Terremoto Cile 2 – CTF Cile

 Fr. Scott

Terremoto Cile 1

La sofferenza in cile dopo il terremoto continua. E i camilliani e i loro collaboratori che constituiscono la Camillian Task Force sul posto si attivano per aiutare i colpiti. L’indomani del terremoto p. Magliozzi scrive:

“ho conosciuto la fine del mondo non virtuale, ma reale. stavamo tra i 7.5 e 8 gradi da noi. Grazie a Dio siamo tutti vivi. I danni sono solo alle statue e alle strutture delle 3 chiese che abbiamo. Le case stanno bene e noi pure. Lo stato peró é di emergenza e stiamo senza luce e senza telefono, quindi senza possibilità di comunicare e di ricevere niente (penso che messaggi di cellulare possono arrivare). In questo momento mi sono messo nel internet dell’ospedale e posso accedere solo a poche direzioni e-mail. Libero.it non funziona. Funziona solo pmaglioz@med.puc.cl . Il provinciale lo ho avvisato attraverso P. giovanni e P. Carlo Colafranceschi per rassicurarlo che stiamo bene. L’unico che sa qualcosa è P. Vincenzo Castaldo che riuscì a telefonare poche ore dopo il disastro poi si bloccó tutto.

Quindi stiamo bene e abbiamo passato tutto il primo giorno risolvendo problemi delle case (tubature rotte e riabilitare le chiese per tenere Messa domani).  So che state preoccupati di noi.

Come posso ritorneró in ospedale per rivedere l’e-mail i danni piú impressionanti é dove stanno le suore di Linares. Lá ci vorrebbe una CTF (che pensi? se puoi fare qulcosa stiamo qui ad aspettarti, con Sebastian e il gruppito dei missionari Camilliani Task Force).

Tieni conto che non è come Haiti, che é stato molto piú distruttivo.. Qui la distruzione in cittá é minima, solo nel campo é un problema dove ci sono case di fango che sono tutte crollate. I morti sono 219. Restiamo in contatto.

Saluti e grazie a Dio, poteva essere molto peggio – p. Pietro mi

P. pietro non sapeva quanti danni questo terremoto aveva causato. Le foto mostrano bene la distruzione. http://www.boston.com/bigpicture/2010/02/earthquake_in_chile.html

Quattro giorni dopo il terremoto Pietro scrive: la presidente ha detto i settori in cui chiede aiuto internazionale: ospedali di campo, gruppi elettrogeni rescatistas (rescue teams), persone che valutino danni strutturali di edifici, purificatori di acqua salina, e denaro naturalmente.

Stiamo attualmente a 708 morti piú tutti i desaparecidos, supereremo al finale i 1000. un’altra tragedia. So che stai pieno di tragedie da affrontare. Se non puoi affrontarla non ti preoccupare perché sembre che Cile é bene organizzato (non é come haiti). Ee sta provvedendo con molte risorse a riparare. Noi fronteggiamo i piccoli disagi di un post terremoto (luce, acqua, telefono, strade rotte con ponti) peró viviamo tranquilli.

Le suore di Linares stanno molto peggio, ho saputo, come posso le contatteró per avere piú dettagli. Buona missione e Dios ti protegga, adesso so che significa “catastrofe”, starci in mezzo. P. Pietro mi.

Padre Pietro aveva ragione. La situazione a Linares era molto peggi0. Anche la zona non lontano da questa citta era colpita. Dunque I camilliani sotto la guida del CTF Central hanno deciso di mettere in atto un plan per aiutare i colpiti. Vedi https://sosdrs.wordpress.com/2010/03/05/earthquake-in-chile-1/ per i dettagli del progetto preliminare.

Il 4 di marzo Fratel Luca Perletti, MI scrive in un aggiornamento sul Cile:

  1. oggi inizia la prima spedizione (vedi cronogramma)
  2. la CTF Central ha inviato primo sostegno economico
  3. lunedì si presenterà progetto a CEI [Conferenza Episcopale Italiana] per finanziamento di emergenza (di solito danno un consistente aiuto e noi ci siamo guadagnati buone credenziali)
  4. continua la rassegna stampa 
  5. dovremo organizzare un tavolo Cile con tutta la presenza di tutti/e voi

 Subito dopo questa communicazione Fratel Luca ha mandato una lettera al CEI dicendo che “un primo team [sanitario] è sul posto già da alcuni giorni mentre ci apprestiamo a formarne altri, così da assicurare un lungo periodo di presenza sul territorio! .. vogliamo sostenerla, così come fatto in altri Paesi! … veniamo con forza a sostenere la loro richiesta di aiuto economico per la gestione dei primi mesi di emergenza. 

Il 6 marzo Pietro ci scrive: 

Oggi il primo team camilliano che parte da San Bernardo per la missione a Chanco – cile. Caro Luca ti mando le foto. Si vede il materiale raccolto in due giorni (4 e 5 di marzo) e il gruppo che parte per Chanco stamattina, e (con me) il gruppo che ha lavorato febbrilmente dal 3 marzo per organizzare questa partenza il 6 marzo. Volevo avvisare anche che il gruppo ha disponibile fino al 31 marzo. poi? P. Pietro m.i.

Ecco la cronaca del viaggio di perlustrazione del 3 marzo 2010

CTF Cile

Siamo partiti da San Bernardo la mattina alle sei per approfittare della giornata. La strada fino a Curicò (un’ora e mezza di cammino) era buona, solo una interruzione a Chanco (per il crollo di un ponte). Poi iniziano le crepe nell’asfalto, orizzontali e verticali, ponti rotti. L’autostrada con i suoi caselli abbandonati davano la senzazione di stare indifesi e abbandonati in territorio di nessuno, dove nessuno si prende la responsabilità.

Finalmente dopo 4 ore di vaiggio arriviamo a San Javier la prima città colpita da distruzione forte e iniziamo a inoltrarci verso la costa. Più ci avviciniamo a Constituciòn, una città della costa molto colpita, più la situazione di fa desolante. Molte famiglie sulle strade con bambini con grandi scritte: “abbiamo bisogno di cibo, acqua, latte, pannoloni”.

Arriviamo a Constituciòn e sta piena di soldati a ogni incrocio, le case sono distrutte con una media di una su tre, l’odore è di pesce in decomposizione, cadaveri (tipo sala di autopsia), gas e mare.

Arrivati nella piazza centrale del paese con la impressione di vedere la cattedrale al suolo nel suo frontale, vediamo due camionette delle Figlie di San Camillo con la Superiora Madre Marina. Bastava mezz’ora prima o mezz’ora dopo e non ci saremmo incontrato. I telefoni cellulari lì non funzionano e non c’erano mezzi per comunicare. Così iniziamo a cercare insieme dove consegnare il materiale e cibo che loro portavano.

Arriva anche un parroco di constituciòn, P. Mario e da le informazioni. Una signorina ci accompagna al ospedale e lì ci accolgono e ci danno risposta a tutti i quesiti con molta gentilezza. Tutto sta chiuso: farmacie, market, etc. e non c’è possibilità di comprare niente, tutto è benvenuto. Mentre parlavamo una scossa di 7 grado Richter e una comunicazione che il mare si stava ritirando e arrivava un nuovo tsunami. Poi si dimostrò un falso allarme. Corriamo alle auto e lasciamo Concepciòn.

Mentre ci allontanavamo, lasciamo un bidone di 15 litri d’acqua che avevamo in auto a una famiglia. La bambina stava piangendo e la mamma, non credendo ai suoi occhi ci disse: “La bimba piange perchè ha fame ed io non avevo l’acqua per sciogliere il latte in polvere. E voi arrivate con l’acqua. Grazie”.

Il viaggio di andata era durato 5 ore. Quello di ritorno durò 8 ore per un blocco sull’autostrada dovuto a un crollo di un pezzo. Però stanchi siamo riusciti a ritornare vivi e con molti dati per ritornare con tutto quello che serve: articoli di igiene (stanno iniziando le epidemie), cibo e acqua, articoli medici per assistere, mezzi di accompagnamento spirituale e psicologico a bambini, adulti, anziani, personale.

A presto per le prossime comunicazioni. P. Pietro Magliozzi m.i.

Per aiutarci in Cile – click

Terremoto Cile 3

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