Terremoto in Cile 23 – Un Riassunto del Lavoro Fin’Adesso

CTF IN CILE  – 2010

PASTORALE DI EMERGENZA CAMILLIANA, UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE DELLA SPERANZA

P. Pietro Magliozzi m.i.

Padre Camillo Henriquez, primo camilliano cileno, libertador del Cile nella prima metá del 1800, riuscì con la sua penna e la parola, come giornalista, a entusiasmare i cileni sul tema della libertà, a creare la speranza di essere un paese libero ed essere capace di costruire da soli la propria storia. Oggi questo camilliano solitario è considerato in Cile il padre del giornalismo cileno, fondatore del primo giornale dell’indipendenza, titolare della Biblioteca nazionale a Santiago, un carismatico, come disse il presidente dei giornalisti del Cile all’inaugurazione di una statua in suo onore il 3 maggio 2010: “speriamo di poter entusiasmare di nuovo i cileni con un giornale come fece Camillo Henriquez”.

Quello che Camilo Henriquez fece con i valori della libertà e della patria, San Camillo de Lellis lo fece, e continua a farlo, con la carità ai malati: entusiasmò con l’esperienca della carità a laici e religiosi, ricchi e poveri; soprattutto creò questo entusiasmo quando mostrava l’eroismo della carità nelle cosiddette “sagre della carità” (le epidemie). Questo spirito camilliano di entusisasmo nella carità è quello che si è cercato di ricreare di nuovo in Cile subito dopo il terremoto del 27 febbraio 2010 con un’attività pastorale di emergenza camilliana. Un luogo di orrore e distruzione si può trasformare in migliaia di occasioni di carità, creativitá pastorale e regno di Dio, di conversione e reincontro con il volto di misericordia della Trinità, di solidarietà e gesti di compassione e speranza.

I FATTI

Cile, nel suo bicentenario dell’independenza ha sofferto uno dei terremoti più grandi della storia (8.8 gradi della scala Richter) che ha colpito l’80% della popolazione nazionale (le regioni 5-8, le piú popolate), con danni per un raggio di piú di 500 Km a causa di un doppio epicentro del terremoto in due punti distanti della stessa faglia (a Cobquecura, il primo e a Talca il secondo). Una abitudine dei cileni, di stare sempre pronti a scappare fuori di casa in qualunque momento sentano una scossa, ha permesso di ridurre al minimo le vittime (solo 700 dichiarate), però non ha potuto evitare la distruzione di case (almeno quelle fatte di mattoni di fango, la normalità fino a poco tempo fa) lesionate per un 80% in molte zone, insieme a fabbriche, strutture, ferrovie, ponti, strade; soprattutto i danni si notano nelle regioni costiere dove il tsunami successivo al terremoto ha terminato di distruggere quello che il terremoto aveva risparmiato.

LA REAZIONE

In questo contesto di impressionante distruzione e perdite fisiche, di blocco totale (senza luce, telefono, internet, in alcuni luoghi senza acqua, gas, senza negozi aperti), ognuno ha reagito diversamente: ci sono stati coloro che sono andati a saccheggiare i supermercati per paura di rimanere senza cibo, altri che si sono barricati in casa armando i loro fucili per difendersi come in un “the day after” apocalittico, altri che si bloccavano senza sapere che fare (vittime della sindrome post traumatica da stress), altri che uscivano ad aiutare i vicini più deboli o andavano a cercare i parenti (genitori, fratelli, sorelle, figli), altri che iniziavano a riparare i danni strutturali della propria casa e altri che si attivavano in un volontariato generoso viaggiando verso le zone più colpite. I Camilliani di San Bernardo e le Camilliane di Linares, per carisma, non potevano che stare tra questo ultimo gruppo e si incontrarono, per un puro caso, il 5 di marzo nella piazza di Constituciòn (una città a 500 Km da San Bernardo e 100 Km da Linares) portando aiuti e cercando di fare una diagnosi dei bisogni per inventare una risposta pastorale.

NASCE LA CTF CILENA

Devo dire, con sincerità, che il Signore mostra in questi casi di sofferenza e perdite tutta la sua Provvidenza, di cui non possiamo non essere riconoscenti. Io, nel momento del terremoto, ero un formatore senza seminaristi (perché in noviziato altrove), avevo pronti per aiutarmi due universitari all’ultimo anno di tirocinio appartenenti alla Famiglia Camilliana Laica, appassionati di missioni e disponibili ad una attività di emergenza: Sebastian e Alicia (rispettivamente assitente sociale e psicopedagogista). A questi si aggiunse presto una terza persona: Patricia (assistente sociale con titolo). Tutti con formazione spirituale profonda ed esperienza di animazione di gruppi. Anche le Suore camilliane: Figlie di San Camillo e Ministre degli Infermi, si trovavano disponibili a collaborare. Avere le persone giuste al momento giusto é quello che permette la riuscita di un progetto umanizzatore e divino; in effetti Sebastián, nominato da me coordinatore del progetto missionario ha capacitá di relazione e di creare reti sociali, entusiasmare e aprirsi a nuovi scenari per dare risposte ad ogni tipo di bisogni; Patricia e Alicia, il volto del discernimento e dell’accoglienza materna verso chi soffre profondamente, capaci di attivare le risorse della persona e del gruppo; le religiose e religiosi camilliani con la dimensione di Marta e Maria integrate per dare mistica e un senso teologico all’intervento. Altra provvidenza: persone di buona volontà della parrocchia si posero a disposizione per la raccolta di aiuti umanitari. A tutto questo aggiungo la provvidenza della veloce risposta della CTF (Camillian Task Force) centrale (P. Scott Binet, Fratel Luca, P. Paolo e Marco Iazzolino), del Centro di umanizzazione camilliana di Madrid (con Francisco Prat), delle Misericordie della Toscana e della Conferenza Episcopale Italiana nel dare i finanziamenti, e ultima provvidenza, tante capacità, conoscenze e competenze che avevo accumulato negli anni, che adesso si rivelavano tutte importanti per gestire una opera tanto complessa e integrale di pastorale: doveva essere una pastorale itinerante, rapida, flessibile e adattabile alle necessità che cambiavano di giorno in giorno, intensa e resistente (per evitare il burn out che colpiva la maggior parte dei volontari), con senso pratico e con teoria, fortemente spirituale e camilliana, intercongregazionale e di collaborazione tra laici e religiosi.

Come realizzare tutto questo a distanza? In effetti, i primi 20 giorni non potevo accompagnare il gruppo per problemi comunitari. Furono ugualmente giorni intensi ed utili, perchè mi trasformai nel ponte tra la Central CTF che dava le direttive e l’orientamento e la periferia: l’equipe di lavoro che dal luogo del disastro mi davano le informazioni sulla situazione con tutti i bisogni.

Fu così che si sviluppò il primo mese di attività CTF (marzo), con base a Linares nella casa delle Figlie di San Camillo, e mobil clinic con il camioncino della parrocchia San Camillo che fece in un mese i Km di tutto un anno. Si visitarono le campagne e città della settima regione (Regione del Maule, diocesi di Linares) dalla costa fino alla cordigliera delle Ande, incontrando persone, situazioni di abbandono, povertà e miseria, aspettative e disperazioni, sindromi post traumatiche da stress in tutte le forme. E sempre l’azione della CTF era integrale: arrivava il gruppetto camilliano con varie suore, una psicologa, due assitenti sociali, un medico, un logista e l’aiuto era materiale, sanitario, sociale, psicospirituale. Non si potevano, chiaramente, risolvere tutti i problemi, però sempre la CTF era una presenza significativa in una situazione di crisi che lasciava un segno e un ricordo. Solo chi ha vissuto una situazione di solitudine in un momento di difficoltà, può dire che ha significato la presenza di qualcuno che si avvicinò per aiutarlo. L’équipe camilliana era in questo periodo di 6 persone in terreno: 5 laici (Sebastián, Patricia, Alicia, Maria Elena, Luca) e varie religiose (Sr. Teresinha, Sr. Patricia, Sr. Haida, Sr. Herminia, poi arrivò Sr. Fatima infermiera). Tutti professionisti, altro elemento fondamentale per dare un volto specifio ed efficiente all’azione pastorale in emergenza; non si trattava di portare cibo, medicine, coperte, carbone, giocattoli, articoli di igiene, acqua, ma di aiutare le persone a non sentirsi schiacciate per la catastrofe, a proporgli mezzi per attivare quella resilienza che le farà uscire dalla crisi, anzi, in alcuni casi le renderà più forti e creative di prima nel trovare soluzioni nuove alle perdite.

Il mese di aprile cambiò il modo di agire della CTF Cile. Il gruppo si stabilì a Parral dove incontrò l’appoggio del parroco e del direttore e vicedirettore dell’ospedale (il Dott. Freddy e il Dott. Valenzuela) e, affitando una casa, si creò un’attività pastorale sistematica e progettuale. Più precisamente, si pensò che l’azione a questo punto doveva concentrarsi in una zona per essere di aiuto nella ricostruzione di vite umane e di cose. Gli obiettivi erano:

1-Rafforzare l’identità e il lavoro d’équipe (laici e religiosi) per proporsi come grande famiglia camilliana, mettere segni visibili di questa presenza (con logos camilliani su magliette, su una jeep Mahindra donata dalla Conferenza Episcopale Italiana, su manifesti posti fuori e dentro la casa affittata con la spiegazione di chi siamo, che facciamo e perché lo facciamo.

2-Dare significatività alla pastorale d’emergenza; non si trattava di tappare buchi (rispondere ciecamente ai bisogni), ma di creare iniziative, formare la popolazione e i formatori (per esempio i responsabili dell’accompagnamento spirituale in ospedale), iniziare progetti di autonomia, rafforzare le risorse interne della gente (umane e soprannaturali) per attivare la resilienza.

3- Dare integralità alla pastorale attivando allo stesso tempo i tre livelli della CTF mondiale come pensata da P. Scott: umanitario (materiale), medico (preventivo, curativo, assistenziale), pastorale (appoggio psicospirituale, formativo e di ricerca). In questa integralità si ritrovano, per esempio, anche attività originali come la mobil clinic, dove le persone isolate nel campo vengono ritrovate e aiutate a vari livelli e possono raccontare tutto quello che stanno soffrendo, lo yoga per rilassarsi e la danza contemplativa per autoconoscersi ed espriemersi a partire dal corpo; le cene di lavoro ed il pub di lavoro per incontrare i giovani ed aiutarli. Tutto questo mostra quanto è importante la libertà pastorale e la flessibilità che caratterizzò sin dall’inizio questa missione d’emergenza.

4- Dare efficacia alla pastorale rendendola rapida nelle sue risposte. Qui ho visto in modo esemplare, l’importanza di rispondere prontamente alle richieste (a tutte le ore), l’uso continuo del contatto per cellulare, tutto deve funzionare “al tiro” (di colpo), come dicono in Cile.

Questo modo di lavorare è povero, umile e fraterno, basta pensare alla casa dove si convive in 3 o 15 con poche stanze, un solo bagno, all’inizio senza riscaldamento, vivendo spartanamente senza i confort di una casa, con uno stress continuo di un lavoro incessante senza orari fissi; è un modo di lavorare spirituale (contemplativo nell’azione) con una cappella nella casa dove incontrarsi come gruppo o da soli con il Signore e renderlo sempre presente a nostro lato. Lo stress non può mancare, però si è coscienti che lo sforzo vale la pena quando si vedono i risultati di tanta carità: persone che escono dalla crisi, problemi risolti, addirittura giovani con inquietudine vocazionale camilliana. Come diceva San Camillo: “se fai qualcosa cattivo con gusto, il gusto passa e il male resta, pero se fai qualcosa buono con fatica, la fatica (stress) passa e il buono (CTF) resta”.

Concorrente con la visita  in aprile di due membri di CTF Centrale – che fu un bel momento fraterno – e anche parrecche riunioni con Marco Iazzolino e Padre Scott Binet MD, MI – a Parral e ancora prima con i membri di CTF Chile a San Bernardo – è stato l’inizio dell’ideazione e dell’inizio dell’attivazione del progetto chiamato umanizzazione camilliana terremoto 2010. Il progetto arrivó, a metá di maggio, a contare 18 programmi: 5 di aiuto materiale, 3 sanitari e 10 tra psicospirituali e formativi, lo specifico dei Camilliani come parte della CTF nel mondo oggi.

ASSISTENZA UMANITARIA  – MATERIALE

1)    Assistenza umanitaria alle famiglie povere del Comune di Parral

Responsabili: Alicia Hernández

2)     Aiuto agli ospedali di Parral e Cauquenes (donazione delle Misericordie di 100.000 € per comprare duei moduli con 25 letti ciascuno)

Responsabili: Sebastián Maldonado

3)     Appoggio alla Pastorale Sociale della diocesi di San Bernardo (comprare 4 Case di Emergenza con il denaro dell’associazione “gli amici dei lebbrosi” contattati da P. D. Fantin)

Responsabili: Padre Pietro Magliozzi

4)   Asistenza umanitaria Casa di Riposo delle figlie di San Camillo di Linares (Tetto)

Responsabili: Patricia Arregui, Sr. Marina Marchiori

5)    Asistencia sector Rancura a 5 ore di auto da Parral nella zona costiera distrutta dallo tsunami e isolata da strutture sociali (Costruire case di emergenza e dotarle di sistema elettrico)

Responsabili: Patricia Arregui, Patricia Quiroz

ASSISTENZA SANITARIA

(Prevenzione e trattamento: salute biologica; umanizzazione: salute biografica)

 

6)    Mobil Clinic e assistenza integrale (salute biologica e biográfica) alle persone nel campo

Responsabili: Padre Pietro Magliozzi

7)    Programma Integrale residenza di bambini con rischio sociale di Parral

Responsabili: Patricia Arregui – Sebastián Maldonado

8)     Invio di un Ortopedico chirurgo a Parral

        Responsabili: P. Scott Binet – Sebastian Maldonado

 

ASSISTENZA PSICO-SPIRITUALE

(Assistenza – formazione – ricerca scientifica – servizi religiosi)

 

9)     Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Parral

Responsabili: Patricia Arregui –  Sor Haída Echevarría

10) Acompagnamento Psico-spirituale ospedale di Cauquenes

Responsabili: Patricia Arregui – Sor Haída Echevarría

11)  Appoggio agli Anziani poveri di Parral (Casa di riposo)

Responsabili: Alicia Hernández – Sr. Fatima

12)  Centro di ascolto Alianza Caritas a Parral (1-cappella di Buenos Aires 2-casa di riposo S. José) con la collaborazione dei Counsellors del Centro di Umanizazzione Tres Cantos (Madrid)

Responsabili: Alfonso Rogero, Sr. Inmaculada Sanchez

13)  Congreso Internazionale Pastorale post emergencia a Santiago 13-15 ottobre 2010

Responsabili:  Dr. José Alvear – P. Scott Binet

14)  Kick Off Conference dei Centri di pastorale Camilliani del Latinoamerica a San Bernardo 16-18 ottobre 2010

Responsabili: P. Scott Binet

15)  Corso formazione presenziale sulla PTSD con Javier Martin 1-5 luglio (del Centro di umanizzazione Tres Cantos) sulla relazione d’aiuto nella PTSD (Sindrome Post Traumatica da Stress) in Parral

Responsabili: Padre Pietro Magliozzi – Francisco Prat – Sebastian Maldonado

16)  Corso a distanza e-learning sulla Umanizzazione della PTSD

Responsabili: Francisco Prat

17) Studio sugli effetti cuantitativi e cualitativi di un terremoto sulla popolazione adulta di Parral

Responsabili: P. Pietro Magliozzi, Sr. Inmaculada Sanchez (counsellor), Programa di Studi Medico Umanistici della Pontificia Universitá Cattolica del Cile.

18) Studio Rainbow sulla diagnosi e terapia della PTSD a livello peidatrico

Responsabili: Ospedale Bambin Gesú di Roma, Pontificia Universitá Cattolica del Cile, P. Pietro Magliozzi,

Per esempio, la attivitá del programa n. 9: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Parral, dal 1 aprile fino al 19 di maggio é consistito in:

– 10 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.

– 8 incontri e momento di preghiera nelle diverse aree dell’ospedale.

– tutti i martedí alle 8:00 della mattina, preghiera di 20 minuti nell’ospedale per il personale.

– 1 ritiro spirituale dell’UAE (Unitá di accompagnamento spirituale) di un giorno a Linares.

– Visita ai malati.

– Visita alle famiglie degli operatori sanitari con piú danni strutturali.

– Diáloghi interreligiosi in ospedale (con operatori sanitari evangelici, pentecostali e mormoni).

– Formazione settimanale e accompagnamento spirituale agli integranti della UAE (Unità di Accompagnamento Spirituale).

La attivitá pastorali n. 10: accompagnamento psicospirituale nell’ospedale di Cauquenes a mezz’ora di auto da Parral, invece:

– 4 incontri di conoscenza, programmazione e progettazione.

– 2 incontri di preghiera.

– Ritiro spirituale con gli operatori sanitari.

– Formazione permanente e accompagnamento dei funzionari dell’ospedale.

– Dialoghi interreligiosi in ospedale con pastori e sacerdoti

– Visita ai malati.

L’attivitá pastorale n. 12: il centro di ascolto della cappella di BuenosAires con il counsellor di Madrid durata un mese:

–        20 persone ricevute e accompagnate dal counsellor Alfonso Rogero. Delle quali 8 aiutate con una sola seduta e le altre 12 accompagnate per piú sedute e consegnate alla successiva counsellor Sr. Inmaculada Sanchez che aumenta dalla metà di maggio il raggio d’azione ad altre zone di Parral.

CONCLUSIONE

Sono passati alcuni anni da quando, per la prima volta in ambito camilliano si parlò e si scrisse di nuovo di Camillian Task Force, si creò una nuova sezione libraria nella biblioteca del Camillianum sulla pastorale dell’emergenza.

Da allora, timidamente, l’Ordine dei Ministri degli Infermi si è lanciato in varie esperienze di appoggio o di vero impegno con forze umane e materiali per dare un volto-secolo-21 a questa pastorale tanto importante e significativa per la storia della Chiesa e per l’Ordine Camilliano stesso sin dall’inizio.

L’esperienza CTF cilena, a due mesi e mezzo dall’inizio, è solo un passo in avanti per cogliere quante potenzialità abbiamo come camilliani nel mostrare a tutti (credenti e non credenti, cattolici e non cattolici) come anche la catastrofe si può trasformare in un luogo di evangelizzazione, di umanizzazione e di salvezza.

Help Chile

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