Terremoto in Haiti 1

L’indomani della catastrofe ad Haiti – il 13 gennaio – si diceva che la capitale del paese Port au Prince era devastata da un terremoto che ha provocato oltre 100 mila morti. “La capitale dell’isola caraibica, Port-au-Prince, non esiste piu’, e’ stata rasa al suolo”, ha raccontato sconvolto il console negli Stati Uniti, Felix Augustin. Il senatore haitiano, Youri LaTortue, ha parlato di mezzo milione di vittime. Il Paese, con quasi 10 milioni di abitanti di cui l’80% vive sotto la soglia di poverta’, “e’ distrutto”, ha riferito da Miami il presidente Rene’ Preval, che ha parlato di “migliaia di vittime”. 

A Port-au-Prince, il terremoto ha distrutto l’edificio che ospitava il quartier generale della missione dell’Onu (Minustah). Molte le vittime tra i caschi blu: e’ morto il comandante della missione, il generale tunisino Hedi Annabi, e con lui otto cinesi, tre giordani e undici brasiliani. In tutto, sono 200 i dispersi tra il personale internazionale delle Nazioni Unite. E’ crollato anche il parlamento e la cattedrale, mentre il palazzo presidenziale e’ rimasto gravemente danneggiato. Il presidente Usa ha garantito ogni risorsa a disposizione dell’America “per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari agli haitiani”. Tre dei quattro ospedali di Port-au-Prince sono crollati e l’unico ancora attivo e’ al collasso. Nella capitale si e’ sbriciolata anche la prigione e decine di detenuti sopravvissuti sono riusciti a evadere. E’ caos totale nel Paese, dove si segnalano gia’ i primi atti di sciacallaggio. I peacekeeper dell’Onu stanno tentando di mettere in sicurezza le armi.

La terra e’ tremata martedi’ alle 22.53 ora italiana (le 16.53 a Haiti): la prima scossa potentissima, con epicentro a una ventina di chilometri dalla capitale, e’ stata seguita da altre decine di assestamento. La catastrofe ha innescato la macchina degli aiuti umanitari: dalle Nazioni Unite, all’Unione europea, dall’Italia alla Spagna, sono partiti subito i primi mezzi di soccorso per la popolazione dell’isola caraibica. 

Photostory – Le foto – le conseguenze della catastrofe 

La Camillian Task Force (CTF Central insieme a SOS DRS  negli Stati Uniti) si è subito mobilitata ad appoggiare in nostri confratelli camilliani in Haiti dalla Provincia Piemontese. Insieme alle Ministre degli Infermi che stanno anche a Port au Prince i camilliani aiutavano i feriti al loro centro sanitario. 

Ad Haiti i Ministri degli Infermi – Camilliani gestiscono un centro sanitario, un centro di formazione (seminario) ed un centro di riabilitazione motoria per bambini. Sull’isola si trovano quattro religiosi, tre italiani ed uno africano del Burkina Faso insieme ad alcune sorelle Ministre degli Infermi che operano in ospedale e in un centro per l’alfabetizzazione delle donne. Stanno tutti bene e in questi giorni sono in piena attività di soccorso. Dopo  il disastro per quasi due giorni non si aveva notizie dei cinque studenti di teologia che si trovavano nella capitale per frequentare la scuola, crollata a causa delle scosse.

Ma l’altro ieri P. Antonio Menegon è riuscito a contattare il P. Cresenzo Mazzella, superiore della Comunità camilliana di Port au Prince e ci da questa bella notizia: tutti i 5 seminaristi camilliani sono ritornati in casa nostra, stanno bene e sono già al lavoro nel nostro ospedale. Deo gratias!

Solo nella giornata di mercoledì 13 gennaio, presso il centro sanitario (non essendo stato danneggiato dal sisma, se non nelle vetrate e negli arredi interni) sono state ricoverate oltre 500 persone. Una cifra elevata che permette di immaginare in quali condizioni operino i religiosi ed il personale sanitario locale. Il nostro ospedale  è in discreto stato e funziona a pieno ritmo: al momento presente ce ne sono un centinaio di terremotati che occupano ogni spazio possibile. Vi lavorano solo 3 medici e 3 infermieri, oltre naturalmente tutti i membri della comunità.

Tutte le altre strutture Camilliane, di recente costruzione, sono in piedi anche se con danni alle finestre e agli arredi. Difficili sono le comunicazioni essendo saltate le line elettriche e quelle telefoniche, anche i cellulari hanno ormai scaricato le batterie.

La Camillian Task Force (CTF) si è subito mobilitata e sta valutando in queste ore le modalità per l’invio di una equipe. Stanno preparando una lista delle cose più necessarie che cercheremo di inviare al più presto.

          

La comunità di Madian (Torino),  che  ha reso disponibili queste notizie, ringrazia per la solidarietà e collaborazione, e pensa di mettere insieme un team di personale medico e infermieristico da inviare quanto prima.

Anche lo staff della CTF Central di Roma sta organizzando un team guidato da Fr. Luca Perletti, MI e Padre Scott Binet, MI composto da personale medico-infermieristico, tra cui con tutta probabilità delle Suore Camilliane Ministre degli Infermi, per recarsi in breve tempo ad Haiti. L’unico problema, al momento,  è che non viene garantita alcuna sicurezza all’aeroporto di Port au Prince.

Noi della CTF come primo intervento impegniamo di inviare del denaro per l’acquisto di beni di prima necessità. Se qualcuno di voi volesse contribuire con una donazione, faccia il versamento nel seguendo conto bancario, con la casuale Terremoto Haiti.

IBAN:  IT 54 E0351203200000000011643 – Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°-  00193 Roma
BIC SWIFT: ARTIITM2, Reason: Terremoto Haiti

Padre  Scott Binet, MI

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