Terremoto Haiti 7- CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 3

Brother Luca Perletti, MI

Giorno 2

Il già affollato Foyer Saint Camille dal 12 gennaio si è dovuto sobbarcare una mole maggiore di lavoro, essendo uno dei pochi ospedali rimasti operativi. Il terremoto, infatti, ha devastato il sistema Haiti, inclusi gli ospedali. Attualmente nella capitale funzionano solo 18 sale operatorie, incluse quelle approntate per rispondere ai bisogni dell’emergenza. La sala operatoria del Foyer, un piccolo gioiello di ingegneria medica, è stata resa disponibile a chirurghi stranieri, in queste settimane italiane, che senza soluzione di continuità operano persone con gravi traumi. In questi giorni un team di ortopedici italiani e americani riescono a gestire circa 7 interventi chirurgici giornalieri. Forse una piccola goccia se il lpunto di riferimento sono i numeri assoluti: ma, nei casi concreti è una speranza di vita altrimenti spenta dal terribile cataclisma del 12 gennaio.

Il Foyer Saint Camille ha passato indenne il terremoto. Ben costruito, è stato minimamente lesionato permettendo così di continuare l’operatività mentre tutto attorno era solo distruzione. Certamente, il terremoto e le successive scosse di assestamento hanno avuto un effetto tragico sui religiosi locali. La paura, l’incertezza, l’ansia sono ancora presenti, aggravate da voci incontrollate che danno per certo un altro cataclisma peggiore del primo. Qualche presunto scienziato, infatti, con grande mancanza di tatto ha predetto che nel giro di tre mesi seguirà un altro cataclisma ben più grave! Ogni scossa d’assestamento è un colpo al cuore e molti dei nostri religiosi dormono ancora all’aperto, così come fanno – per mancanza d’alloggio – centinani di migliaia di abitanti di Port au Prince. Ci vorrà del tempo prima che il livello di tensione torni alla normalità, anche se per molti haitiani – provati da una vita di miseria – questo non è che una delle  tante tragedie. È incredibile la capacità di sopportazione di questa gente che una storia di sfruttamento e di sofferta liberazione ha reso esperta nel patire!

Colpiscono le donne, il vero motore dell’economia del paese. Madri di molti figli, di questi tempi offerti a stranieri (ci capita ogni tanto che ce ne offrano uno perchè abbia una vita migliore), riescono a tenere testa alle avversità con dignità e determinazione. Un piccolo spazio di terra diventa la nuova casa, dove alloggiare le poche cose e riprendere le ordinarie mansioni. Lo vediamo nelle famiglie sfollate all’interno del nostro Foyer. In pochi giorni, hanno reso le loro tende una piccola ed accogliente casa, trasformando il Foyer in un rione dove corrono e giocano bambini sopravvissuti al terremoto.

Il Foyer di questi tempi vive una vita intensa e molto credito va ai nostri religiosi, alle suore ed al personale locale, capaci di resistere e di essere all’altezza della situazione anche in condizioni di grave disagio personale. Non è facile infatti essere al 100% quando attorno è distruzione e le richieste di aiuto si susseguono. Infatti, non si tratta solo di salute ma di cibo, di alloggio, di lavoro. Il Foyer sta egregiamente rispondendo alle richieste di aiuto sanitario, avendo azzerrato tutti i costi addebitati ai malati e offrendo cure gratuite anche per chi si presenta agli sportelli con problemi non legati al cataclisma: centinaia di persone, perciò fanno la coda al di fuori degli ambulatori, della radiologia e delle corsie per una consulenza, un esame o per la visita del medico. Sotto il sole che batte cocente, aspettano in paziente attesa il loro turno e la vita sembra tornata normale. Non un grido non una lamentela, ma solo la gratitudine per questo servizio che continua a funzionare a dispetto delle avversità.

In questi giorni la comunità intera si sta confrontando su quale possa essere, in un immediato futuro, il suo contributo alla popolazione locale. I bisogni sono molti e quelli sanitari lasceranno il posto ad altri: la sicurezza, la casa, il lavoro, il futuro…..ci sarà molto da fare e già la comunità lo sta pensando. Si teme, soprattutto, l’arrivo della stagione delle piogge e di tutti i disagi che conseguono. Serviranno abitazioni e strade migliori. In questi primi incontrei si sta pensando di rafforzare il servizio sociale e di medicina di base per poter raggiungere la gente dove essa vive. Non ci si potrà fernare all’interno del Foyer…..

Giorno 4

Terremoto in Haiti 8

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s