Terremoto Haiti 5 – CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 1

Terreemoto in Haiti 4

Fratel Luca Perletti, MI

Giorno 2

Il Boeing che da Madrid ci porta a Santo Domingo è pieno di gente allegra, spensierata, pronta al decollo di un volo che li porterà in un’isola di sogno. Tra i molti passeggeri anche tanti volontari che, si capisce, hanno Haiti come meta, essendo Santo Domingo il porto di approdo più sicuro. Si distingue personale di grandi Organizzazioni, ma si intravvedono anche giovani che partono con zaino in spalla e tanta buona volontà ed amore del prossimo: una popolazione eterogenea, guidata da un comune obiettivo!

All’arrivo a Santo Domingo si intuisce quanto questa parte dell’isola è solidale con i suoi vicini, vittime di ripetute calamità naturali. Ai volontari è dato un canale prefernziale e l’esenzione dalla tassa turistica, cose che permettono un relativo rapido accesso all’uscita. Certo, c’è tanta di quella gente che per uscire, dopo aver sbrigato tutte le formalità, ci mettiamo una buona ora.  Fuori ci attendono le suore passioniste che in una zona periferica della città gestiscono una scuola a favore di bambini poveri. Le Suore ci hanno aspettato per molte ore, essendo arrivate nel pomeriggio per accogliere altri due volontari del nostro gruppo, Leo e Angelo. Il sorriso caloroso con cui ci accolgono rivela tutto il loro affetto e l’assoluta mancanza di insofferenza o stanchezza per la lunga attesa. Le tre suore sono donne eccezionali e questo loro calore ci accompagna per tutto il tempo della nostra permananenza a Santo Domingo. Davvero ci rendiamo conto di aver attraversato l’Oceano per incontrare un altro modo di vivere la vita consacrata, semplice e radicata nella esperienza del popolo. Come è distante Roma e l’Europa in questo momento!

All’alba, dopo alcune ore di sonno interrotte dal canto del gallo e dal rumore dei mango maturi che cadono a terra, andiamo all’aeroporto di Fihueros, base scelta dai voli ufficiali UN per i trasporti del proprio staff e di volontari che ne abbiano fatto richiesta. Corriamo lungo la strada che ci porta a questa destinazione poiché una delle suore, dopo la lunga e faticosa giornata precedente, è rimasta a letto, addormentata. Ma di tempo ne abbiamo: nell’emergenza è difficile riuscire a pianificare tutto ed i contrattempi sono all’ordine del giorno. Malgrado questo, alle 6:30 in punto suor Schumacher (in effetti si merita il soprannome) ferma il veicolo alle porto dell’aeroporto.

Nella hall, in attesa, solo gruppi di volontari o membri di Organizzazioni quali Goal (Irlanda), Israelaid (Israele), WFP (World Food Program) che si occupa della gestione di questi trasporti. Con i nostri tre nomi in lista, cerchiamo di far imbarcare anche Leo e Angelo la cui partenza organizzata all’ultimo minuto non ci ha permesso di predisporre il volo da Santo Domingo a Port au Prince. Per una volta, tuttavia, la burocrazia lascia il posto alla umanità. Siamo infatti subito informati che le restrizioni sui pesi saranno ammorbidite, permettendo il trasporto di una maggiore quantità di materiale sanitario, alimentare, di mezzi tecnici di cui ci sarà grande bisogno in queste settimane. Anche i due volontari non prenotati riescono a trovare un posto sul piccolo Falcon che, purtroppo (quanti volontari non conoscono questi voli e si sobbarcano 18 ore di viaggio in autobus da Santo Domingo a Port au Prince!), risulta mezzo vuoto.

Il volo da santo Domingo a Port au Prince dura solo 45 minuti e ci permette di osservare dall’alto la bellezza di questa isola e le sue contraddizioni: una parte, quella dominicana, ben tenuta ed organizzata, cresciuta sull’onda di un forte turismo; l’altra, haitiana, oppressa da una vistosa povertà da dividersi equamente tra cause naturali ed altre da imputare all’uomo!

Intanto guardo ai miei compagni di viaggio, i primi cui – sono sicuro – si aggiungeranno altri. Anita, infermiera irlandese e membro della FCL, grande esperienza in catastrofi, essendo stata volontaria su molti fronti, rivela le sue capacità organizzatrici ed il piglio deciso con cui affronta ogni situazione: una garanzia! Ugo, il buon papà e grande lavoratore a 360 gradi, rivela tutta la sua passione per questa terra e per l’attività dei camilliani cui, negli ultimi dieci anni, ha donato sei mesi all’anno. Angelo, un quintale e più di simpatia ma anche tanta profondità, il cuore gettato al di là dell’ostacolo: avvisato all’ultimo momento, in 24 ore ha deciso di partire. Infine Leo, un veterano con 63 missioni umanitarie alle spalle, sempre pronto a partire, laddove il bisogno è impellente.

Giorno 2

Terremoto in Haiti 6

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8 thoughts on “Terremoto Haiti 5 – CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 1

  1. Caro Fr. Luca. Ho letto con interesse questo rapporto e felicito te e gli altri volontari per la vostra iniziativa. Il Signore manifesta la sua bontà misericordiosa attraverso la vostra opera.
    P. Angelo Brusco

  2. Carissimi
    quando darete sara’ molto ma vi auguro di potere capire anche quanto riceverete. Un saluto particolare a Padre Crescenzio.
    fr. Gianni

  3. Caro Luca, grazie per il rapporto presentato, sono vicino a te e a tutti i volontari…..un saluto particolare ai nostri confratelli e religiosi locali.
    ciao
    p. Alessandro Viganò

  4. Grazie Luca,sei sulla strada giusta. E se… ciao Fr. Valentino

  5. Caro Fr. Luca, siete veramente bravi. Che il Signore vi accompagni sempre. Saluta i confratelli, specialmente Crescenzo.
    Francisco Álvarez

  6. Vi auguro ad ogni bene che avete fatto, fate, e farete per amore misericordioso di Gesu’ in terra di Haiti.
    Un saluto a Fr. Luca e a voi i nostri fratelli camilliani e
    consorelle camilliane.
    Grazie e le preghiere per voi.

    P. Siranon , dalla Thailandia

  7. Grazie Luca. é stato bello conoscerto a Pescara per il rainbow e sono con voi in spirito e preghiere. Magari a luglio anche in presenza, vero Scott? Un saluto caro e tanta forza per il vostro impegno

  8. Caro Luca,
    un cordiale saluto da Verona. Sono stato a Roma per il Convegno del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, che si è concluso con le celebrazioni in San Pitreo il giorno 11. Ho ricordato ripetutamente le vittime del terremoto e quanti lavorano per aiutare i superstiti. Il Signore vi accompagni, la Madonna e San Camillo vi proteggano.
    Con affetto.
    P. Angelo

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