovevano tra la sporcizia : anche solo documentare mi sembrava troppo!!!! Fotografare mi sembrava un ulteriore insulto, non si può mostrare la loro sofferenza come fosse uno spettacolo !!!!
Poi il nostro accompagnatore ci ha invitato a fotografare, per denunciare ad alta voce come vivono: in poche centinaia di metri, senza ne acqua ne luce , ne fogne, ne bagni vi sono 580 famiglie e oltre 1000 bambini!!!
Allora ho iniziato a fare foto mentre oramai calava il crepuscolo e si doveva venire via, cercando di strappare al buio il messaggio di dolore di questa gente. Ed i bambini accorrevano per farsi fotografare e vedere poi il proprio viso nella macchina digitale, ed allora è diventato giocare con loro e non si voleva più andare via, ma Gilbert ce lo ha imposto perchè diventava troppo pericoloso.
Con Padre Scott durante il ritorno ci siamo detti che non possiamo andare via senza che si faccia qualcosa per aiutare questa gente!!!! Il rientro tra le sicure mura dell’ Ospedale St. Damian, potersi fare una doccia, mangiare seduti, i bagni, le zanzariere: un’altro mondo!!!
27-04
Stamane alle 5,30 partiamo, a bordo del camioncino di padre Rick, il fondatore dell’ Ospeale St. Damian ad Haiti. Siamo in 10 tra medici e volontari, molti dall’ Italia e alcuni di Haiti. Si viaggia in piedi sul camioncino, perchè la strada piena di buche non permette di stare seduti. Obiettivo è di attraversare Port Au Prince per andare sulla collina dove era la casa dell’infermiera che lavorava all’ Ospedale Sant. Damian, casa crollata seppellendo lei e la sua famiglia. Già a quest’ora le strade sono affollatissime.
Dopo circa 45′, ai piedi di una collina il camioncino svolta a destra. Ci si immette in uno scenario apocalittico. Tutte le case della sono crollate, come le carte di un domino. La strada che percorriamo è di fatto piena di macerie e solai e calcinacci in bilico incombono. Di fronte questa vi è un’altra collina. Da qui si vede bene. Le case accartocciate sembrerebbero come nei film o nei cartoni animati. Solo che qui è tutto vero, non è un film!!! Dentro quelle mura, ora sotto le macerie, vi sono i corpi di centinaia di persone!
Padre Rick ferma il camioncino in un piccolo slargo e scende dal camion il tavolo pieghevole che dovrà fare da altare per la messa in suffraggio di Immacolata. Si poggia l’altare ai bordi della casa crollata. Quelli del posto sopravvissuti vengono per cantare la messa della loro amica perduta. Sotto l’altare le macerie della casa, che era di tre piani, crollati uno sull’altro, come le case vicine. I corpi non è stato possibili recuperarli.
I canti degli Haitiani si alzano alti, dolci. Padre Rick con coraggio, accompagnato da due giovani, scende tra le macerie per spandere l’incenso e l’acqua benedetta su quelle mura crudeli. Gira a lungo e ad un tratto uno dei giovani richiama la sua attenzione. Padre Rick si china. Poi strappa dalle macerie uno straccio e raccoglie qualcosa, mettendola in uno scatolo. Ritorna all’altare con le lacrime agli occhi. La messa continua tra canti e commozione. Durante il segno della pace ciascuno da la mano a tutti: ognuno vuole testimoniare di essere fratello dell’altro, e questo vale pienamente anche per quei volontari, non credenti, che hanno però voluto esserci, comunque. Si stringono mani callose, mani forti, e la comunione con questo popolo, si sente viva. C’è un’aria profondamente sacra. Al termine Padre Rick libera l’altare e, poggiato lo scatolo sul tavolo della celebrazione, lo avvolge con la tovaglia della messa, facendo attenzione che la croce rimanga sulla sommità, quale coperchio. Quindi ci dice: “Ho trovato: la testa di un bambino. Non sappiamo chi sia , non può essere il bimbo che Immacolata aveva adottato, perchè il livello della sua casa era troppo in basso, ma non potevamo lasciarlo abbandonato”…..E tra il silenzio commosso, lo accompagniamo alla macchina, quasi come un funerale…
Il viaggio di ritorno alle 7,00 del mattino fino all’ Ospedale St. Damian è durato più di un’ora. Si attraversa la città e le polveri te le senti appiccicarsi sulla pelle, in una realtà di desolazione e bisogno estremo. Ma nessuno di noi ha parlato per tutto il tempo del viaggio, in un silenzio che racconta come mai.
Read Full Post | Make a Comment ( 2 so far )Earthquake in Abruzzo 11 – Progetto San Camillo, Studio Rainbow
Terremoto Abruzzo – 10 Progetto San Camillo -
Marco and I got off the plane on the morning of April 22, 2010 in Boston, Massachusetts - tired after a long flight from Santiago through Miami but excited about what lay ahead of us in the great home city of the Red Sox (great because of Boston’s significant contribution to US history, etc. – not because of its baseball team: I confess to being a Yankee fan as I grew up in New York!).
Marco and I had just been in Chile spending time with our confreres there and moving forward with the disaster response in the wake of the earthquake of February 27, 2010. We were in Boston to meet two Italian physicians who had arrived from Rome, Drs. Raffaele Arigliani and Stefano Vicar - our two primary collaborators in Studio Rainbow.
With them we would be meeting 2 medical colleagues at Boston Children’s Hospital - Dr. William Barbaresi, MD [a specialist in pediatric developmental medicine] and Elaine, a clinical psychologist. Our plan was to look together at the progress of Studio Rainbow and to look for ways to collaborate in Italy and elsewhere, e.g. Chile and Haiti.
Marco and I stayed at Our Lady of Victories Parish. We were there at the invitation of Fr. Gerard Demers, a Marist and the superior of the community. We found OLV Parish with the help of Maureen Heil of the Propagation of the Faith in the Archdiocese of Boston. She has been a strong supporter of our disaster relief mission for some time, for which I am grateful.
The first day and then night was an opportunity to rest, pray and then spend time with friends over dinner. We were 7 in all that evening: Drs. Vicari and Arigliani, Marco, Dominic Surrrao – the webmaster of CTF-SOS DRS who lives in Boston, Maureen and Sr. Lisa – a missionary from the US who I have known for some time that works in the Dominican Republic and Haiti. In fact, Sr. Lisa and I had just seen each other in Port au Prince at the Chrism mass in front of the destroyed cathedral on Holy Thursday. Now Providence was bringing us together again.
The following day we had our meeting at Boston Children’s Hospital. The fraternal meeting was marked by an exchange of personal and professional information and then a serious examination of the details of the Rainbow Study – our challenges and our successes. We looked at possible areas of collaboration including: conducting an exhaustive review of the literature; an exchange of research personnel; common participation at international congress on PTSD, children and disasters that CTF-SOS DRS is planning for April 2011 in Italy; Dr. Barbaresi’s participation on the Board of the Study.
The meeting was a good opportunity to also discuss the situation of doing an “Abruzzo-like” study and intervention in Haiti and Chile. Doing them in the latter seems quite possible. As to such an undertaking in the former – the devastated country of Haiti – that possibility is yet to be determined. Dr. Raffaele and I will be going to Port au Prince on the 24th to determine just that.

L to R - Dr. Barbaresi, Marco, Fr. Scott, Dr. Raffaele, Elaine, Dr. Stefano (and two Studio Rainbow t-shirts for good measure!)
The visit to Boston ended with a nice walk through Boston Common and a meal on the evening of the 23rd – an opportunity to both appreciate the beauty of God’s creation and to thank Him for the progress we are making in implementing Studio Rainbow.
Fr. Scott
Read Full Post | Make a Comment ( 4 so far )Terremoto in Abruzzo 10 – Progetto San Camillo/Studio Rainbow
13-04-2010 Terza News Letter Rainbow
Aggiornamento 8 – Studio Rainbow
Dr. Raffaele Arigliani
Cari Colleghi,
lo Studio Rainbow1 è attivo nella sua parte di raccolta dati, siamo quindi in una fase delicata e decisiva!!!! Ma andiamo per ordine con le News:
1. Un doveroso e caloroso ringraziamento va a tutti voi che avete accolto con tanta disponibilità (personalmente o tramite telefono, mail, ecc..) le dott.sse Nadia Mirante e Marisa Scognamiglio. La distribuzione del materiale è stata più faticosa e laboriosa del previsto: ci scusiamo per gli inconvenienti e per il fastidio che a non pochi di voi abbiamo arrecato!
2. Veniamo agli aspetti formali. Ad oggi hanno formalizzato la presa d’atto dello Studio i CE di Teramo, Pescara, Aquila, mentre nei prossimi giorni si concluderà l’iter burocratico per gli altri CE. Di conseguenza i Colleghi delle rispettive città dove già vi è il semaforo verde da parte dei CE possono partire a pieno regime. Per gli altri formalmente la partenza deve essere procrastinata di qualche giorno, anche se sappiamo che diversi stanno già informalmente contattando i pz randomizzati, tanto per avviarsi con il lavoro (approfittando di chi viene allo studio, ecc….). Al riguardo una nota di tranquillità: visto che siamo partiti in ritardo è ovvio che potremo procedere con la raccolta fino a tutto giugno e per chi non ce la facesse anche fino ai primi di luglio. Non sono pochi giorni in più o in meno che condizioneranno i risultati, mentre è la qualità del dato raccolto che conterà! Pocihè vi erano dubbi interpetrativi si conferma che il consenso informato è valido anche se firmato da uno solo dei genitori perché l’altro assente. Se i genitori sono separati o vi sono controversie a voi note, conviene però, per un eccesso di cautela , raccogliere il consenso da entrambi. Una copia del consenso rimarrà a voi (non deve essere inviata alla segreteria!), l’altra sarà consegnata al genitore.
3. Il dott. Piero Di Saverio ha confermato che il Congresso FIMP nazionale di fine settembre ospiterà un’intera sessione dedicata allo studio Rainbow, a conferma del grande interesse che il Vs lavoro ha per l’intera Pediatria e anche verso l’insieme della comunità scientifica mondiale (Padre Scott e l’intero Board stanno lavorando con l’obiettivo di realizzare nel 2011 un Congresso internazionale all’ Aquila sul PTSD).
4. Il Corso fatto a gennaio è stato approvato dalla Commissione ECM. Sono stati riconosciuti 13 crediti ECM ai partecipanti e nei prossimi giorni riceverete sulla Vs mail l’attestato ECM da parte della segreteria IMR. Si conferma anche, sia per chi aderisce allo Studio attivamente ma anche per chi comunque ha partecipato a gennaio, l’offerta di una giornata di focus group sull’esperienza attuale e gli effetti della formazione ricevuta sulle tematiche del counselling e del PTSD. I corsi si terranno il 22 maggio per la zona di Pescara e il 5 giugno per i Pediatri di Aquila, ecc.. Anche queste giornate sono accreditate ECM (non sappiamo ancora i crediti). Sarà un’occasione per approfondire “in diretta” l’esperienza fatta e in corso ma in definitiva sarà utile per passare dagli enunciati teorici del counselling a come applicare nel concreto metodiche di problem solving e confronto efficace su temi e esperienze reali. Insomma sarà un’occasione per accrescere il” saper fare” con grande attenzione al “saper essere” (se posso prendere in prestito una frase spesso sentita dal grande maestro prof Panizon! )
5. Ritornando agli aspetti pratici il lavoro di organizzazione generale prosegue a ritmi intensi. Raccogliendo i vostri suggerimenti si è concordato che il modo più pratico e meno faticoso per voi sia spedire tramite posta, ogni 15 giorni, le schede raccolte. Per rendere più agevole il lavoro a giorni vi verranno recapitate presso il Vs studio buste già preaffrancate, in cui sarà sufficiente inseriate le schede e poi spedirle.
Queste le notizie in sintesi. Ovviamente tutto il Board è a disposizione e in particolare la dott.ssa Nadia Mirante (cell. 3490757873 – e-mail: nadia.mirante@opbg.net) e per gli aspetti di segreteria la Sig.ra Marisa Scognamiglio (cell. 3495266045 – e-mail: studiorainbow@imr-net.it) sono attive e disponibili a rispondere 24 ore su 24 (o quasi !!!!!)
A ciascuno un caro saluto e a presto risentirci.
Raffaele Arigliani
Per il Board di Rainbow – Progetto San Camillo
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 9 – Progetto San Camillo/Studio Rainbow
Terremoto Abruzzo un anno dopo: cosa è stato fatto?
Prima parte
È trascorso un anno dal giorno in cui un terremoto di 5,8° della scala Richter ha distrutto la città dell’Aquila e i paesini vicini. 308 persone persero la vita, 1600 furono i feriti, più di 65.000 gli sfollati. Da quando la notizia, a mezzo stampa, iniziò a fare il giro del mondo, enti e associazioni di vario genere si sono attivati per portare soccorso alle popolazioni colpite. Per molti mesi non si parlò d’altro. Poi, il silenzio. Ma se da un lato l’attenzione dei media si è spostata su altri fatti di cronaca, dall’altro non è venuto meno l’interesse e il lavoro da parte di chi in questa situazione si è inserito in maniera concreta, lavorando in silenzio, lontano dai riflettori. Tra questi, i Camilliani e in particolar modo la Camillian Task Force, hanno fatto sì che il loro aiuto continuasse nel tempo, avviando alcuni progetti che nel corso di questi mesi hanno visto il coinvolgimento di varie persone, sia come semplici cittadini, sia come rappresentanti di enti.
Per tale motivo, la CTF central vuole rendere partecipi quanti insieme ad essa hanno creduto nei progetti avviati a favore dell’aquila ferita, offrendo il loro prezioso aiuto affinché ritornasse a volare. Riportiamo di seguito i risultati raggiunti nel corso di quest’anno.
Studio Rainbow
Background
All’interno del “Progetto San Camillo”, in collaborazione con IMR (Italian Medical Research) e l’Ospedale Bambin Gesù di Roma, ha preso vita lo Studio Rainbow. Lo studio, finalizzato a comprendere gli effetti del trauma sulla psiche dei bambini, vede la partecipazione di 54 PdF e di un campione di 7.200 bambini e adolescenti, di entrambi i sessi, di età compresa tra i 6 e i 14 anni esposti al terremoto del 6 aprile. Inoltre, tale studio mira a formare i Pediatri di Famiglia (PdF) e il personale scolastico sul riconoscimento dei sintomi del disturbo post traumatico da stress (PTSD) sulla popolazione infantile.
Apprezzato dal Presidente della Regione Abruzzo che ha inviato parole di incoraggiamento per il proseguimento dello stesso, il progetto è stato presentato alla stampa nello scorso gennaio suscitando grande risonanza in più di 20 testate giornalistiche. Attualmente è in corso la fase di “istruzione pratica” del progetto- curata dalla Dottoressa Nadia Mirante (psicologa sperimentale del Bambin Gesù di Roma, esperta di sistemi statistici e informatici) e dalla Sig.ra Marisa Scognamiglio (segretaria dell’IMR) – mirata alla raccolta del materiale e della campionatura dei pazienti e all’incontro con i vari pediatri per fornire loro ulteriori indicazioni per le procedure di raccolta dati. Sono in stato di svolgimento inoltre, i contatti operativi sia con l’Università dell’ Aquila che con lo Istituto Superiore di Sanità, con il comune obiettivo di conoscere e condividere i diversi progetti ed essere sempre più sinergici. Infine si prevede l’attivazione di uno spazio web per i partecipanti allo Studio.
Formazione
Tra gli obiettivi raggiunti, si possono annoverare:
- il corso di “Formazione Formatori” realizzato a Loppiano nel luglio 2009
- quelli corsi di formazione al Counselling tenutisi nel mese di gennaio 2010 e rivolti ai PdF
- i corsi accreditati dalla IMR per la formazione continua (ECM) che la Regione Abruzzo ha reso obbligatori per tutti i Pediatri di famiglia abruzzesi.
- i corsi realizzati attraverso la rete camilliana del Centro di Formazione di Verona a favore del personale Caritas di Pescara e L’Aquila. Questi corsi sono stati attivati a luglio 2009 ed ancora continuano a cadenza regolare.Obiettivo della formazione è l’abilitazione del personale Caritas alla gestione delle dinamiche personali che si instaurano in una situazione conflittuale ed al colloquio pastorale.
Casa Stella Polare
Estensione dello Studio Rainbow è il progetto Casa Stella Polare che avrà sede alla Torretta, quartiere de L’Aquila. La Casa, nodo del sistema di diagnosi, prevenzione, cura e trattamento del PTSD in età evolutiva sarà gestita dalla CTF che affiderà i vari compiti a professionisti ed a membri di Caritas Diocesana L’Aquila. Coordinerà l’attività scientifica la Dott.ssa Daniela Consales (psicologa e psicoterapeuta). Il Centro, oltre a supportare lo Studio Rainbow, offre un servizio ai bambini aquilani, diventando per loro un luogo di aggregazione e di cura.
Diversi studi condotti (Pina A. A. et al., 2008, Luterbach D. et al., 2007, Bokszcanin A., 2008,) su soggetti in età evolutiva hanno, infatti, evidenziato alcuni elementi personali (per esempio il coping attivo e la capacità di giudizio), sociali (la presenza di una comunità; le relazioni interpersonali) ed educazionali (il sostegno paterno, il supporto familiare) che possono fungere come fattori protettivi per la sindrome da stress post traumatico.
Emilia Contarino
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 8 .. Progetto San Camillo – Studio Rainbow – Presentazione Dr. Raffaele Arigliani
Ecco una presentazione powerpoint di Progetto San Camillo/Studio Rainbow fatta da Dr. Raffaele Arigiliani il responsabile di Program Rainbow. Questa presentazione fa parte del corso al quale partecipano i pediatri per sensibilizzare loro al PTSD ed anche per preperarli fare parte dello Studio Rainbow.
Progetto San Camillo – Studio Rainbow – Presentazione – Dr. Raffaele Arigliani
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 7 – Riassunto Studio Rainbow (Progetto San Camillo)
- Titolo del progetto: STUDIO RAINBOW1: Storia naturale dei Disturbi da Stress Postraumatico (PTSD) nei bambini abruzzesi esposti al terremoto dell’aprile 2009
Board
- Direttore: Stefano Vicari, MD, Primario Neuropsichiatra Infantile, Osp. Ped. Bambino Gesù, Roma
- Alberto G. Ugazio, MD, Direttore Dipartimento di Pediatria Osp. Ped. Bambino Gesù, Roma
- Aberto E. Tozzi, MD, UO Epidemiologia, Osp. Ped. Bambino Gesù, Roma
- Adima Lamborghini, MD, Pdf, Pdf Abruzzo e Vice presidente SIMEUP Abruzzo
- Vittorio Nozza, Caritas Italia
- Donato Salfi, Psicologo-Psicoterapeuta, Docente IMR, Docente Università di Bari
- Fiorella Monteduro, Psicologa-Psicoterapeuta, Avezzano (AQ), Presidente ISAC Pro,
- Giovanni Valeri, MD,Neuropsichiatra Osp. Ped. Bambino Gesù, Roma
- Mariarosaria Filograna, MD, Pdf, Rotary
- Marta Ciofi degli Atti, MD, Dir. Sanitaria, Osp. Ped. Bambino Gesù, Roma
- Piero Di Saverio, MD, Segretario FIMP Abruzzo e vicesegretario Nazionale FIMP, Teramo
- Raffaele Arigliani, MD, Direttore IMR e Segretario Gruppo Italiano di Counselling in Pediatria
- Scott Binet, MD, president SOS Doctors, Responsabile Camillian Task Force (CTF), Milwaukee (USA)
- Basi scientifiche e obiettivi della ricerca.
Molte Regioni italiane sono a rischio di terremoti e disastri ambientali. Il 6 Aprile 2009 un terribile terremoto ha interessato la città dell’ Aquila e in maniera diversificata gran parte del territorio abruzzese, mietendo centinaia di vittime tra morti e feriti e costringendo all’abbandono delle proprie casa circa 30.000 persone. Poche informazioni vi sono in Italia di quale sia l’impatto psicologico e i fattori facilitanti o ostacolanti il Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD), a distanza di più di 6 mesi dall’evento, nei bambini e adolescenti che hanno subito questo tipo di eventi. Inoltre i Pediatri di famiglia (pdf) scarsa formazione nel tradizionale iter di studi sulle abilità di counselling e su come riconoscere, affrontare e inviare eventualmente allo specialista Neuropsichiatra Infantile e Psicologo i bambini o ragazzi con PTSD . Obiettivi:
- Misurare, a distanza di 12 e di 24 mesi dal trauma, la prevalenza del PTSD in un campione di bambini e preadolescenti esposti al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo.
- Testare la sensibilità e la specificità della scheda CBCL come strumento predittivo di diagnosi di PTSD
- Sintetizzare la conoscenza rintracciabile nella letteratura internazionale su questa sindrome
- Identificare i fattori di rischio e i fattori protettivi del PTSD nella popolazione pediatrica abruzzese.
- Valutare l’utilità percepita dei Pediatri di un breve percorso di formazione al counselling e al PTSD
- Tipo di Studio: Multicentrico
- Tipologia dei soggetti: patologia: sani e affetti da PTSD
Sesso: M e F
età: 3-14 anni
- Numero di soggetti da includere (nel caso di sperimentazione multicentriche, indicare anche il loro numero complessivo) :7.200
- Criteri di inclusione: bambini di età compresa tra 3 e 14 anni seguiti dai pdf arruolati
- Criteri di esclusione: non accettazione proposta arruolamento
- Disegno sperimentale osservazionale di coorte.
- Considerazioni statistiche
I dati raccolti saranno sottoposti ad analisi statistica al fine di rispondere alle domande di studio relative all’ epidemiologia del fenomeno e all’ individuazione di fattori di rischio e di fattori protettivi:
- Durata dello studio :
24 mesi. Inizio studio 1 marzo 2010. Fase preliminare di formazione inizio luglio 2009.
10. Criteri per la valutazione dei risultati, inclusi eventuali questionari sulla qualità della vita :
Stima, a distanza di 12 e di 24 mesi dal trauma, della prevalenza del PTSD in una coorte di bambini e adolescenti esposti al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo.
Misura del grado di correlazione tra fattori personali, familiari, relazionali, sociali ed educativi e i sintomi di PTSD per individuare e descrivere fattori di rischio e fattori protettivi del PTSD nella popolazione in studio a 12 e 24 mesi dall’evento.
Raccolta dei dati preliminari sui criteri di appropriatezza professionale, relazionale e organizzativa, sulla sostenibilità percepita e sugli esiti relativamente al processo di riconoscimento dei sintomi di PTSD che viene implementato dai Pediatri di Libera Scelta dopo una specifica formazione nelle abilità di counselling.
11. Fattibilità dello studio
Gli aspetti organizzativi e il data management saranno a cura della IMR. Saranno arruolati per lo studio PTSD 7200 bambini rivisti dopo 12 mesi . Si stima che 1440 bambini saranno sottoposti a visita specialistica neuropsichiatrica.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 6 – Studio Rainbow (Progetto San Camillo) – Terremoto Abruzzo
Lo studio Rainbow1 : aggiornamento al 10-02-2010
di Raffaele Arigliani (Direttore della Italian Medical Research)
Mentre tutti noi siamo vicini a Padre Scott, Fra Luca e ai Camilliani che stanno operando ad Haiti per dare immediato sollievo alle immani sofferenze di quella terra, sta altresì continuando lo sforzo del CTF in Abruzzo.
E’ infatti partita la fase operativa dello studio Rainbow1, finalizzato a comprendere gli effetti del trauma sulla psiche dei bambini, nella speranza che le informazioni che si raccolgono, aumentando le conoscenze scientifiche, servano a costruire modelli d’intervento sempre più efficaci ad alleviare le sofferenze di altri bambini nel mondo.
Il progetto Scientifico Rainbow1 studia quindi il disturbo da stress post traumatico (PTSD) a distanza di un anno dal terremoto che ha colpito la città dell’Aquila il 3 aprile 2009, per rispondere a semplici ma essenziali domande: qual’è la reale incidenza del PTSD nei bambini? quali sono i fattori personali e sociali che aiutano a superare il trauma? Si possono applicare efficacemente test di screening per la diagnosi di PTSD? Quale efficacia hanno iniziative di formazione e sostegno psicologico ai Sanitari che devono curare i bambini che vivono sui luoghi del trauma?
Lo Studio, fortemente voluto dal CTF, è coordinato per la parte scientifica dall’ Ospedale Bambino Gesù di Roma e per gli aspetti organizzativi dalla Italian Medical Research -IMR- (Società da me diretta, specializzata in formazione al counselling e ricerca scientifica). Partecipano la Caritas, il Rotary, le Associazioni Pediatriche SIP e FIMP.
Rainbow1, che ha avuto l’approvazione formale del Comitato Etico dell’ Ospedale Bambino Gesù di Roma, si configura come lo studio sul PTSD in età pediatrica più ampio e articolato mai realizzato al mondo (in allegato una breve sinossi dello studio – Aggiornamento 6 ). Il progetto è stato presentato alla stampa nello scorso gennaio ed ha avuto grande risonanza, con articoli da parte di oltre 20 testate giornalistiche .
Cosa si è fatto finora? Nel luglio 2009 si è partiti con la Formazione dei Formatori, di coloro cioè che poi dovranno tenere corsi ai Sanitari e agli Insegnanti. Dal 15 al 17 gennaio e poi dal 29 al 31 gennaio si sono invece tenuti corsi di formazione al Counselling per i Pediatri di famiglia, Corsi accreditati dalla IMR per la formazione continua (ECM) e che la Regione Abruzzo ha reso obbligatori per tutti i Pediatri di famiglia Abruzzesi. Tali corsi sono stati molto apprezzati dai pediatri, che hanno rilasciato commenti lusinghieri e incoraggianti, mentre intensa è stata la partecipazione emotiva particolarmente dei pediatri dell’Aquila, che hanno avuto il coraggio di mostrare come siano ancora aperte nei loro cuori le ferite psicologiche del trauma subito e di come sia quindi importante l’attività intrapresa. Diversi politici sono intervenuti per salutare i Pediatri e anche il Presidente della Regione Abruzzo ha inviato un messaggio con toccanti parole d’incoraggiamento per il progetto, ritenuto di grande significato e molto importante per le sue potenziali ricadute positive sui bambini abruzzesi.
Adesso siamo alla impegnativa fase di reclutamento dei Pediatri per lo studio e di campionamento della popolazione di bambini da studiare. Dalla metà di marzo inizierà la somministrazione ai bambini delle schede di raccolta dei dati. Tanto per dare un’idea della mole di lavoro: i fogli di carta che si stanno stampando per lo studio sono oltre i 150.000 !!!! Vi terremo quindi aggiornati su come procede Rainbow1.
Raffaele Arigliani
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Terremoto in Abruzzo 3 – Confenza Stampa – Studio Rainbow – Avvenire
Invito conferenza stampa
Terremoti e salute dei bambini:
al via in Abruzzo la prima ricerca mondiale degli effetti sulla psiche dei più piccoli.
Giovedì 14 gennaio 2009 alle ore 11 sarà presentato a Roma presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù (Aula Salviati, Piazza Sant’Onofrio, 4) il più ampio e articolato studio scientifico mai realizzato nel mondo relativo agli effetti sulla psiche e sulla salute dei bambini e dei ragazzi esposti a catastrofi naturali.
L’iniziativa, promossa dalla Camillian Task Force con il coordinamento scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, vede coinvolti i pediatri abruzzesi per la raccolta dei dati sul campo e la Caritas Italiana come sostenitrice del progetto.
Alla conferenza stampa di presentazione prenderanno parte:
Giuseppe Profiti, Presidente Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
Padre Renato Salvatore, Superiore Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi – Camilliani
Alberto G. Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria
Stefano Vicari, Responsabile Neuropsichiatria Infantile Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
——– ————————————————————————— –
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS
Servizio Comunicazione e Relazioni esterne
Responsabile: Marco Magheri
Piazza S. Onofrio, 4 – 00165 Roma
Tel. 06-6859.2390-2612
Mobile 338-8440460
Fax 06-6859.3825
E mail: ufficiostampa@opbg.net
www.ospedalebambinogesu.it
Avvenire
Al Bambino Gesù parte il progetto Rainbow , per valutare l’incidenza della sindrome postraumatica da stress su circa 7200 piccoli abruzzesi
Gli effetti dei disastri sulla psiche dei bimbi
DA R OMA P AOLA S IMONETTI
-
Inevitabilmente il pensiero è andato anche ai bambini di Haiti sopraffatti da macerie e orrore. Nel presentare ilProgetto Rainbow dedicato ai piccoli terremotati d’Abruzzo, dottori e professori dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, nell’infanzia haitiana hanno visto un orizzonte, un obiettivo grande da raggiungere per guarire vite segnate dal dolore, per le quali la Federazione pediatri del sudamerica ha già lanciato un appello al nosocomio romano, che si è detto pronto a partire per fornire sostegno.
-
Tuttavia, sul tema specifico oggi è ancora il tempo della ricerca per il Bambino Gesù che, in collaborazione con l’Ordine dei Ministri degli Infermi – Camilliani e la Caritas, ha dato avvio al primo studio al mondo sugli effetti dei disastri nella psiche dei più piccoli. Un ambito scientifico oscuro « di cui si sa poco o nulla » , ha spiegato ieri presentando l’iniziativa, il professor Giuseppe Profiti, sottolineando come le uniche conoscenze in possesso degli studiosi siano ad oggi quelle sull’incidenza della Sindrome Postraumatica da Stress sugli adulti: per coloro coinvolti ad esempio in eventi bellici, il riscontro della patologia oscilla fra il 30 e il 60%. Per questo il progetto ha deciso di agire su un vasto campione, circa 7200 bambini dai 3 ai 14 anni interessati da un vasto screening attraverso test validati a livello internazionale, con la collaborazione di 80 pediatri su tutta la regione.
-
Due le fasi di un lavoro che si snoderà lungo due anni di attività, con un contributo Caritas pari a 300mila euro e che vedrà una prima parte di raccolta dati e una seconda dedicata alla formazione di decine di insegnanti e volontari con l’obiettivo « di sviluppare abilità di supporto attraverso interventi di educazione alla pro- socialità » . Lo spessore delprogetto infatti, hanno precisato con forza i promotori, « risiede proprio nel suo valore d’intervento: il riscontro statistico sui disturbi psicopatologici presenti sui bambini – ha spiegato il dottor Stefano Vicari – , ci darà modo di elaborare e applicare azioni e risorse adeguate per scongiurare una cronicizzazione dei disturbi e far sì che possano diventare adulti sereni, e di trasformarle in un modello esportabile in qualunque scenario traumatico » . In base al risultato del test a cui saranno sottoposti i piccoli abruzzesi, infatti, l’eventuale diagnosi sarà confermata da una successiva visita neuropsichiatrica; diagnosi che secondo le stime dei medici dell’ospedale pediatrico romano, potrebbero già attestarsi al 20-30% per i minori nell’epicentro del sisma e al 10% nel resto d’Abruzzo. « I segnali di risposta al trauma sono spesso evidenti hanno precisato i promotori del progetto -: paura intensa, senso di impotenza e orrore, il rivivere in maniera ossessiva il momento traumatico, ma presenti possono essere anche i disturbi del sonno, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme » . Oggetto dello studio, saranno anche tutti quei fattori ‘ protettivi’, che salvano un bambino dal disturbo psichico da trauma: ambiente, famiglia, inclinazione genetica.
Read Full Post | Make a Comment ( None so far )Rainbow Study Submitted to the Ethics Board of Bambin Gesu Hospital (Rome)
factors that either put children at risk of developing PTSD or protected
them. The envisioned intervention will be implemented in schools
and involves observing and promoting through modeling and teaching certain pro-social skills that may or may not be protective of developing PTSD. These include certain attitudes towards other students, behaviors, aggressiveness, etc.
« Previous Entries










