Terremoto Haiti 13- CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 5

Fratel Luca Perletti, MI

Giorno 4

Il flusso di feriti e di persone da operare non sembra avere soluzione di continuità. Mentre al Foyer saint Camille continuiamo a viaggiare ad una media di 7 o 8 interventi chirurgici giornalieri, questa cifra è di molto maggiore nell’Ospedale Saint Damiene dove le due sale operatorie disponibili lavorano a ritmo completo, arrivando a circa 20 interventi diari. La grande maggioranza di queste operazioni sono diretta conseguenza del terremoto legata al trauma verificatosi o indiretta conseguenza a motivo della distruzione delle ordinarie strutture sanitarie, non più in grado di rispondere alle necessità.  La prima ondata dell’emergenza sanitaria, quella legata ai grandi traumatizzati, non è ancora terminata anche se le visite a domicilio che abbiamo iniziato nei villaggi che cadono sotto il nostro comprensorio rivelano un quadro stazionario: ovviamente, questi villaggi lontani dal cuore di Port au Prince presentano un quadro di distruzione minore rispetto alla città! Ma della salute nei villaggi se ne riparlerà!

Già si profila all’orizzonte un altro problema sanitario cui si deve iniziare a dare risposta per non ostacolare la macchina dei soccorsi e gli interventi in atto. I posti letto occupati dagli operati ormai in fase di ripresa sono arrivati alla saturazione ed è difficile trovarne di liberi, dove poter ricoverare nuovi casi. Insomma, mentre da un lato non si possono dimettere pazienti che ancora necessitano un adeguato periodo di convalescenza, la loro presenza nelle corsie rallenta la possibilità di ammettere nuovi casi. Gli Ospedali, quei pochi che funzionano, rischiano il collasso! È urgente allestire nuovi ospedali da campo in cui offrire una assistenza adeguata post intervento (cura delle ferite, prevenzione delle infezioni e di ricadute, monitoraggio continuo) che non può essere garantita a casa (tra l’altro il tema della ricostruzione è ben lontano dall’essere affrontato nel clima di generale mancanza di coordinazione) e liberare posti per chi necessita di interventi chirurgici nelle poche sale operatorie disponibili nella capitale.

Lo scenario della sanità a Port au Prince in questa fase attuale e per il futuro sembra delinearsi con chiarezza. La prima ondata caratterizzata da una aumentata richiesta di interventi chirurgici legati al politrauma (amputazioni, fissazione di fratture, ustioni) lascerà il posto alla convalescenza ed alla cura post operatoria, spesso molto complicata e dispendiosa. Per molti potrà essere un continuo calvario se le grandi organizzazioni dovessero andarsene senza assicurare la strutturazione di un efficace sistema sanitario in Haiti. L’assitenza post operatoria (convalescenza) dovrà sfociare nella riabilitazione, particolarmente impegnativa per l’elevato numero di amputati e di traumatizzati. In queste settimane molti  giovani ed adulti (nonché bambini) sono stati ricoverati da noi ed hanno subito interventi chirurgici che necessitano di adeguata riabilitazione, al fine di evitare un grande numero di futuri disabili, le cui condizioni di vita non potranno che contribuire a perpetuare l’eterno circolo della povertà. Infine, malattie epidemiche, spesso legate strettamente alla condizione sociale ed al grado di povertà, torneranno a farsi vive. Già sono riportati casi di colera mentre l’ormai prossima stagione delle piogge ha in serbo un aumento di patologie polmonari, intestinali, dermatologiche e mediche in generale. Qui si chiama in causa la urgenza di trovare adeguati alloggi per le migliaia di persone che vivono accampate in rifugi insalubri, a formare nuove favelas, e senza le minime condizioni igieniche. Probabilmente, la stagione delle piogge arriverà prima di avere risolto questo problema e non è difficle immaginare l’impatto sulla sanità in genere. Il bisogno di cure si annuncia lungo ed elaborato!

Intanto iniziamo a salutare i primi compagni di viaggio che staccano la spina e fanno ritorno al loro Paese d’origine dopo un periodo di intenso volontariato. Nel fine settimana sono partiti Leo, i medici Giuseppe, Paolo e Gianni, Roberta strumentista, le anestesiste slovacche che hanno fatto parte del team. La loro presenza, molto discreta e attenta, ha permesso al Foyer di rendere un servizio estremamente utile e necessario. Ha colpito la professionalità e la grande umiltà, di cui siamo tutti grati! L’emergenza è anche una occasione per dare vita al meglio di sé e per coltivare la speranza che esiste un futuro migliore e che l’uomo non è solo capace di male! Oltre al bene fatto in campo sanitario, questi medici hanno saputo creare relazioni umane che continueranno nel tempo!

Giorno 6

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2 thoughts on “Terremoto Haiti 13- CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 5

  1. Cari fratelli in Haïti,

    Siamo con voï nella situazione molto particula che vivete.
    Cui in Francia cercamo a fare tutte che possibilie per inviare un po di denari (concerto di organo, chiamatto al personnale delle nostre opere…)
    Coragio, e intensa prieghierà per tutti voï.

    P. Thierry de Rodellec

  2. Pingback: Nuovo ..Haiti Terremoto – CTF Central – Fratel Luca in Missione – Giorno 6 « News/Notizie > Camillian Task Force (CTF) – SOS DRS (SOS Doctors)

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